CULTURA & SOCIETA'

Ambasciatore della pizza napoletana nel mondo: Gaetano Fazio in America

Ospite dello chef Salvatore Di Scala sarà protagonista di un corso sulla pizza napoletana che si terrà nei prossimi giorni nel Wisconsin Madison

Saranno Gaetano Fazio e Salvatore Di Scala i protagonisti di un corso sulla pizza napoletana che si terrà nei prossimi giorni nel Wisconsin Madison, negli Stati Uniti d’America, lì dove l’ex pugile, oggi chef, Salvatore Di Scala ha aperto anni fa il suo fortunatissimo “Naples 15”. Gaetano Fazio, pizzaiolo di quinta generazione, è infatti sbarcato in America portando con sé tutta l’esperienza maturata nel corso degli anni su pizza e dintorni. Ad accoglierlo l’ischitano Salvatore Di Scala che non ha mancato di condividere sui social network i momenti insieme.

Il loro incontro, come fosse un reality, è infatti seguitissimo dal pubblico social che, da ogni parte del mondo, saluta con affetto questa coppia napoletana.Gaetano resterà in America per un mese e la sua impronta ha già lasciato il segno. Qualche sera fa il reparto pizzeria del ristorante Naples 15 è stato affidato alle sue abili mani e i clienti ne sono stati entusiasti. E chissà se uno di loro non prenderà parte al corso a quattro mani sponsorizzato dall’Associazione Verace Pizza Napoletan. Di certo, chi vi parteciperà potrà dire di avere imparato a preparare la Vera Pizza napoletana con due maestri doc.Una promessa mantenuta dopo dieci anni, quella che ha visto Gaetano Fazio nel ristorante di Salvatore Di Scala, ambasciatore della vera pizza Napoletana in America. Sono anni che diffonde la storia della cultura della cucina napoletana e in questi giorni continuerà a farlo affiancato dal suo maestro. “La pizza è un piatto unico – ha spiegato Gaetano –fatto di ingredienti semplici. E’ nata con farina, acqua, sale, lievito. Arrivata dall’Egitto a Napoli, era all’inizio come una piadina. La prima era bianca con strutto, formaggio e basilico, la chiamarono “mastu Nicola”. Poi dopo che sono arrivati i pomodori dal Perù nacque la marinara su cui mettevano avanzi di pesce azzurro. La storia della Margherita, invece, è più famosa. Nacque quando il Re di Napoli offrì ai suoi commensali una pizza realizzata daun pizzaiolo napoletano di nome Antonio Esposito che pensò di aggiungervi del fior di latte. Sua moglie ebbe il pensiero di aggiungere del basilico in uscita e in onore della Regina la chiamarono margherita”.

Gli ingredienti principali della pizza sono passione e amore, nessun segreto da svelare e, soprattutto, nessuna moda da seguire. “La tradizione della pizza napoletana va rispettata, altrimenti chiamatela solo pizza – aggiunge ancora Gaetano – Ha la sua linea, i migliori prodotti, scelti dall’Università di Napoli, come ad esempio le migliori farine. Questo ci vuole per fare una pizza all’avanguardia”.Più di trent’anni fa, Gaetano Fazio sentì il dovere di rappresentare la terza generazione di una famiglia di famosi pizzaioli napoletani iscrivendosi all’Associazione Vera pizza napoletana. Da vero testimonial della pizza napoletana Gaetano Fazio solo un mese fa era in Giappone a insegnare l’arte della pizza in Oriente e oggi in America ospite di un ischitano che ha saputo portare con grande semplicità tutta la cultura del made in Napoli e Ischia.Salvatore è andato in America per inseguire il sogno americano del pugilato, ma ha sempre avuto la passione per la cucina napoletana, che lì in America proprio non incontrava i suoi gusti.

Ha così iniziato a lavorare come aiuto cuoco e piano, piano, come chef fin quando nacque “Naples 15” nella città di Madison nello stato del Wisconsin. Un ristorante che rappresenta un po’ la cartolina di Napoli, dove ogni pizza ha il nome di una canzone Napoletana. Per oltre vent‘anni Salvatore si è dedicato con passione alla cucina lavorando accanto a importanti chef anche nel sud della Francia dove, ogni anno, trascorreva un paio di mesi ogni anno per imparare la nouvelle cusine. «Devo molto a Gaetano Fazio – ci dichiarò in un’intervista -è stato il mio maestro della pizza Napoletana, mi ha insegnato una delle cose a me più care». E oggi Gaetano è lì pronto a insegnare ancora.

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