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Anche Casamicciola sia zona franca, l’appello di Castagna a Schilardi

Il sindaco propone di dichiarare il territorio del comune termale come “ZFU”: una misura già applicata a diversi altri comuni colpiti da calamità naturali che consente di ottenere programmi di defiscalizzazione per preservare le piccole imprese locali

Il territorio comunale di Casamicciola dichiarato “zona franca urbana”. È questo l’auspicio, anzi l’invocazione, del sindaco Giovan Battista Castagna, che ha inviato una dettagliata nota al Commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, l’ex prefetto Carlo Schilardi. Ma di cosa si tratta in concreto? Si parla di “Zona franca urbana” (Zfu) in relazione ad aree comunali o infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione ed il mantenimento di piccole e micro imprese, sulla scorta della disciplina introdotta per la prima volta in Francia nel 1996.

La richiesta del primo cittadino è motivata dal fatto che il Comune termale sta scontando due gravissime crisi, che tendono ad alimentarsi reciprocamente. A quella provocata dal sisma del 2017, si è infatti aggiunta quella legata alla pandemia da Covid-19, i cui effetti devastanti raggiungono la massima intensità in settori economici particolari come il turismo, “motore” dell’intera economia locale. Dunque, nella generale difficoltà, il sindaco sottolinea la rilevante specificità del Comune di Casamicciola, che va tenuta nel debito conto per evitare la definitiva distruzione del tessuto produttivo, con le immaginabili ricadute dal punto di vista sociale. E per affrontare tale specificità, secondo il primo cittadino potrebbero non bastare le leve previste per tutto il territorio nazionale dai recentissimi provvedimenti del Governo. Di qui l’idea di ricorrere a strumenti ad hoc come la Zona franca urbana.

Obiettivo prioritario della Zfu è quello di favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo ancora inespresse. La defiscalizzazione è stata variamente articolata nel corso degli anni dalla normativa speciale che si è stratificata. Normalmente consiste in una serie di esenzioni, a partire da quella dalle imposte sul reddito che deriva dallo svolgimento dell’attività svolta nella Zfu, fino alla concorrenza per ogni periodo di imposta, di un determinato importo (solitamente 100mila euro), ma anche all’esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta che deriva dallo svolgimento dell’attività svolta nella zona franca, entro il limite che di consueto è fissato a 300mila euro, per ciascun periodo di imposta. Ulteriore esenzione è quella dalle imposte municipali proprie per gli immobili situati nella zona franca, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica. Infine le Zfu prevedono l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente. L’esonero solitamente spetta, alle stesse condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana. Si tratta dunque di una misura di grande rilievo, il cui conseguimento sarebbe decisivo sul piano del rilancio economico della comunità casamicciolese. Tuttavia, non esiste nella legislazione attuale una previsione che per il Comune termale possa prefigurare la dichiarazione del territorio come Zfu. Eppure, sono stati diversi gli interventi legislativi particolari: ad esempio, la Zfu dell’Aquila, dopo il sisma del 2009.

L’articolo 10 comma 1 bis del decreto legge 39/2009 ha infatti affidato al Cipe il compito di individuare su proposta del Ministro dello sviluppo economico e sentita la regione Abruzzo, delle zone franche urbane nell’ambito dei territori interessati dal sisma del 2009, alle quali applicare le agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legge n.296 del 2006. Altri esempi sono quello del D.lgs 179/2012 che ha previsto l’istituzione e il finanziamento di alcune Zfu nel Mezzogiorno, anche il cosiddetto decreto-Genova che ha istituito nel territorio della Città metropolitana di Genova una zona franca urbana. Analoga misura è stata adottata per il territorio colpito dall’alluvione del 2014 nella provincia di Modena e in alcuni comuni colpiti dal sisma del 2012, e per i Comuni della Sardegna alluvionati nel 2013. Infine, la legge di stabilità del 2016 ha istituito zone franche in alcuni comuni della Lombardia colpiti dal sisma del 2012. Insomma, i precedenti non mancano, e dal confronto con le realtà citate, emerge come sussistano ragionevoli motivi per auspicare con forza un intervento del Governo perché anche il Comune di Casamicciola terme possa essere considerata Zona franca urbana. Di qui la richiesta del sindaco Castagna al Commissario Schilardi, affinché porti a conoscenza del Governo e del Parlamento la reale consistenza dei problemi che affliggono i settori produttivi del Comune di Casamicciola terme allo scopo di prefigurare la creazione di una Zona franca urbana. Sarà quindi il Commissario alla ricostruzione a valutare l’opportunità di portare la proposta sui tavoli che contano a livello legislativo.

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Luigi

L'”annuncite” grillina ha colpito anche il nostro sindaco…

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