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Alvei e sicurezza, summit ad alta tensione: poi scoppia la pace

Ieri mattina al Capricho il tavolo tecnico per affrontare l’emergenza dell’alveo La Rita: presenti l’Autorità di Bacino, il Genio civile, il Commissariato alla ricostruzione e la Direzione regionale della gestione del territorio

Non c’è tempo da perdere per la messa in sicurezza dell’alveo La Rita a Casamicciola; tuttavia ogni intervento dovrà comunque tener conto della pianificazione in ottica di ricostruzione. Ieri mattina al Capricho di Piazza Marina a Casamicciola si è svolto il tavolo tecnico che ha riunito tutti gli attori convocati dall’amministrazione, rappresentata dal sindaco Giovan Battista Castagna, dal presidente del Consiglio comunale Nunzia Piro e dal responsabile dell’ufficio tecnico ingegner Baldino. I tre hanno accolto i vari rappresentanti della struttura commissariale guidata da Schilardi, del Genio civile, dell’Autorità di Bacino e della gestione del territorio della regione Campania. Presenti anche gli architetti Marco Raia del Comune di Forio e Alessandro Dellegrottaglie del Comune di Lacco Ameno. Il paese del Fungo è direttamente coinvolto in quanto l’ostruzione dell’alveo La Rita dopo il crollo di una struttura termale avvenuto sabato scorso mette in pericolo la zona lacchese compresa tra l’ex hotel La Pace e l’area dove sorge l’ospedale.

La riunione aveva lo scopo di indicare la via istituzionale più opportuna per arrivare a un intervento rapido ma senza prestare il fianco a cavilli procedurali in grado di bloccare l’iter, vista l’urgenza della circostanza.

L’incontro inizialmente si è sviluppato dando voce ai vari rappresentanti degli enti coinvolti, con il sinaco che ha tenuto a precisare che nella zona de La rita le quattro strutture termali interessate dalla situazione dell’alveo sono strutture legittime, e che dapprima il terremoto del 2017, poi il crollo dei giorni scorsi (dovuto anche al fatto che la zona è interdetta e l’edificio non era stato oggetto di alcun intervento) hanno fatto sì che le macerie ostruiscano il canale sottostante, formando un tappo pericoloso. Le tempistiche sono strette, ha ricordato il sindaco Castagna, per evitare quella che si può a buon diritto definire una potenziale catastrofe.

Iniziali “frizioni” circa il destino delle strutture termali che sorgono nella zona sono state appianate convergendo sulla necessità di coinvolgere la Protezione civile regionale

Il dottor Vincenzo Albanese, delegato del commissario Schilardi, ha brevemente spiegato che la zona era già stata ispezionata per poi essere classificata ad alto rischio idraulico e idrogeologico. 
Secondo Albanese, serve un complemento in termini di pianificazione. La relazione è stata inviata alla regione Campania, comprese le risultanze della microzonazione. Verranno subito esaminate le istanze del comune,  anche se non risultano istanze di ricostruzione da parte dei titolari dell strutture in questione.  Da parte sua, l’architetto Escalona della Direzione Generale per il Governo del Territorio della Regione Campania, ha sottolineato che il problema va visto soprattutto dal punto di vista dell’emergenza, e che in tale ottica la Direzione assumerà una posizione di ascolto, non di intervento, seppure in sinergia con l’Autorità di Bacino. Quest’ultima, tramite i dottori Gargiulo e Benedetto, ha evidenziato che la zona è attenzionata in quanto vi è una criticità idraulica da sistemare, e ha dato piena disponibilità a collaborare.

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Infine, i rappresentanti del Genio civile, pur riconoscendo la necessità di rimuovere i materiali che ingombrano l’alveo, hanno spiegato di non avere competenza su ciò che è di responsabilità di soggetti privati. 

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Dopo aver ascoltato il punto di vista di tutti, il sindaco Castagna è stato molto chiaro: «Io non sto chiedendo soldi. Bisogna capire chi è il responsabile della problematica individuata dalla Protezione civile. Se siamo noi del Comune, allora interverremo di concerto col comune di Lacco. I crolli di sabato sono dovuti al sisma, come evidenziato dalla relazione. La cosa importante è chiarire le responsabilità». Il primo cittadino ha inoltre insistito con veemenza sul destino delle strutture legittime soprastanti: «Non voglio che, una volta che il Comune abbia preso l’iniziativa, poi possa capitare che un funzionario di altro ente intervenga sollevando cavilli procedurali». Insomma, il momento della chiarezza è adesso, e il presidente Nunzia Piro ha stigmatizzato il rimpallo di responsabilità, lanciando un avvertimento: «In caso di forti precipitazioni, il caseggiato sottostante di Lacco Ameno subirebbe una violentissima alluvione», cosa che comporterebbe un piano di evacuazione per l’ospedale e la scuola della Fundera. L’avvocato Piro si è rivolto ai vari enti presenti, ricordando che tutti hanno avuto accesso alla zona e hanno potuto rendersi conto della gravità della situazione, visto che nell’alveo in località La Rita confluiscono i flussi di vari altri alvei, Cuccufriddu, Montecito, Cava del Monaco, che a loro volta presentano criticità. Insomma, l’amministrazione di Casamicciola ha messo subito in chiaro l’ampiezza della posta in gioco e la necessità di un intervento rapido, ma anche di capire se le strutture termali potranno essere ricostruite, o delocalizzate.

Il sindaco Castagna: «Dobbiamo immediatamente individuare la responsabilità dell’intervento, senza che successivamente esso venga messo in discussione da incongrui cavilli procedimentali»

A questo punto i toni si sono leggermente alzati, e mentre il Genio civile affermava che la titolarità dell’alveo è dello Stato, il sindaco ha chiamato in causa il commissariato alla ricostruzione. Quest’ultimo, tramite Albanese, ha affermato che il problema va inquadrato come “nuova emergenza”, capire come sia successo, come intervenire e poi come reperire i fondi, salendo progressivamente di livello, dalla protezione civile ai vari enti sovraordinati, sempre in coordinamento.

Sull’ipotesi di ricostruzione in loco, si è sviluppato un vivace dibattito tra l’Autorità di Bacino e il sindaco Castagna. Quest’ultimo ha ipotizzato che un eventuale  progetto di sistemazione dell’alveo e ricostruzione delle strutture alberghiere, potrebbe scontrarsi con il successivo parere dell’Autorità di Bacino sul divieto di ricostruzione. A questo punto gli esponenti dell’Autorità hanno fatto un’affermazione che ha parzialmente gelato l’ambiente: «Oggi le norme non consentono di ricostruire in quelle condizioni di rischio. Un fabbricato su un costone è una bomba». Un’ipotesi che secondo il sindaco avrebbe messo a rischio la stessa conservazione del patrimonio termale che ha reso famosa Casamicciola, ma tale drammatica possibilità è parsa rientrare, in quanto la stessa Autorità di Bacino ha ricordato che normativamente le attività legittime in zona r4 possono continuare l’attività. Dunque, ha spiegato il primo cittadino, se c’è possibilità di eseguire manutenzione straordinaria di messa in sicurezza e ristrutturazione conservativa in zona, sarebbe già un buon punto di partenza, perché la questione potrebbe poi essere spostata sul piano tecnico. Anche l’architetto Escalona era sulla stessa lunghezza d’onda: «Il problema va visto nell’ottica del doppio procedimento, dell’emergenza e poi ricostruzione. Le terme sono un valore da rispettare.  Bisogna domandarsi se dopo la demolizione ci sia continuità in un’ottica di ristrutturazione».

Il presidente del Consiglio comunale Nunzia Piro: «Il problema emergenziale dell’alveo va risolto comunque nell’ottica della pianificazione futura di ricostruzione»

A questo punto, il presidente del Consiglio comunale Nunzia Piro ha evidenziato uno dei punti focali: non si tratta soltanto di mettere in sicurezza l’alveo, cosa che, come ha ricordato Albanese, è in astratto piuttosto semplice, ma di capire anche come realizzare tale messa in sicurezza in un’ottica di pianificazione della ricostruzione. Capire cioè, come ha spiegato il sindaco, se successivamente le strutture possano riprendere la attività, o ricostruite con minori volumi, o addirittura delocalizzare. In sostanza, risolvere il problema emergenziale in un’ottica futura di pianificazione.  Al termine della riunione, è quindi emerso che deve essere coinvolta la Protezione civile della Regione Campania, per poi dar vita all’effettivo coordinamento. I tempi tuttavia stringono, quindi il nuovo incontro dovrà svolgersi già nei prossimi giorni. Il sindaco Castagna ha annunciato contatti in tal senso già nella giornata di ieri. In serata è arrivata anche la richiesta ufficiale di calamità naturale a firma dei sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno, di cui vi spieghiamo in altra parte del giornale.

Foto Franco Trani

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