CULTURA & SOCIETA'

Antonio Lubrano e l’Antoniana: “sbaglio io o hanno sbagliato loro?” Pietro Greco batte Onofrio Buonocore, storico fondatore del tempio della cultura isolana

Il sindaco Enzo Ferrandino che ha favorito e poi ufficializzato la cervellotica e beffarda proposta, lo chieda a suo zio notaio Silvestro Ferrandino da giovane nel ruolo di presidente dell’Azione Cattolica Diocesana e pupillo dell’allora Vescovo di Ischia Antonio Cece e poi vice sindaco, quanto stimasse e fosse ricambiato nella stima da Mons. Onofrio Buonocore. Ad Agostino Mazzella gli faccio presente che suo zio Don Agostino D’Arco prima di diventare Vescovo di Castellammare di Stabia, condivideva da parroco della Chiesa dello Spirito Santo con Mons. Buonocore il rettorato della Congrega dell’Arciconfraternita della Madonna di Costantinopoli a Ischia Ponte e insieme organizzavano frequenti incontri con giovani isolani presso la biblioteca Antoniana, per invogliarli allo studio

A mente rilassata, mia e di tutti coloro che si sono indignati per quello che si è orchestrato attorno all’Antoniana, sento il dovere di fare chiarezza su di una vicenda i cui effetti sconvolgenti hanno inciso notevolmente sulla integrità della storia di chi aveva reso più accessibile la cultura in campo largo nella nostra isola. Onofrio Buonocore, legittimo “intestatario” e in primis fondatore, costruttore e sostenitore della Biblioteca Antoniana e di tanto altro che vedremo più avanti, è stato “sfrattato” dalla sua casa, tempio della cultura isolana, da un manipolo di sapientoni, presuntuosi ed invadenti acculturati del Sadoul con una operazione di sgombero a dir poco ignobile. Li ha fiancheggiati in modo sconcertante il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino con alcuni suoi collaboratori con in testa a sorpresa il prof. Agostino Mazzella.

COMMEMORAZIONE GRANDE TORINO CADUTO A SUPETGA – RISERVA MAZZELLA 1949

Costoro hanno coinvolto, post mortem, un bravo professionista Pietro Greco eccellente divulgatore scientifico, autore di libri ed articoli sulla sua materia, comunista e ischitano doc di Barano e residente a Ischia, tra l’altro mio vicino di casa con cui quando ci si incontrava volentieri conversavo. Averlo preferito a Mons. Onofrio Buonocore nella intestazione della biblioteca Antoniana è stata da chi ha commesso il misfatto una scelta scellerata, ignorando il dovere del rispetto ed il senso della gratitudine che bisognava avere verso una icona della cultura e della storia dell’isola d’Ischia oltre che maestro di sapienza e della buona comunicazione nelle vesti di scrittore e giornalista del suo tempo. Pietro Greco, con tutto il rispetto per la sua professionalità, dico con cognizione di causa, che non c’entrava niente con l’Antoniana per il semplice motivo che nulla lo legava alla storica struttura, tranne qualche conferenza tenuta come è capitato a tanti altri personaggi illustri invitati. Pietro Greco alla memoria sarà pure un vanto per la nostra isola, ma attenzione, la buon anima non è né Piero Angela né Carlo Rubbia e né Antonino Zichichi. Per cui la fretta e l’entusiasmo di dedicargli addirittura la Biblioteca Antoniana Comunale usando il suo nome per la nuova denominazione, andavano contenuti o meglio frenati. Wikipedia pubblica un elenco di oltre centocinquanta divulgatori scientifici di spazio nazionale per indicare i tanti che operano nel settore. Ho controllato la lista nominativo per nominativo, ma il nome di Pietro Greco non c’era. Passare per le Rampe di Sant’ Antonio, fermarsi nel largo davanti all’ingresso della Biblioteca e indirizzare lo sguardo verso la targa indicativa che per la sua nuova denominazione reca un altro nominativo che purtroppo non è quello più appropriato di Onofrio Buonocore che davvero lo avrebbe meritato, fa tristezza. Ne fa veramente tanta.

