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Amaro Spignese: «Vi spiego perché non c’è più pluralismo»

L’ex assessore commenta l’anomala campagna elettorale appena iniziata nel comune di Ischia, dove l’amministrazione in carica potrebbe ottenere una maggioranza plebiscitaria

Quanto avrebbe scommesso su un epilogo del genere, cioè assenza di una coalizione di minoranza alle elezioni appena un anno fa? E come è stato possibile che accadesse tutto questo?

«Mi sembra piuttosto chiaro: dal momento in cui Gianluca Trani è passato nelle file della maggioranza, qualunque altro tipo di progetto politico è diventato pressoché irrealizzabile, perché con quella mossa egli ha impedito che la volontà degli elettori determinasse nuove scelte. Di fatto, con quella mossa ha distrutto la democrazia, soprattutto perché di persone disposte a candidarsi non ce ne sono tante, non certo perché Gianluca fosse il “predestinato”. Il parterre isolano non contempla molte figure che abbiano la voglia, la possibilità e l’intelligenza per mettersi in gioco».

Perché Lei e Ottorino Mattera, che pure avevate un patrimonio di consensi non indifferente, alla fine avete rinunciato a scendere in campo?

«Io ho rinunciato per motivi personali e familiari molto seri che da diversi mesi richiedono la massima attenzione: non avrei avuto neanche le energie mentali per affrontare una campagna elettorale».

Alle prossime elezioni farete da spettatori o darete indicazioni ai vostri elettori?

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«Resteremo vigili, affinché il nostro patrimonio elettorale non venga depauperato in scellerate scelte».

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«Dal momento in cui Gianluca Trani è passato nelle file della maggioranza, qualunque altro tipo di progetto politico è diventato pressoché irrealizzabile. Quella mossa ha distrutto il gioco democratico»

Una maggioranza bulgara, forse addirittura plebiscitaria, per Enzo Ferrandino sarà solo un vantaggio o rischia anche di tramutarsi in un boomerang. E se sì, perché?

«È come quando un gruppo di persone è costretto a stare insieme in uno spazio limitato, ad esempio come nel caso dell’attacco di Putin all’acciaieria. Prima o poi lì dentro le riserve finiranno. Già adesso si parla di lotte acerrime tra loro. Ovviamente dalle elezioni in poi si determineranno delle scelte dolorose, vista la grande massa di candidati nelle sette liste. Molti resteranno delusi perché i numeri dovranno essere drasticamente diminuiti, e non ci sarà posto per tutti».

«Una maggioranza plebiscitaria è come rinchiudere tutto il paese in una sola stanza, come l’acciaieria attaccata da Putin: lì dentro prima o poi le riserve finiranno e inizieranno i contrasti, visto il gran numero di inevitabili delusi»

Quindi Lei vede già motivi di contrasti interni?

«Non saprei fare una previsione precisa sui tempi: so solamente, come le ho detto, che rinchiudere un intero paese in una sola stanza i viveri finiscono molto presto, e i contrasti inevitabilmente sorgono. L’importante è che Ischia non ne subisca ulteriori conseguenze, anche a livello turistico, visto che ne sta già subendo parecchie: il non aver creato alternative a Procida ci sta danneggiando, il problema delle spiagge non è stato affrontato, come non è stato affrontato anche il problema della portualità, quello della depurazione, quello del traffico. In sostanza fino ad oggi non è stato risolto alcun problema, e da ciò deriva il dispiacere nel constatare il bilancio di questi ultimi cinque anni, al di là dei nomi dei protagonisti, che non mi interessano: il problema è generazionale, ed è quello di aver assistito cinque anni al nulla. Questa è la verità».

«Negli ultimi cinque anni non è stato risolto nessuno dei tanti problemi, dal traffico alla depurazione e alle spiagge: mi auguro che dalle prevedibili lotte interne che si creeranno, Ischia non subisca ulteriori conseguenze»

Dunque secondo Lei tra i candidati al consiglio comunale sarà una lotta fratricida. È giusto dire che gli uscenti si siano disegnati il vestito su misura per essere rieletti?

«Non credo sarà proprio così, ritengo che ci saranno sicuramente delle novità, perché il sindaco è un ottimo giocatore di carte: sarà lui a determinare le nuove scelte e i nuovi ingressi».

«La gente è sfiduciata, la politica non c’è più, agli ischitani è stata tolta la possibilità democratica della scelta politica. Vedremo fin dove porterà questo stato di cose»

Voglio chiudere con un pensiero in libertà da parte sua, su quello che è successo nel tempo e si è alla fine concretizzato con la presentazione delle liste.

«Come ho accennato prima, mi dispiace che questo non sia più un paese democratico. Non c’è più reale politica, e poi c’è il timore di esporsi, e non è certo un bene per il Comune di Ischia, e non è un bene nemmeno per l’isola. Si tratta anzi di un dato allarmante che segnala un problema grave. La gente è troppo sfiduciata, perché gli attori sono gli stessi, la commedia è la stessa. Inoltre, evidentemente, in questi ultimi cinque anni qualcosa è sicuramente cambiato in negativo. La cosa grave è che l’ischitano non ha più possibilità democratica della scelta politica, è venuta a mancare proprio la possibilità della pluralità di rappresentanza, che è alla base di una giusta campagna elettorale. Lo dico con sommo dispiacere, e non voglio dare colpe a qualcuno in particolare: è semplicemente la presa d’atto di uno stato di fatto. La democrazia è venuta a mancare, si punta a tirare avanti. Vedremo fin dove si arriverà».

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Elia

La democrazia non è finita oggi, purtroppo è un processo che ha avuto origine con l’ amministrazione di Giosi Ferrandino. Il primo “caularone “ lo ha realizzato lui. Con Giosi abbiamo importato un sistema politico che ha rivoluzionato la cultura socio-politica del nostro Comune e che di fatto ci ha trasformato da orgoglioso e capace comune capofila a fanalino di coda dell’isola.

Elia

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