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CULTURA & SOCIETA'

Anche il famoso Marinella affascinato da Vivara gli dedica una cravatta

Storia recente di divieti e provvedimenti contestasti – dal 2002 l’isola è diventata Riserva Naturale dello Stato

Vivara ce l’abbiamo di fronte, poco più vicina di Procida. Ecco perché in primis ci è familiare. Fa parte di diritto del nostro paesaggio…all’orizzonte. La sua storia comprende lontani dati ed episodi che riguardano ischitani sopratutto per via della passione per la caccia. Dal XIV secolo a.C. ogni traccia di vita stabile su Vivara scompare per circa due millenni, per riprendere soltanto in epoca moderna con la costruzione, nel 1681, di una villa colonica sul pianoro sommitale che rimane ancor oggi l’unica costruzione di rilievo dell’isola. Verso la metà del XVIII secolo, il re Carlo III di Napoli, fece di Vivara una sua riserva di caccia, popolandola, tra l’altro di fagiani, conigli e caprioli. La proprietà dell’isola passò in seguito al Comune di Procida (1818), e quindi a privati, tra cui Biagio Scotto La Chianca (che favorì le prime ricerche), i quali introdussero le coltivazioni della vite e dell’ulivo) per passare infine, nel 1940, all’Ospedale di Procida (denominato “Albano Francescano”, oggi fondazione di diritto privato), che ne detiene ancora oggi la proprietà. Nel 1947 l’ischitano Nicola Iacono alla seconda asta si aggiudica il fitto dell’isola. Nel 1957 fu costruito, per il passaggio dell’acquedotto che raggiunge Ischia, uno stretto ponte di collegamento con Procida e, finalmente, nel 1972 l’isola fu assegnata in fitto alla Regione Campania, che le riconobbe lo status di oasi di protezione naturale.

TARGA DELLA RISERVA NATURALE
OVE E’ VIETATO L’ACCESSO

Dal 1977 al 1993 Giorgio Punzo, docente in pensione e appassionato naturalista, visse sull’isola, impegnandosi personalmente nell’opera di studio, protezione e valorizzazione dell’ambiente naturale di Vivara. Tale impegno non fu tuttavia appoggiato dalle istituzioni, tanto che, quando scadde il fitto che l’Ente Proprietario dell’isola aveva concesso alla Regione Campania, quest’ultima decise di non rinnovare il contratto, sfrattandolo di fatto dall’isola. Da allora Vivara ha vissuto una situazione di degrado causato sia dall’incuria sia dall’opera di vandali e bracconieri che hanno potuto agire in quasi completa libertà almeno fino al 2009, anno in cui la fondazione proprietaria ha provveduto a chiudere i varchi abusivi presenti e instaurato una collaborazione con il servizio di vigilanza volontaria della LIPU che ha potenziato la sorveglianza già assicurata dal Corpo Forestale dello Stato. Nel 2002, con decreto ministeriale 24/06/2002 (pubblicato in G.U. n. 225 del 25/09/2002), l’isola è diventata una riserva naturale statale nonché sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale nell’ambito della rete Natura 2000, il cui presidente designato è attualmente l’imprenditore napoletano Maurizio Marinella. Per lungo tempo il Comitato di Gestione non è riuscito a provvedere alla gestione ordinaria dell’isolotto per problemi di ordine burocratico. Il 22 marzo 2013, tuttavia, viene firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Procida e il Comitato di Gestione, consentendo l’accesso ai turisti durante le festività pasquali, dopo ben 11 anni dalla sua chiusura al pubblico. Al giorno d’oggi è proibito l’ingresso all’isola di Vivara perché non è possibile transitare sul ponte che la collega a Procida, ristrutturato di recente, e perché manca un piano per la fruizione della Riserva. Esiste tuttavia un dibattito riguardo al futuro dell’isola. Molte persone ritengono che l’isolotto potrebbe diventare un’importante attrattiva turistica per Procida dal punto di vista storico e ambientale. Nel 2001 Vivara è entrata nel Guinness dei primati grazie al ponte tibetano più lungo del mondo, costruito tra il promontorio di Santa Margherita a Procida e l’isolotto di Vivara. Il ponte, lungo 362 metri, fu realizzato tra il 2 e il 10 luglio 2001 utilizzando 40 tubi Innocenti, 40 morsetti, 34 picchetti di un metro e mezzo, 2500 metri di corda, 500 m di cavi d’acciaio, 1 trivella e 1 verricello. Nel 2006, durante una conferenza stampa, Maurizio Marinella, proprietario dell’omonimo e celebre atelier, nonché presidente della “Riserva Statale Isola di Vivara”, ha presentato una cravatta dedicata all’isola di Vivara. michelelubrano@yahoo.it

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