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CULTURA & SOCIETA'

Antico Halloween da paura sul castello di Ischia: sbattevano porte e pietre con strane voci che venivano dal cimitero delle monache clarisse e da gallerie segrete

Si racconta che dagli anfratti della vecchia fortezza , all’improvviso e in lontananza, spuntavano dei nani mendicanti. Che, man mano che si avvicinavano, si trasformavano diventando dei gitanti vestiti in maniera elegantissima. La loro risata era agghiacciante

Per chi non è a conoscenza, facciamo un po’ di storia su questo Halloween che in passato per certi versi ha interessato anche il Castello Aragonese e che da qualche tempo ha attecchito di brutto nella nostra isola, coinvolgendo ragazzi ed adulti in perfomance a volte anche di pessimo gusto, quando per lo scherzo si esce al di fuori dei binari. Per i riti da… pauraè chiamato in causa anche il luogo simbolo di tutti i tempi, dell’isola d’Ischia, il Castello Aragonese. Quel Castello con la sua storia ed i suoi antichi misteri racchiusi in un alone di fascino che ha smosso non poche intelligenze per descriverne gli effetti tenebrosi e non.

Nel corso dell’Ottocento, fu praticamente distrutto, poi adibito a carcere, infine quasi del tutto abbandonato. C’è chi l’ha visitato quando era in questo stato. E i loro racconti sono degni di Halloween. A cominciare dal cimitero delle monache. Che sembrava fatto apposta per essere visitato ad Halloween. Era un putridarium, anche conosciuto con il nome molto più d’impatto di scolatoio: vi venivano posti i corpi senza vita delle monache affinché i fluidi corporei defluissero attraverso il foro che si trovava al centro dei sedili. Anche se sono passati secoli da quando veniva usato, ci si respira ancora un’atmosfera cupa e opprimente nonostante la bella ed efficiente cura dei proprietari Mattera Nicola, Cristina e Giovanni che lo tengono al meglio. Secondo una leggenda, voci e corpi si materializzavano per proteggere il riposo delle monache defunte. Sono tanti i viali interni che attraversano il Castello, come un reticolo, come un sistema vascolare. Tali viali non erano sempre silenziosi. Soprattutto di sera. Quando apparivano completamente deserti e sembrava che non ci fosse nessuno. Ma era possibile sentire pietre che sbattevano l’una contro l’altra o lamenti che provenivano da una direzione indefinita. La sagoma del Castello, se vista da una particolare angolazione, è spigolosa, irregolare, Screziata da anfratti, sia all’interno sia all’esterno. Da questi anfratti, all’improvviso e in lontananza, spuntavano dei nani mendicanti. Che, man mano che si avvicinavano, si trasformavano, diventando dei gitanti vestiti in maniera elegantissima. La loro risata era agghiacciante. Suono di zoccoli sul selciato dei cortili o del viale di accesso: un enorme cavallo nero arrivava. Il suo sguardo era terrorizzante. E non era nemmeno il solo. Il passante si sentiva gli occhi addosso, occhi indagatori e scrutatori. Occhi che potevano essere solo di un cane o di una capra corvina che, d’un tatto, apparivano da un muro.

michelelubrano@yahoo.it

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