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Anche Ischia può avere il centro libero dalle auto

DI MARIO GOFFREDO 

 Il parcheggio appena terminato in Via Alfredo De Luca nel Comune di Ischia, complice sicuramente una politica di prezzi decisamente insostenibile, è per la maggior parte della giornata sostanzialmente vuoto. E tale circostanza va sicuramente a confermare la mancata necessità di creare ad ogni costo spazi per le auto in pieno centro; che la richiesta di chi auspicava di dedicare quello spazio ai cittadini e non alle automobili con la creazione di una piazza e di spazi di vita e di aggregazione, non era una pretesa fantasiosa e disconnessa dalla realtà, non fattibile. Era anzi un disperato appello di buonsenso. 

Continuiamo a creare spazi per le automobili con la falsa motivazione di volerle togliere dalle strade e abbiamo ancor più macchine dentro e fuori le strade, in una conseguenza logica che vede aumentare il parco auto se si attuano politiche di agevolazione delle auto e non della mobilità, concetto ben diverso dalla pretesa di raggiungere la prevista destinazione con la propria auto privata. 

Le stesse attività commerciali, in un quadro culturale perverso e paradossale, osteggiano qualsiasi iniziativa di pedonalizzazione, lamentando una conseguente flessione negativa dei propri affari perché “i clienti vogliono arrivare in auto fin dentro al negozio” non vedendo invece come le stesse vetrine siano occluse da auto parcheggiate ovunque, il passeggio annientato dalla confusione, dal traffico e dal veleno automobilistico e quanto qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso, al cospetto di una simile situazione, preferisca un click su internet ad un calvario in strada. 

Mentre tutti i paesi più civili oramai da anni perseguono obiettivi di liberazione, pedonalizzazione e vivibilità dei centri con politiche di espansione concentrica delle aree sottratte al traffico automobilistico, noi navighiamo follemente in direzione opposta, creando spazi di accoglienza per le auto in pieno centro, in zone già asfissiate e richiamando traffico dove dovremmo creare vita, attrazione, serenità per residenti e turisti. E gli effetti sarebbero positivi in ogni ambito: da quello sociale con la promozione di spazi dove le persone possano incontrarsi e muoversi senza l’afflizione di dover stare accorti ad ogni passo per sé e per i propri figli per il rischio di essere investiti o dover ogni metro incollarsi al muro per far passare il serpentone metallico ed impaziente; a quello economico con l’immediato appeal anche commerciale che esercita un territorio dove l’uomo (e non le auto) possa agevolmente passeggiare, osservare, intrattenersi, guardare e anche “spendere”. 

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Innumerevoli condivisioni e segnali di apprezzamento ha avuto un articolo riguardo ad una cittadina di 80.000 abitanti in Galizia, Spagna, che dopo anni dedicati con impegno alla liberazione del paese dal traffico automobilistico, partendo dal centro storico, registra dati estremamente positivi in ogni ambito. Sociale, economico e anche naturalmente in termini di sicurezza, con una diminuzione sostanziosa degli incidenti stradali. Argomento, quest’ultimo, di grandissima urgenza ed attualità per Ischia che vede una situazione di pericolo e rischio stradale elevatissima, con incidenti continui anche mortali. Assurdo per un’isola. 

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C’è sicuramente da sottolineare come nel Comune di Ischia si comincino a registrare iniziative consapevoli dell’insostenibilità del traffico, con la creazione di servizi di navetta come Zizì, l’organizzazione di domeniche ecologiche e la partecipazione a bandi per la creazione di piste ciclabili, ma si tratta di iniziative troppo palliative e superficiali per una situazione al collasso e capace di un progressivo abbrutimento come appunto quella ischitana. A ciò si aggiungano delle scelte amministrative palesemente in direzione opposta come appunto quella della creazione del multipiano dell’ex Jolly in pieno centro (che si somma al mostro incompleto della Siena) invece di investire nei parcheggi periferici, l’affidamento della gestione delle strisce blu ad una azienda privata interessata solo e naturalmente ai profitti e l’aumento sensibile degli stalli con strisce blu anche sulla carreggiata stradale che sono palesemente inopportuni (se non irregolari) vista la dimensione ristretta delle nostre strade. Quando cominciamo a fare sul serio?

 

* AVVOCATO

 

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