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Approvazione del bilancio, Molinaro è pronto a ricorrere al Consiglio di Stato

di Francesco Castaldi

FORIO – A distanza di poco più di un mese dalla pronuncia della sentenza con la quale il Tar ha bocciato il ricorso presentato da Stani Verde, il suo legale, l’avvocato Bruno Molinaro, è pronto a ricorrere ai giudici del Consiglio di Stato. Entro la settimana prossima, infatti, il cassazionista ischitano provvederà a depositare presso la cancelleria di palazzo Spada un appello per ottenere un responso che chiarisca una volta e per tutte l’intricata vicenda relativa al bilancio del Comune di Forio, approvato alla fine dello scorso mese di maggio con il decisivo contributo del voto del sindaco Del Deo, che a detta del consigliere ricorrente non ne avrebbe avuta facoltà.

«I provvedimenti dei giudici – commentò Molinaro subito dopo il responso del tribunale amministrativo – non si commentano ma si impugnano quando non appaiono conformi a legge. Nella specie, l’ordinanza cautelare del Tar, contro la quale proporremo tempestivo appello al Consiglio di Stato, che si pronunzierà a ridosso delle festività natalizie, si rivela gravemente viziata sia perché contraddice un granitico orientamento giurisprudenziale, secondo cui tra i “consiglieri assegnati” non va affatto ricompreso il sindaco, che, in materia di bilancio di previsione, non ha diritto di voto, sia perché omette ogni riferimento all’art. 38 del decreto legislativo n. 267/2000, norma cornice, sia, infine, perché richiama disposizioni statutarie non pertinenti, per giunta ignorando anche quanto espressamente stabilito dall’art. 14 del regolamento circa il numero legale necessario per deliberare».

L’avvocato Bruno Molinaro, proseguendo il proprio discorso, ebbe inoltre modo di sottolineare che «l’ordinanza in questione, che, comunque, riconosce implicitamente l’interesse di Stani Verde a coltivare l’impugnativa, ad onta di quanto sostenuto dalla difesa del Comune, è errata anche nella parte in cui ritiene che la seconda delibera abbia, in ogni caso, sanato i vizi della prima, trattandosi di delibera meramente confermativa, con la quale il consiglio comunale di Forio si è unicamente limitato ad affermare, contro ogni evidenza  normativa e giurisprudenziale, che il sindaco ha diritto di voto, null’altro aggiungendo sul piano dispositivo».

Di parere – e soprattutto di umore – totalmente opposto fu il sindaco Francesco Del Deo, che in quella circostanza dichiarò al nostro quotidiano: «L’aspetto più importante di tutta questa vicenda è rappresentato dal fatto che è stato finalmente sancito che il voto espresso dal sindaco concorre a formare il quorum. Credo che tutte queste azioni che tendono a favorire l’arrivo del commissario prefettizio non rappresentino atti benefici per un Comune. Ritengo da sempre, infatti, che la vera politica non vada fatta a suon di ricorsi e di denunce, ma attraverso le proposte avanzate da tutti i membri del civico consesso, compresi ovviamente gli esponenti delle minoranze. Il fatto davvero grave di iniziative come questa – concluse Del Deo – è rappresentata dal fatto di voler affidare il paese nelle mani di un commissario prefettizio sette o otto mesi prima della naturale conclusione del mandato elettorale».

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