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Alvei, nuova “diffida” della Regione al Comune

Ennesima puntata della disputa sulla competenza relativa agli interventi di messa in sicurezza del territorio casamicciolese

Ha assunto ormai toni rusticani la lunga schermaglia tra Regione e Comune di Casamicciola relativa alla messa in sicurezza degli alvei. Ormai non passa settimana senza che i due enti diramino piccate note, lanciate come pietre, per chiedere all’altro di attivarsi per mettere in sicurezza i punti più critici del territorio casamicciolese. Mentre l’attenzione era concentrata sulla liberazione dei detriti che hanno ostruito l’alveo in località La Rita che scorre al di sotto degli storici stabilimenti termali colpiti dal crollo dello scorso febbraio, l’ufficio tecnico di Casamicciola aveva segnalato alla Direzione generale per la difesa del suolo e l’ecosistema la formazione di un bacino acqueo di circa 50 mq all’interno dell’alveo Negroponte Fasaniello, a causa delle piogge e degli smottamenti lungo le sponde. L’Utc aveva anche chiesto un intervento urgente per il ripristino del deflusso e scongiurare il pericolo per la pubblica e privata incolumità.

Tuttavia anche stavolta la Direzione regionale non ha risposto in toni concilianti, tutt’altro: rivolgendosi alla Prefettura di Napoli, il dirigente regionale ha spiegato che si tratta “dell’ennesimo atto di una nutrita corrispondenza con il Comune di Casamicciola Terme [..] dalla quale si evince che l’Amministrazione comunale non appare agire compiutamente, nonostante i numerosi finanziamenti concessi [..] né ha mai dato riscontro agli inviti e solleciti rivolti dalla scrivente in ordine allo stato di attuazione degli interventi finanziati”. In sostanza, secondo la regione, il Comune ha avuto i soldi, e neanche pochi, e anzi deve dare conto di come li ha impiegati, sempre se lo abbia fatto.

L’ufficio tecnico di Casamicciola aveva segnalato alla Direzione generale per la difesa del suolo la formazione di un bacino acqueo di circa 50 mq all’interno dell’alveo Negroponte-Fasaniello, chiedendo un intervento urgente per il ripristino del deflusso e scongiurare il pericolo per la pubblica e privata incolumità, ma la Regione attacca: «Comune inadempiente nonostante i finanziamenti»

Ad ogni buon conto, per quanto riguarda gli interventi urgenti di pulizia e di manutenzione da eseguire per consentire il libero deflusso delle acque e scongiurare possibili disastri, la Regione ha inviato la nota anche all’Autorità idraulica del Genio civile di Napoli e Presidio di Protezione civile, oltre a rimarcare ancora una volta che “l’adozione dei provvedimenti in materia di salvaguardia e tutela della pubblica e privata incolumità a norma dell’articolo 54 del d.lgs. n.267/2000 (Tuel) e del d.lgs. n.1/20218 resta nella competenza del sindaco nella qualità di autorità locale di Protezione civile, il quale deve, altresì, porre in essere ogni azione e provvedimento, per l’ottemperanza delle prescrizioni dettate dai Piani stralcio per l’assetto idrogeologico vigenti”.

Dall’esterno si ha quindi l’impressione di un continuo rimpallo di responsabilità e di competenze, col Comune che continua a invocare l’aiuto dell’ente sovraordinato, adducendo la mancanza di personale e di fondi per poter far fronte all’emergenza-alvei, e la Regione che rimprovera al Comune, quale “soggetto attuatore”, di non dare notizie su una serie di interventi già dotati di relativi stanziamenti. Come si ricorderà, a inizi aprile venne già chiesto a quale punto sia l’intervento di riduzione dell’erosione e di stabilizzazione dei versanti del Comune, per il quale è stato stanziato un finanziamento di oltre tre milioni di euro, mentre altri 180mila euro sono stati destinati alla mitigazione del rischio di ostruzioni per gli alvei tombati, non solo Negroponte e Fasaniello, ma anche per Senigallia, Cava del Monaco e la stessa La Rita. Per la messa in sicurezza di Cava Pozzillo e la protezione dell’abitato ci sono 94mila euro, mentre oltre 460mila euro sono diretti alla bonifica e al consolidamento dei versanti a monte del centro abitato del comune. Tra una nota e l’altra, questa fitta corrispondenza dura ormai da tre anni, un dato sorprendente ove si pensi che parliamo di un pericolo concreto per cose e persone, su un territorio geologicamente instabile e soggetto, purtroppo, a cedimenti con esito anche tragico.

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