CRONACAPRIMO PIANO

Anacapri “copia” Ischia, per una volta facciamo scuola

Dalla segreteria del sindaco dell’isola azzurra, Franco Cerrotta, arriva una richiesta ufficiale al Cisi che manifesta la bontà e la validità dell’iniziativa adottata dai sindaci di casa nostra

Una mail che arriva di buon mattino presso gli uffici di via Leonardo Mazzella. Poche parole, testo laconico, che manifestano però per una volta come noi ischitani siamo riusciti ad essere un passo avanti e – con un’iniziativa made in Ischia – ad attirare l’attenzione dei cugini capresi, che storicamente su cose del genere sono sempre (purtroppo per noi) un passo avanti. Ma evidentemente stavolta l’isola verde ha battuto quella azzurra e la cosa onestamente non può che inorgoglire tutti, eccezion fatta per i soliti sciacalli che schiumano rabbia, odio e invidia e che andrebbero messi al bando più dei saponi non biodegradabili e della plastica.

Nella nota si chiede di poter ricevere la bozza dell’ordinanza che vieta l’utilizzo della plastica, annunciata in esclusiva da Il Golfo e presentata sabato scorso a Lacco Ameno: un risultato che non può che inorgoglire, sperando magari in un “contagioso” effetto domino

Già, la plastica, perché ci riferiamo proprio all’ordinanza che di recente i sindaci isolani hanno deciso di adottare per eliminare l’utilizzo di prodotti monouso. Nella mattinata di ieri, presso la mail del Cisi è giunta una nota avente ad oggetto “Richiesta bozza ordinanza plastic free”, con un breve testo firmato da Maria Ruggiero, responsabile dell’ufficio segreteria del sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta. Si legge quanto segue: “Come da intesa telefonica si chiede la possibilità di ricevere copia della bozza di ordinanza in oggetto indicata. Ringraziando per la collaborazione e per quant’altro possa occorrere, si inviano cordiali saluti”.

La volontà delle sei amministrazioni comunali di Ischia di redigere un’ordinanza per seguire l’esempio delle isole Tremiti, anticipata già diversi mesi fa in esclusiva dalle colonne de Il Golfo, è stata ufficializzata la settimana scorsa nel corso di un convegno promosso dall’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e svoltosi presso la sala conferenze “Leonardo Carriero” di Lacco Ameno. Una scelta, quella messa in atto dai primi cittadini, che ha avuto una notevole eco al punto da varcare subito anche mediaticamente i nostri ristretti confini. Evidentemente a Cerrotta ed alla sua “squadra” di governo è sembrata un’iniziativa lodevole e meritevole di essere lodata o quanto meno studiata a fondo. E così, dopo una prima serie di contatti telefonici avuti con i responsabili del Cisi Evi, nella mattinata di ieri il primo passo formale e ufficiale, quello cioè di richiedere copia del documento.

Che nella parte più pregnante e fondamentale recita quanto segue: “Ordina al fine di minimizzare l’utilizzo di manufatti in plastica ad uso alimentare in vista dalla massima riduzione della produzione dei rifiuti, delle emissioni inquinanti e della contaminazione  ambientale, E’ VIETATO in tutto il territorio comunale, compreso le spiagge e tutta la fascia costiera, l’uso, la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica  (bicchieri, piatti, posate, nonché contenitori monouso utilizzati nella ristorazione e negli esercizi ricettivi, compresi i servizi di cosiddetto “take away”, ecc.), -la trasgressione della presente disposizione comporterà l’erogazione di sanzione amministrativa pecuniaria fino ad euro 500, di cui all’art. 7 bis del D.Lgs. n°267/2000; DISPONE Il Comando di Polizia Municipale, l’UTC e il Servizio Demanio e Patrimonio sono incaricati di eseguire e far osservare la presente ordinanza. Questa ordinanza viene inviata: al Comando di Polizia Locale  per la pubblicazione all’Albo Pretorio, l’affissione in tutti i locali pubblici del territorio; Al Consorzio CISI, ai sensi del disposto della lett. dell’art. 2 del vigente Statuto Consortile , perché ne curi l’inoltro: agli organismi associativi delle categorie imprenditoriali (albergatori, termalisti, commercianti, ristoratori, bar ecc.) e della società civile presenti sul territorio dell’isola d’Ischia, allo scopo di favorirne la capillare conoscenza; alle compagnie di navigazione che curano i collegamenti con l’isola d’Ischia, affinché concorrano alla sua applicazione ed osservanza. In via transitoria è permesso, per i 90 giorni consecutivi successivi all’adozione del presente provvedimento, al fine di consentire l’esaurimento delle scorte e dei depositi di magazzino, la vendita e l’uso dei prodotti oggetto di questa ordinanza. Ai sensi dell’art. 3, quarto comma, e, 5 terzo comma, della L. 241/90 così come integrato dall’art.21 L. 15/2005 si informa che responsabile del procedimento è (XXXX) del Comando Polizia Locale di questo Comune e che contro la presente è ammesso ricorso nel termine di 60 giorni davanti al TAR, oppure, in via alternativa ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni dalla comunicazione/notificazione”.

Insomma, aspettando di vedere come si regolerà Anacapri, se seguirà cioè i dettami dell’ordinanza ischitana, e di capire magari se il nostro esempio possa avere addirittura un “effetto domino” (il che porterebbe ad uno straordinario ritorno d’immagine), possiamo rassicurare anche chi si diverte a vomitare fango sul prossimo per il solo gusto di denigrare a prescindere che i sindaci l’ordinanza la firmeranno tutti, e che quindi non è stata pubblicizzata un’iniziativa fine a se stessa. Anzi, per una volta, lo ribadiamo ancora una volta, essere oggetto di esempio da imitare da parte dei nostri cugini è un successo. Alle volte, per tirarsi su il morale, basta davvero poco. Se questo, naturalmente, vi sembra tale.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close