CRONACA

Anche per gli avvocati il bonus di 600 euro

Ieri l’annuncio del Ministro Catalfo, ma per i professionisti la misura è insufficiente e basata su criteri inadeguati

Con le aule di Tribunale forzatamente deserte, anche la giustizia isolana cerca in qualche modo di riorganizzarsi. In questo periodo di sospensione, alla sezione distaccata di Ischia si sta lavorando a un protocollo per celebrare le udienze telematiche, da “remoto”, su una piattaforma informatica, la Teams della Microsoft, in vista della ripresa dei processi, che invero è difficile da prevedere.

Tuttavia l’attenzione dell’avvocatura locale va anche alle misure, praticamente nulle, predisposte dal Governo e dalla Cassa Forense per i professionisti chiamati ad affrontare questo lungo periodo di inattività, a differenza di quanto previsto per altre categorie. Come tutti sanno, il Governo aveva previsto la corresponsione di un contributo dell’importo di € 600,00 in favore di lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps, ma niente di tutto ciò era previsto per gli Avvocati iscritti alla Cassa Forense. Per gli avvocati si trattava di una stridente disparità di trattamento tra cittadini italiani che esercitano la stessa professione. Da qui la necessità di estendere la misura a tutti gli avvocati d’Italia, già gravemente colpiti da una pesante crisi economica, la cui attività è attualmente sospesa per effetto delle misure di contrasto al contagio da Covid19. Secondo l’Assoforense il contributo andrebbe quindi erogato con fondi statali anche tramite Cassa Forense e, essendo comunque del tutto insufficiente a sopperire alla mancanza di introiti degli avvocati nel periodo di sospensione dell’attività, andrebbe integrato sino al 60% dei redditi di ciascun professionista o, quantomeno, sino ad euro 1000,00 mensili. A tutela della categoria, l’associazione aveva chiesto che i contributi sia minimi che in autoliquidazione dovuti nell’anno in corso siano non semplicemente sospesi, bensì posticipati, senza aggravio di sanzioni e interessi all’ultimo anno di lavoro ed eventualmente scalati dalle rate di pensione o almeno dilazionati negli anni successivi al superamento dell’emergenza sanitaria. E negli ultimi tempi molti iscritti si sono rivolti alla Cassa per conoscere cosa si intende fare per attenuare gli effetti della pandemia da Covid-19. L’avvocato Nunzio Luciano, a capo della Cassa, aveva scritto una lettera aperta ai colleghi: «Voglio assicurare che tutte le istanze pervenute saranno attentamente valutate dagli Organi della Cassa sotto i vari aspetti, verificando in primo luogo i profili di sostenibilità economica e compatibilità attuariale, al fine di adottare i provvedimenti più opportuni ed utili per la nostra categoria, tanto nel breve quanto nel lungo periodo», e dopo aver illustrato tutte le mosse adottate per far fronte al problema, aveva comunque avvertito tutte le componenti dell’Avvocatura «a non cavalcare richieste di misure inattuabili ed insostenibili anche perché non praticabili da un punto di vista normativo , statutario e regolamentare, ricordando che Cassa Forense non è lo Stato e non può adottare con le sue risorse misure sostitutive del reddito per 245.000 colleghi».

Ieri, infine, qualcosa si è mosso: anche professionisti e autonomi iscritti alle casse di previdenza private avranno un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio, quando ol Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, d’accordo con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha sottoscritto il decreto interministeriale che fissa le modalità di attribuzione del fondo per il reddito di ultima istanza. Il bonus andrà chiesto alla propria cassa e sarà erogato a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro o, tra 35 e 50mila, abbia subito cali di attività di almeno il 33% nei primi 3 mesi 2020.  Il Ministro Catalfo ha dichiarato: «Si tratta di un primo intervento per fronteggiare immediatamente la situazione di emergenza, siamo già al lavoro sulle nuove misure per il decreto aprile, dove l’obiettivo è di prevedere, per queste categorie di lavoratori, un indennizzo di importo superiore».  A sua volta, in una nota del Ministero del Lavoro specifica qualche dettaglio: il sostegno al reddito dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, danneggiati dall’emergenza sanitaria, è costituito da un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro, che saranno riconosciuti innanzitutto ai lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35 mila euro; poi ai lavoratori che, sempre nell’anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35 mila e 50 mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del Covid-19.    Le istanze per ottenere l’indennità possono essere presentate da professionisti e lavoratori autonomi presso gli enti di previdenza ai quali sono iscritti.  Tuttavia, dalle prime impressioni raccolte da taluni professionisti isolani, la misura viene considerata largamente insoddisfacente, anche in relazione ai criteri ora citati per quantificare l’indennità, considerato che l’emergenza è iniziata a marzo, e le conseguenze verranno avvertite soprattutto d’ora in poi per un periodo non quantificabile a priori.

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Francesco

Poverini, meno male che hanno pensato anche a loro. Rivolgo l’appello a questa categoria: richiedete pure il bonus ma giratelo a chi ne ha davvero bisogno, al fine di consentire a costoro di mettere un pò di cibo a tavola e per sfamare i propri figli.

Fabio

Perché condizionare il bonus, dei 600 euro per gli avvocati e altri professionisti iscritti agli ordini e costretti loro malgrado ad una inattività con conseguente perdita di guadagno, alla regolarità contributiva per l”anno 2019 o comunque a tale requisito della regolarità contributiva?
Qual”é il rapporto tra un bonus governativo per fronteggiare la crisi determinata dal COVID 19 e la regolarità confributiva”?
Tanto chiasso per dare il bonus ad una stretta minoranza di avvocati

Fabio

Certe postille e condizioni però nelle dichiarazioni non le dicono.
Non hanno fatto nulla. Nella realtà niente é stato sospeso. Ci hanno impedito di lavorare ma non ci hanno sollevato da nessuna spesa

Alessandro

Mi raccomando di non dimenticare di darlo anche ai banchieri,ai grandi industriali e a tutti quelli che le tasse non sanno neanche cosa sono.

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex