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Amplificazione del sisma nelle zone terremotate, un compito per il Geopark

L’altro giorno scorrazzando su Facebook ho scoperto il grafico riportato in fig. 1. Esso è stato pubblicato dal gruppo “BGeo – Geologia e Professione”. BGeo è una casa editrice specializzata in eBook dedicati alla geo-ingegneria (engineering geology), in particolare ai geologi che hanno scelto la libera professione, riporto qui di seguito il link: https://www.facebook.com/bgeo.dalu. Il grafico è titolato “Animazione sull’amplificazione sismica” ed è come segue illustrato: “Il video mostra come il moto sismico viene amplificato in corrispondenza di terreni e attenuato in corrispondenza di rocce: la propagazione del fronte d’onda è rappresentata con linee a spessore maggiore dove si ha amplificazione e a spessore minore dove si ha attenuazione.

Fig. 1. Amplificazione del sisma su terreni diversamente compatti.

Il video è un’animazione rappresentativa del fenomeno fatta dall’USGS (United States Geological Survey) che ha una pagina dedicata al rischio sismico con una sezione multimediale ricca di foto e altro. Bene, dalla fig. 1 ci si accorge che le onde del sisma hanno uno spessore maggiore in zone in cui i terreni sono più saturi di acqua. Quindi le zone in cui le acque termali escono in superficie sono quelle che sono più ricolme di acqua e, riportando il tutto alle zone terremotate: sia a Piazza Bagni che a La Rita vi sono ruscelli perenni di acqua termale (a proposito: lo sapevate che la strada Via Pio Monte della Misericordia è stata costruita su un ruscello perenne di acqua termale, che fuoriesce a mare all’esterno del porto di Casamicciola). Applicando il grafico (MapView) della fig. 1 per le zone a rischio di Casamicciola e Lacco Ameno, bisogna modificare il grafico come illustrato nella fig. 2.

Fig. 2. Amplificazione sismica con una ipotetica scossa tellurica ed epicentro preso il campo sportivo di Casamicciola Terme.

PREMESSA: Il sisma non è niente altro che il polso del vulcano ed esso viene misurato con i sismografici, come la frequenza del battito cardiaco viene misurato con elettrocardiogramma. Sia le oscillazioni del battito cardiaco che la sismicità dei vulcani sono parametri soggetti a variazioni che dipendono dalle condizioni e caratteristiche fisiche del corpo umano o del vulcano. Tutti e due gli strumenti riportano un grafico registrato su un rotolo di carta in movimento o su computer da un apparato scrivente, che registra le oscillazioni. Facendo l’ipotesi (come riportato in fig. 2) che vi sia una lieve scossa sismica con epicentro presso il campo sportivo di Casamicciola (a proposito: lo sapevate che il campo sportivo e stato costruito nelle immediate prossimità di un cratere vulcanico, detto cratere parassitario?) i residenti a Perrone, anche se sono più vicino all’epicentro, avvertiranno meno il sisma di quelli che vivono a Piazza Bagni o a La Rita. Ciò è dovuto al fatto che a Perrone, non essendoci corsi d’acqua o sorgenti termali, il terreno è meno imbevuto di acqua e quindi non amplifica il sisma. Mentre invece a Piazza Bagni o a La Rita essendovi abbondanti sorgenti termali, che si tramutano in corsi d’acqua, il terreno è di conseguenza più inzuppato di acqua e quindi amplifica il segnale sismico (nella fig. 2 la linea del fronte dell’onda è più spessa). È pressappoco come mettere l’amplificatore al segnale del televisore. Senza amplificatore le immagini si vedono sfumate, con l’amplificatore le immagini si vedono nitide. Nel nostro caso il segnale amplificato (il sisma!) viene percepito più rafforzato di quello senza amplificazione. Quindi, ritornando a noi, i suoli inzuppati di acqua risentiranno sempre di più il sisma delle zone limitrofe. Attualmente con gli istrumenti a disposizione dei geologi non è possibile, dire con precisione, al momento del sisma, quali sono i terreni che contengono più acqua e quindi quali saranno le zone che avvertiranno di più lo sbalzo cardiaco (la vibrazione!) del vulcano. Un servizio di divulgazione come quello che io ho messo oggi in evidenza potrebbe essere affrontato dal Geopark un Ente che (come descritto su questa testata il 05.12.20) potrebbe fare da tramite tra le istituzioni, gli istituti scientifici e la popolazione.

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