CRONACA

Appello dei sindaci a De Luca, una seconda Tac per il Rizzoli

I primi cittadini dell’isola inviano una nota al Presidente della Regione, sollecitando con urgenza l’installazione dell’apparecchiatura

I sindaci isolani chiedono a De Luca l’installazione di una seconda Tac al Rizzoli. In una missiva indirizzata al Presidente della Regione Campania i primi cittadini illustrano le motivazioni su cui si fonda la richiesta «che venga installata, con urgenza, come già promesso, la seconda Tac presso l’unico ospedale presente sull’isola d’Ischia, “ Anna Rizzoli”. La presenza di un’unica Tac – scrivono i sindaci – ha comportato spesso, per problematiche connesse alla manutenzione e ai guasti continui, la sospensione totale del servizio diverse volte durante l’anno e anche per un mese continuo.

La condizione di insularità, che già di per sé arreca disagio in quanto non garantisce la continuità territoriale, crea notevoli problemi non solo alla popolazione residente ma anche agli stessi degenti della struttura ospedaliera e ai turisti che frequentano l’isola.

Vogliamo ricordare a noi stessi che la popolazione isolana residente è di circa 67.000 abitanti, senza tener contro del notevole flusso turistico che interessa l’isola d’Ischia durante l’anno, toccando punte di presenze, come accade nella settimana di ferragosto, di oltre 300.000 persone». La nota ricorda anche che «fu promesso l’ampliamento della struttura per poter portare i posti letto dagli attuali insufficienti 60 a circa 117, come risultato del rapporto popolazione/ posti letto, sempre senza tener conto del flusso turistico».

In chiusura della missiva, dicendosi «sicuri della disponibilità e delle capacità concrete del Presidente De Luca», i Sindaci, «non pretendendo certamente le branche specialistiche di un policlinico, chiedono un incontro urgente al fine di trovare delle soluzioni anche per quanto riguarda l’oncologia, la ginecologia, la chirurgia, l’ortopedia e la medicina: settori base, un tempo risultati essere delle eccellenze, che devono necessariamente esistere in una zona già tanto disagiata». Per finire, viene sollecitata particolare attenzione «ai disagi, sempre connessi alla condizione di insularità, del personale medico e paramedico che non vive sull’isola, come la stragrande maggioranza dello stesso».

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