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Ape Car al Palazzetto: il video è virale, ma non mancano ombre e polemiche

ISCHIA – All’improvviso la scena che non ti aspetti. Sul parquet dove dovrebbe sentirsi soltanto il rumore di palloni rimbalzanti e che dovrebbe essere calcato esclusivamente dalle scarpette degli atleti che si impegnano nelle giocate più impegnative ecco fare bella mostra di sè un ape car.

Sul suo vano posteriore in piedi, quasi a emulare una grande celebrità ecco arrivare un commentatore molto noto nell’universo social, che gli amanti dello sport ischitano non avranno avuto problemi, qualche volta, a leggere sul proprio news feed di Facebook. La scena è surreale. I componenti delle squadre che si stanno affrontando nel torneo di calcetto guardano tutte verso l’ingresso da dove entra trionfante il mezzo a tre ruote con in piedi la silhouette dell’uomo che dispensa saluti. Il rombo del motore che rimbomba nel piccolo ambiente spezza la sacralità del gioco e riempie la tensostruttura sportiva di ilarità mista ad apprensione.

La scena è comica, ma non del tutto. Il furgoncino in campo ricorda quelle tipiche immagini senza senso che ogni tanto regalano i campetti di periferia, cariche di ironia e tipico umorismo che soltanto scene colme di contrasto sanno donare. Ma è anche foriera di apprensioni. In campo ci sono delle persone impegnate a giocare che di certo non si aspettano la presenza di un furgoncino a tre ruote. Che ci fa un Ape Car  all’interno del palazzetto?  E se qualcuno si fosse fatto male? Di chi sarebbe stata la colpa?
Di certo degli incauti ideatori della goliardata che per strappare una risata hanno effettuato la trionfante entrata. in campo. Una ragazzata, un momento di ilarità da condividere sui social, in un video che in poco tempo diventa virale. Ma, allo stesso tempo, la domanda sorge spontanea. Com’è stato possibile introdurre una vettura all’interno di una struttura pubblica destinata a fare sport? Chi ha aperto i cancelli? Dove erano i custodi che avrebbero dovuto impedire la scena surreale e potenzialmente pericolosa?

Una irregolarità di non poco conto che avrebbe potuto comportare più di un grattacapo all’autista che senza alcun senso della misura si è introdotto in un perimetro di gioco riservato esclusivamente ai giocatori e non certo ai mezzi a tre ruote. Ma soprattutto al responsabile che in quel momento avrebbe dovuto impedire che una scena del genere potesse avvenire.

Antonello De Rosa

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