DAL CONFRATELLO IL DISPARI – IL GIORNALISTA ANTONIO LUBRANO E IL PROF. AGOSTINO MAZZELLA

Si disconosce la storia di chi si è speso oltre misura con sacrifici personali per vedere realizzato il sogno di dare ai desiderosi del sapere e della conoscenza sull’ isola un dotato punto di riferimento, una casa ove potersi nutrire di cultura. Il sindaco Enzo Ferrandino che ha favorito e poi ufficializzato la cervellotica e beffarda proposta sadouliana, lo chieda a suo zio notaio Silvestro Ferrandino da giovane nel ruolo di presidente dell’Azione Cattolica Diocesana e della Fuci e pupillo dell’allora Vescovo di Ischia Antonio Cece e poi Vice Sindaco, quanto stimasse e fosse ricambiato nella stima da Mons. Onofrio Buonocore. Ad Agostino Mazzella gli faccio presente che suo Zio Don Agostino D’Arco prima di diventare Vescovo di Castellammare di Stabia, condivideva da parroco della chiesa dello Spirito Santo con Mons. Buonocore il rettorato della Congrega dell’Arciconfraternita della Madonna di Costantinopoli a Ischia Ponte e insieme organizzavano frequenti incontri con giovani isolani presso la Biblioteca Antoniana, per invogliarli allo studio. Un esempio di cattiva coerenza viene invece, dal presidente del Centro Studi Isola d’ Ischia l’ agronomo Francesco Mattera che in un post pubblicato su Internet comunicava la sua contrarietà alla decisione di non intestare la biblioteca a Mons. Onofrio Buonocore preferendo Pietro Greco. Aggiungendo tra l’altro che avrebbe avviato iniziative per cambiare la situazione. Poi con la coda fra le gambe ha ritrattato tutto. Bene in fine ha fatto dal canto suo Raffaele Castagna direttore della rivista culturale La Rassegna d’Ischia a schierarsi subito contro la nuova denominazione dell’Antonia ignorando Onofrio Buonocore che l’avrebbe meritata tutta per la sua storia. Come si capisce è sempre intercorso uno speciale rapporto fra la biblioteca e gli uomini di chiesa. Non a caso in passato hanno ricoperto l’incarico di bibliotecai presso l’Antoniana gli indimenticabili Don Pasquale Polito e Don Camillo D’ Ambra, altre icone della cultura isolana.

IL-BUSTO-IN-GESSO-DI-BUONOCORE-OPERA DELLO SCULTORE AMEDEO GARUFI ESPOSTO NELL’AULA MAGNA DELLA BIBLIOTECA

A questo punto mi viene spontaneo farmi la seguente domanda sulla vicenda: “Sbaglio io o hanno sbagliato loro?”. Le considerazioni fatte mi portano ad affermare di essere arciconvinto che a sbagliare non sono io, ma coloro che hanno agito senza riflettere incorrendo in un errore di valutazione del quale se ne parlerà ancora, perché dall’oltretomba Buonocore… non ci sta. Per chi non conosce la storia del Fondatore della Biblioteca Antoniana di Ischia qui di seguito faccio scorrere il suo personale curriculum. Onofrio Buonocore (Ischia 1870 -1960), venne alla luce nella Villa dei Bagni, quindicenne entrò in Seminario, dove curò la sua preparazione con lo studio costante e appassionato. Fu ordinato sacerdote nel 1897 e prese ad insegnare latino e greco, non abbandonando mai la sua aspirazione di conseguire la laurea nelle sue discipline preferite, in un’epoca in cui le autorità ecclesiastiche non erano tanto propense a consentire ai sacerdoti la frequenza delle università. Si adoperò costantemente per l’incremento delle scuole pubbliche sull’isola, oltre che per la cultura in genere. Nel 1915 fu sua l’iniziativa di aprire una scuola media e nacque così la “Vittoria Colonna” (ospitata nel convento di S. Antonio), cui affluirono alunni da tutta l’isola. Nel 1939 fu aperto l’ “Istituto Magistrale Ferrante d’Avalos” operante sino al 1949, quando fu creato il ginnasio-liceo statale. Istituì la Biblioteca Antoniana, allo scopo di raccogliere non solo opere e documenti riguardanti l’isola, ma anche enciclopedie e volumi che potessero essere utili agli studenti, ai giovani e alla gente appassionata della lettura. La biblioteca doveva diventare centro di irradiazione agli intelletti sani. Nel 1944 con altri amici fondò il Centro Studi su l’isola d’Ischia, di cui tenne la presidenza sino al 1958. Fu autore di varie pubblicazioni sull’isola d’Ischia, oltre che direttore di periodici di successo (La Cultura, con tematiche soprattutto storiche, e La Vedetta del Golfo): La storia di uno scoglio (1956), Il più bel fiore d’Enaria (1905), Nuptialia Isclana (1907), La Diocesi d’Ischia (1948), Festose celebrazioni secolari isclane (1955) e varie altre. Noto il suo incitamento alle giovani generazioni a conoscere la propria terra, per poterla amare.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

Ads

lubranoantonio516@gmail.com

Ads

info@ischiamondoblog.com

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio