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CRONACA

Appello a Draghi: tra litigi, frizioni e spot, per uscire dall’ordinario ci vuole uno “sceriffo” 

di Mimmo Barra 

Invece che sparare “primule” dai cannoni per affrontare l’ordinaria emergenza del Covid e per mettere il piede sull’acceleratore della vaccinazione di massa per gli italiani c’è bisogno di qualcuno che sappia come trasformare una curva a gomito in un percorso rettilineo. Non togliendo i meriti al Commissario Arcuri, per carità, stimato professionista che continua a dare il proprio contributo allo Stato, dal mio sommesso punto di vista, l’Italia in questo momento ha bisogno di una personalità più forte, capace di imprimere nella gente non solo la necessità di difendersi dal virus ma soprattutto l’esigenza che solo con un nuovo piano straordinario vaccini, più snello ed efficace, si possono raggiungere risultati positivi. La situazione attuale deve farci riflettere a tal punto da anteporre alla comunicazione “spot” l’interesse dell’Italia e dei suoi cittadini. Infatti, non si può nascondere il bisogno di una nuova campagna straordinaria vaccinale, più corrispondente alla realtà, e, tramite questa, saldare le falle progettuali e strategiche per raggiungere gli effetti positivi, auspicati da molti, di immunizzare gran parte se non la totalità dei cittadini italiani. Pensiamo a Israele, sono buonissime le conseguenze raggiunte per la sua popolazione già da metà gennaio.

Il più importante Istituto Weizmann di Scienze di Rehovot ha affermato che nel gruppo di persone che ha ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer sono calati i ricoveri ma anche le infezioni. Segno da intendersi nel senso che il vaccino potrebbe ridurre i ricoveri e il contagio. In Israele, a oggi, sono state immunizzate circa 3.600.000 persone e di queste 2.200.000 hanno avuto la seconda dose. In Italia, intanto, proprio a causa della confusione su certe operazioni, alcuni Governatori Regionali stanno pensando di rivolgersi a mercati paralleli ma legali per acquistare le dosi necessarie di vaccino. Penso all’Emilia Romagna, al Veneto, alla Sicilia e alla Campania, che si muoveranno sempre nell’ambito di un confronto istituzionale con il governo, per acquistare autonomamente altre dosi di vaccino necessarie affinché si possa procedere ad una immunizzazione di massa in tempi brevi. Tuttavia, uno dei punti è proprio questo. Fermo restando la capacità e l’autonomia dei Governatori, sarebbe auspicabile non lasciar passare l’idea di un’Italia che continua a muoversi a varie velocità specie in un periodo in cui a prevalere dovrebbe essere l’unità d’intenti. Si dovrebbe prevedere in questo momento la figura di un nuovo Responsabile in grado di incarnare il polso fermo nelle trattative con le case produttrici, sostituire a quella attuale una nuova comunicazione istituzionale e infine realizzare a passo spedito una nuova strategia per consentire agli italiani di sentirsi al sicuro. Non me ne vogliano gli altri Governatori se penso che in questo ruolo, tra i pochi in grado di soddisfare certe caratteristiche, possa esserci proprio il Presidente De Luca per rivestire tale figura, perché ha dimostrato di essere in grado di gestire tutti i processi emergenziali. Già nei mesi scorsi affermò che per bloccare il contagio “sarebbero state necessarie misure semplici ma di carattere nazionale”. Dichiarazioni che devono essere prese come cartina tornasole di un carattere che sa imporsi e dettare le linee di priorità che, sono certo, sarebbe in grado realizzare in questa urgenza e reagire alle storture attuali avendo i pieni poteri. Mi auguro che l’appello possa essere accolto dal nuovo Presidente del Consiglio, per il bene non solo della Campania ma dell’Italia intera. 

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