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AMP Regno di Nettuno supera il test dell’estate

Gianluca Castagna | Ischia 8.400 chilometri di costa, 15 regioni costiere, 24 Aree marine protette, decine di isole grandi e piccole: un patrimonio inestimabile, di ampia e preziosa biodiversità, quello rappresentato dal mare e dalle coste italiane. Un patrimonio che però continua a subire attacchi: dall’inquinamento diffuso alle speculazioni edilizie, dal diportismo selvaggio al turismo dissennato, dalla pesca di frodo ai tentativi di privatizzazione, nei fatti, delle nostre spiagge. Come se non bastasse l’erosione.

I problemi principali, come molti sanno, hanno origine a terra; ma i comportamenti scorretti di chi va per mare rappresentano una grave insidia per la sua integrità e la sua salute. Problemi che si acutizzano soprattutto d’estate. Collaborare ad affermare una nuova cultura del mare inteso come “risorsa da tutelare e usare in modo corretto”, contribuendo ad allargare il numero di fruitori dell’ambiente marino che adottano comportamenti corretti e rispettosi, è uno dei principi più solidi delle Aree Marine Protette, strumenti oggi essenziali per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità marina. Ma anche presidi, per le comunità locali, di difesa di una risorsa ambientale, economica, culturale per le generazioni attuali e future. Il mare è un tesoro troppo prezioso per depredarlo senza guardare (o pensare) al domani, quasi sempre più vicino di quanto si possa immaginare.
Dopo le traversie degli anni passati (problemi gestionali, commissariamento, inerzia generale, le logiche tossiche della politica peggiore), per l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno (parco riserva delle isole di Ischia, Procida e Vivara) è tempo di risalire la china e ripartire. Con l’aiuto della Capitaneria di Porto (a cui il Ministero dell’Ambiente ne ha affidato la gestione), un nuovo statuto approvato dall’assemblea dei sindaci delle isole e la guida del dott. Antonino Miccio, già direttore dell’AMP Punta Campanella.
Abbiamo intervistato Miccio all’inizio della stagione; lo risentiamo in questi giorni per un bilancio sullo stato di salute della riserva al termine di settimane solitamente tra le più difficili per un ambiente tanto prezioso quanto delicato.

Siamo alla fine di agosto, forse il periodo di maggior stress per un’Area Marina Protetta. Com’è andata finora? Che bilancio può fare per il Regno di Nettuno e le altre aree marine protette della Campania?
Un bilancio senz’altro positivo, se non altro perché non si registrano grossi danni ambientali. Incidenti pochi, ma i problemi di sempre non sono spariti. Per questa ragione, naturalmente, bisogna lavorare ancora tanto per migliorare lo stato di salute dei nostri mari. Una regolamentazione va fatta, soprattutto con l’introduzione dei campi ormeggio.
Difatti, malgrado un bilancio senza grossi illeciti ambientali, diversi articoli sulla stampa, non solo locale, hanno sottolineato come gli specchi d’acqua in prossimità della costa siano stati presi sistematicamente d’assalto da un numero spropositato di imbarcazioni. Tornando al parco boe, quali criteri adotterebbe per ormeggiare?
Esistono anzitutto criteri oggettivi per il campo: le boe devono essere ecocompatibili, istituite in modo da non avere un corpo morto e non arare i fondali. Boe strutturate secondo un Protocollo d’intesa stipulato il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Secondo me dovrebbero poter ormeggiare tutti; nel caso di specie, si possono definire criteri più stringenti nel regolamento che verrà messo a punto per definire gli ormeggi. Come delle riserve destinate agli operatori locali o, ad esempio, ai residenti.
Sono state affidate all’AMP Regno di Nettuno le attività di rimozione dei rifiuti della fascia costiera di Forio, che ha ricevuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Napoli per un progetto di tutela ambientale. Come si articolerà il vostro intervento, con quali mezzi e quale calendario?
Dobbiamo chiudere tutta l’attività nell’arco di 60 giorni a partire da quando avremo l’affidamento. Costruiremo un’agenda con tutte le attività da svolgere coinvolgendo i diretti interessanti: pescatori e diving, coloro che conoscono meglio il territorio e sanno indicarci, meglio di altri, dove operare efficacemente. Mi aspetto, a questo proposito, che venga affidata all’AMP Regno di Nettuno anche l’attività di rimozione dei rifiuti dalle coste di tutti gli altri comuni isolani, non solo Forio. Sarebbe il segnale positivo di una comunità che dimostra di essere coesa e unita.

La questione spinosa dei depuratori. In che modo l’AMP fa sentire la sua voce?
Siamo stati presenti e operativi alle riunioni fatte con il Prof. Enrico Rolle, Commissario Straordinario per la progettazione, l’affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione. Abbiamo dato la nostra massima disponibilità purchè si proceda il più velocemente possibile.
Da dove ripartire, visto che sembra tutto fermo?
Non possiamo decidere noi la ripartenza. C’è un Commissario nazionale, quando valuterà che si sono create le condizioni ed esistono le risorse, farà partire i lavori.
Com’è andata la pulizia dei fondali della baia di Ischia Ponte dopo la Festa di Sant’Anna?
Abbiamo trovato molti rifiuti. Sia sulla scogliera, sia a mare.
Continua la collaborazione del Regno di Nettuno con il Laboratorio Benthos della SZ Anton Dohrn, con Oceanomare Dolphin, con le associazioni ambientaliste che operano sul territorio. Come fare per diffondere, più e meglio, le conoscenze scientifiche sullo stato del nostro mare e della biodiversità marina?
Grazie a questi rapporti di collaborazione che siamo riusciti a creare, in questo momento siamo collettori attivissimi delle informazioni relative a fenomeni che riguardano tutto l’ecosistema marino. Un esempio sono i dati legati alla recente moria della Pinna nobilis, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, specie protetta e purtroppo colpita da un’epidemia che ne sta uccidendo migliaia di esemplari. Un’attività di ricerca e monitoraggio scientifico che ci viene finanziata dal Ministero dell’Ambiente in base alla direttiva CEE “Strategia marina”. Lavoriamo dunque anche nel settore scientifico, che ci servirà in futuro per capire se la direzione intrapresa è quella giusta Detto ciò, l’educazione ambientale resta per noi una missione fondamentale. Nei prossimi mesi, oltre alle iniziative con Legambiente, realizzeremo un progetto educativo anche con l’Associazione MareVivo.
Ha conosciuto il nuovo comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, il Tenente di Vascello Andrea Meloni?
Certo, si è stabilita subito un’ottima sinergia grazie alla unione di intenti.
Quali sono le altre iniziative che vedranno impegnata l’AMP Regno di Nettuno nei prossimi mesi?
Un finanziamento dal Mipaaf per un progetto di pesca sostenibile ci consentirà finalmente di lavorare con i pescatori locali per arrivare a realizzare un piano di gestione per la piccola pesca artigianale nell’Area Marina Protetta. Spero sia un momento importante per cominciare a interagire più da vicino con una categoria con la quale abbiamo sempre lavorato troppo poco.

 

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