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Architettura e paesaggio, nuove idee per Lacco Ameno

Gianluca Castagna | Lacco Ameno – Gettare il cuore oltre l’ostacolo. Usare il bisturi e non l’accetta. Attenti a capire quello che è successo, cosa la cittadinanza richiede allo spazio, ai luoghi, al territorio. Metterci passione, creatività e spirito critico. Lavorando da progettisti, perché non si tratta certo di un progetto di arredo urbano o di restyling superficiale. Niente cosmesi.
Il compito a cui sono chiamati i 50 allievi del quinto anno del Corso di Laurea Magistrale al Dipartimento di Ingegneria Edile Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli non è semplice. Elaborare progetti di architettura e paesaggio in un’area così dotata di identità e storia, anche estetica, urbanistica, antropologica e sociale, come Piazza Santa Restituta, il rione Ortola e il lungomare di Lacco Ameno è un incarico da far tremare i polsi al più navigato dei progettisti, architetto o ingegnere che sia.
Perché lo studio è complesso, gli interessi privatistici sempre presenti e perché raramente la politica sembra (af)fidarsi (quasi) completamente a professionisti dallo sguardo partecipe ma pur sempre terzo.

Foto secondariaEppure stavolta l’amministrazione a guida del comune di Lacco Ameno sembra voler riconoscere la centralità del progetto urbano e della sua ricaduta sul paesaggio come temi centrali nella riflessione disciplinare architettonica. Nasce così la terza edizione di un ciclo di sperimentazioni progettuali per il workshop “Architettura e Paesaggio dei Centri Urbani”, promosso dal Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, su un’area insulare fortemente segnata dall’aspetto paesaggistico e da importanti presenze architettoniche come la Basilica di Santa Restituta, Villa Arbusto e le Terme dell’Albergo della Regina Isabella di Ignazio Gardella.
“Conformare gli spazi aperti – La piazza Santa Restituta e il mare” è un’iniziativa che vede lavorare insieme l’amministrazione di Lacco Ameno e l’Università di Napoli, su un’idea di spazio pubblico come suolo continuo restituito al pedone e “liberato” da discontinuità fisiche e percettive. Quattro giorni nei quali gli studenti, guidati dai loro professori, proveranno a interpretare idee e bisogni dei cittadini dimostrando che l’architettura è in grado di sviluppare progetti in grado di influenzare il futuro di una cittadina e della sua comunità. In questo senso l’Università è un partner importante (e autorevole) che, con un contributo di conoscenze ed esperienze, ci aiuta a intervenire in modo attivo sul futuro dell’isola, per rispondere alle aspettative di chi la vive e la abita ogni giorno, ma anche dei numerosissimi ospiti che la visitano durante la stagione turistica.
L’iniziativa è stata illustrata giovedì pomeriggio presso l’Auditorium del Grand Hotel Terme di Augusto a Lacco Ameno, alla presenza del sindaco Giacomo Pascale, del coordinatore il professor Francesco Polverino, di Aldo Imer della Soprintendenza B.A.P.S.A.E di Napoli e Provincia, dell’ing. Francesco Rispoli in qualità di Chairman e di numerosi docenti e professionisti dei settori ingegneristico e architettonico.

Per il primo cittadino del comune del Fungo «E’ giunto il tempo di munirsi di un progetto di riqualificazione urbana anche perché Lacco Ameno ha l’obbligo politico e morale di immaginare il suo futuro. Che paese vogliamo per noi e per i nostri turisti?». « Lacco Ameno – continua Pascale – ha sempre inseguito un turismo di qualità, mi sono reso conto che la piazza Santa Restituta, così com’è, non funziona. Sembra una rotatoria. Va ripensata all’interno di un progetto più ampio di mobilità sostenibile, perché ritengo che il problema più grave dell’isola d’Ischia sia il caos del traffico. E’ finita l’epoca dei piccoli, singoli interventi strutturali che non hanno una visione di insieme. Siamo obbligati a dotarci di una progettazione esecutiva e candidabile che ci consenta di intercettare i finanziamenti e ridisegnare il volto dell’intera cittadina. Cominciando da Piazza Santa Restituta per arrivare a tutto il paese, da piazza Girardi alla via Provinciale-Lacco».
Tra il dire e il fare, chiaramente, c’è un oceano (altro che mare). Soprattutto c’è la Soprintendenza.
Per l’architetto Aldo Imer «Non c’è tutela o valorizzazione senza un adeguato bagaglio di conoscenza del territorio. Solo attraverso uno studio di dettaglio sarà possibile determinare criticità e potenzialità dell’intervento e quindi stabilire linee guida per uno sviluppo sostenibile e compatibile con la conservazione di strutture storiche e urbane preesistenti. Il tema della piazza, luogo primario e più rappresentativo di Lacco Ameno, si caratterizza come spazio aggregativo, che funge da cerniera tra i rioni, il centro cittadino e il mare. Il materiale prodotto in questo workshop – assicura Imer – costituirà un background di formazione propedeutica a un futuro piano di conservazione e di rilancio del patrimonio locale, nell’ottica di uno sviluppo che tenga conto dell’incidenza turistica e delle ripercussioni economiche che da tale settore dipendono».

Foto quartaLa ri-conformazione urbana del centro di Lacco Ameno ha dunque un valore strategico, secondo principi di integrazione fra azioni e politiche molteplici, che comprendono riqualificazione fisica degli spazi, risanamento dei cicli urbani, armonizzazione tra le componenti naturali, urbane e rurali, innovazione d’impresa e attivazione culturale. Quasi un patto sociale nel quale ridefinire i ruoli di tutti gli attori, pubblici e privati, per declinare il futuro delle città nelle quali vorremmo vivere.
«Una progettazione consapevole – suggerisce agli allievi il prof. Aldo Aveta, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio – deve tenere conto di due aspetti: un approccio esteso all’intera isola d’Ischia, superando campanilismi inutili, e l’attenzione da riservare a tutte quelle istanze che mirano alla conservazione e al restauro per trasmettere alle nuove generazioni i valori esistenti. Per farlo occorre chiaramente prima individuarli e interpretarli. Occorre vedere e ascoltare, il sindaco e i cittadini. Chiedersi, ad esempio, perché la linea di costa si è sviluppata in quel modo, quali sono le infrastrutture esistenti o necessario, dove scaricano i servizi igienici, come sono nate le attività commerciali e come si sono sviluppate. Pensare da tecnici, da progettisti».
Sopralluoghi, progettazioni in atelier, approfondimenti e dibattiti tematici e domani le proposte progettuali degli studenti saranno presentate alla cittadinanza presso l’Auditorium del Grand Hotel Terme di Augusto. Sulla nostra isola, la cultura del paesaggio urbano è ancora pervasa dalle ideologie del frammento, dell’anarchia (abusivista) e del caos. La mancanza di un’ipotesi di disegno urbano, di un’idea complessiva di riqualificazione ne è la chiara riprova. Forse i risultati di questo workshop, convincenti o meno, potrebbero rappresentare i primi tasselli di un doveroso cambiamento di rotta.

 

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