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Anche nel 2019 l’isola aderisce a “M’illumino di meno”

L’appuntamento con la festa del risparmio energetico è giunto alla sua 15a edizione! Come noto, il Comune di Procida aderisce e sostiene le politiche e le iniziative volte alla diffusione di nuovi stili di vita, più sensibili agli argomenti dell’ambiente, dell’ecologia e dell’uso consapevole delle risorse. Ha aderito al Patto dei Sindaci, tra gli oltre 7.000 enti locali, per il Clima e l’Energia. M’illumino di meno è un’iniziativa simbolica finalizzata alla sensibilizzazione al risparmio energetico, lanciata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2 e successivamente condivisa dalle più alte istituzioni.
Anche quest’anno, gli ideatori della iniziativa ci sollecitano una riflessione – ma soprattutto una conseguente azione – sul tema dell’Economia Circolare. L’imperativo è riutilizzare i materiali, ridurre gli sprechi, allontanare “il fine vita” delle cose. Perché le risorse finiscono, ma tutto si rigenera: bottiglie dell’acqua minerale che diventano maglioni, carta dei giornali che ritorna carta dei giornali, una cornetta del telefono diventa una lampada, fanghi che diventano biogas. M’illumino di Meno è diventata anche la festa degli stili di vita sostenibili, quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta. Ri-generare. La Terra è stanca. Usurata, sfinita, a rischio. Ce lo dice con il clima che cambia. La Terra – ci piace pensarla come Terra Madre – è logorata dall’uomo è dalla sua economia lineare. Quella che estrae le materie prime, scava, coltiva, spreme il pianeta. Quella che trasforma le materie in oggetti, beni – cose utili e cose inutili – utilizzando molta energia; quella che ci chiede di usare le cose – un po’, tanto oppure poco – e poi di buttarle. Le cose diventano rifiuti, bisogna trovare dove metterli e cercare altre materie prime. Ci sono molte pressioni perché le cose durino poco, l’economia lineare ha fretta.
L’economia lineare consuma la Terra. Le materie prime non sono infinite, la Terra non è infinita: ha i suoi limiti e ha cominciato a farcelo capire. La salvezza del genere umano sulla Terra passa dall’economia circolare: riutilizzare i materiali, ridurre gli sprechi, abolire “il fine vita”, mantenere, recuperare, rigenerare. Tenere il più possibile in circolo. L’Italia è tra i leader mondiali nell’economia circolare. Nel riciclo degli imballaggi siamo i primi. Possiamo esserne orgogliosi e fare di più. “L’economia circolare deve sostituire quella lineare perché le risorse mondiali non sono infinite e sprecare non ha senso”, parole del Ministro dell’Ambiente.
L’economia circolare è quella di una seconda opportunità. E di una terza e di altre ancora. Senza fine. Ri-uso. Ri-creo Laboratori nelle scuole, inventiva per dare nuova vita agli oggetti. Ri-passo in padella. Ri-salto il risotto Ri-metto in tavola. Una cena antispreco che svuota il frigo e finisce gli avanzi. Ri-acchiappo: in Svezia lo chiamano “plogging”, corro o cammino e intanto raccolgo i rifiuti
Ri-ciclo creativo, Ri-utilizzo: in inglese si dice “upcycling”. Utilizzo materiali di scarto, cose da gettare, per creare nuovi oggetti con un valore maggiore del materiale originale. Ri-pesco: organizzo uno “swap party”, una festa in cui è possibile scambiarsi capi d’abbigliamento, accessori, cose Ri-vedo vecchi amici a una cena antispreco. Ri-penso il mio stile di vita. Ri-qualifico un quartiere. Sono il sindaco, lo posso fare Ri-lamo il parquet invece di cambiarlo
Ri-spetto l’ambiente e le idea degli altri. Anche se non spengono le luci per M’illumino di Meno. Ri-spengo le luci. E’ M’Illumino di Meno  Si propone spegnere le luci ed i dispositivi elettronici non indispensabili dalle ore 12.00 alle ore 12.05 del primo marzo p.v., in segno di simbolica condivisione dell’iniziativa, attivando una qualsiasi forma creativa di risparmio energetico. Si propone di elaborare una ipotesi di sostituzione della plastica mono-uso nelle proprie abitudini di vita (es. uso della shopper in tessuto al posto del sacchetto in plastica, ecc.). Sul punto, l’Amministrazione Comunale preannunzia misure volte alla riduzione dell’uso di tali materiali, la cui dispersione nell’ambiente ha effetti letali per il nostro eco-sistema. L’economia circolare è una buona, anzi ottima, pratica sostenibile: dà alle cose una seconda opportunità, poi una terza e altre ancora. La bellezza del senza fine.

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