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Aneddoti, ricordi, momenti da ricordare: gli isolani e quel pezzo di cuore chiamato Calise

Si chiude il ciclo di Emiddio, è ufficialmente iniziata una nuova era: e nella comunità ischitana è inevitabile che serpeggi una malcelata tristezza. Che i racconti e le considerazioni raccolte da Il Golfo evidenziano in maniera ancora più marcata

Adesso che è successo per davvero, facciamo tutti un po’ fatica a crederci. Qualcuno, pare, risvegliandosi ieri mattina pensava di aver sognato e riteneva che la cessione dello storico brand Calise fosse soltanto la conseguenza di un’abbuffata domenicale non digerita nella maniera migliore. E invece, da domenica mattina a ogni isolano che ha appreso la notizia sembra scorrere davanti agli occhi il film della propria esistenza. Tutti, giovani e meno giovani, a ricordare aneddoti, serate, chiacchierate, episodi della propria esistenza indissolubilmente legati al Bar Calise e a quel senso di ospitalità, qualità ed eccellenza che soltanto Emiddio poteva trasmettere. Una storia che è stata passato, presente e che adesso non sarà più futuro, perché si apre una nuova era. Bisognerà conservare i fasti di un tempo, difendere un marchio di assoluto valore e pregio, ma anche – e bisogna dirlo senza alcuna forma di pudore – riuscire ad adeguarsi a tempi che cambiano e con essi anche i gusti e le tendenze. Forse la sfida più grande è proprio questa e riuscire a vincerla potrebbe significare il garantire continuità ad una storia di un made in Ischia apprezzato e conosciuto su scala planetaria.

Emiddio Calise non può averla presa bene, ne siamo certi. Uomo di un orgoglio e di una tigna fuori dal comune, ha cercato in ogni modo di non alzare “bandiera bianca” per tenersi stretta la sua creatura, per la quale ha lavorato una vita intera facendo anche sacrifici che non tutti gli imprenditori avrebbero sostenuto. A un certo punto, però, si è trovato dinanzi a un vicolo cieco, buio, senza uscita. E la campana ha suonato il rintocco decisivo, quello dello “stop”. Ma Emiddio e le sorelle Nina ed Elsa devono essere fieri di quello che hanno realizzato e portato avanti per decenni. Perché se il nome Ischia è stato a lungo associato a qualità, classe e stile, lo dobbiamo soprattutto alla famiglia Calise. Ognuno di noi ha un nodo in gola, e i commenti che abbiamo raccolto da alcuni isolani ne sono la più eloquente testimonianza.

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Rossy

Questa è la vita, passato, presente e futuro. Noi tutti siamo dispiaciuti ma più di tutti lo è Calise, storia di Ischia. Per fortuna ci restano i ricordi. Ora possiamo dire qualsiasi cosa ma la vita va avanti, continua a sorprenderci con tutti i suoi cambiamenti e noi non possiamo farci niente. Ciao Calise.

corry54

Un pezzo di storia indelebile, che purtroppo passa di mano, forse inevitabile. Mi auspico che i nuovi ” Padroni” abbiano il gusto e l’esperienza di continuare con qualità, professionalità e aggiungo serietà. Buon Prosieguo.

Il cosiddetto “passaggio di mano” non cancella e non cancellerà la “Storia di Calise”, anzi farà in modo che l’opera e i sacrifici del caro Emiddio lascino la loro orma ancora a lungo, garantendo quel desiderio di “eternità” che ognuno augura alle proprie opere più care. Anche in questa uscita di scena si intravede la grandezza dell’uomo e la lungimiranza dell’imprenditore che, di certo, avrà fatto violenza al suo desiderio di “non mollare” … ma ha garantito lunga vita alla sua creatura.

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