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Arriva Crimi, pronta l’operazione verità sulla sanatoria

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al terremoto impegnato in una due giorni che lo vedrà in particolare impegnato oggi in una serie di incontri istituzionali

Arriva oggi sull’isola e sarà qui per due giorni. Si tratta di Vito Crimi, già capogruppo MSS al Senato, attualmente sottosegretario alla presidenza del Consiglio delegato all’editoria e alla ricostruzione post terremoto. Una due giorni con il commissario straordinario alla Ricostruzione Carlo Schilardi assieme al quale incontrerà il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, i sindaci dell’isola, le forze dell’ordine e comunità locali colpite dal sisma. un momento per fare una verifica sullo stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione e messa in sicurezza nonché su quella tanto discussa norma definita erroneamente sanatoria. E non solo. Il sottosegretario Crimi parteciperà anche alla 40esima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo a Lacco Ameno. 

Che cosa si aspetta da questa due giorni ischitana? 

«Innanzitutto voglio vedere la bellezza dell’isola che, confesso, non conosco. Ho imparato ad amare Ischia attraverso i racconti di chi la vive e ne conosce le bellezze. Non vedo l’ora di sbarcare per ammirarla finalmente con i miei occhi. Voglio capire come sta andando la ricostruzione e a che punto siamo. Ma non solo. Ho intenzione di fare un’operazione verità. È stato detto troppo sull’articolo 25 definito come una sanatoria, ma non è così. E con dati alla mano e con la mia presenza sull’isola voglio ristabilire la verità dei fatti. Voglio anche vedere in prima persona le criticità. Insomma mi aspetta una due giorni davvero intensa». 

Il terremoto ha vissuto due fasi. La prima, durata circa un anno, durante la quale è stata gestita l’emergenza. E poi c’è la seconda fase cominciata con la visita del premier Giuseppe Conte e con il cosiddetto decreto Ischia. Quanto ancora c’è da fare? 

«Devo dire che bisogna dare atto a questo Governo che ha preso in mano la situazione e finalmente operato. In passato, invece, il sisma che ha colpito nel 2017 Casamicciola è come se fosse stato ignorato. Il precedente Governo non ha voluto aprire gli occhi su questa realtà». 

E poi siete arrivati voi. Resta, però, il ritardo di un anno. 

«Esatto. Ma funziona così e ne sono consapevole: l’ultimo che arriva deve rispondere anche degli errori di chi c’era prima. Non ho problemi, la faccia ce la metto e non mi sottraggo. Bisogna dare atto che qualcuno si è dimenticato per un anno di questo terremoto. Noi abbiamo preso in mano questa situazione e cercato di dare delle risposte immediate agli bitanti di Casamicciola e Lacco Ameno. Abbiamo scritto una legge ad hoc per Ischia perché il decreto emergenza prevedeva degli articoli proprio per il sisma che ha colpito l’isola. E non solo. Abbiamo stanziato fondi, dato dei poteri al Commissario straordinario. Tutto ciò sta dando i suoi frutti. Ovviamente so che tutto ciò non basta e sono sull’isola per ascoltare i suggerimenti di tutti e vedere di persona la realtà dei fatti prima di fare un ‘tagliando’ alla legge Ischia».  

L’isola è stata ferita dal terremoto in una piccola parte. Solo una porzione di Casamicciola, Forio e Lacco Ameno sono state colpite dal sisma. Tutta l’isola di Ischia, però, è stata colpita da chi l’ha definita ‘abusiva’. Come si può ristabilire la verità? 

«Questa due giorni ischitana servirà anche a questo. Ho intenzione di fare un’operazione verità. Ciò che dobbiamo comprendere e fare comprendere è che tutto ciò che è avvenuto in passato, è avvenuto in un sistema di deregolamentazione o anche, in alcuni casi, di violazione. Noi dobbiamo far sì che ciò non avvenga più. Parliamoci chiaro: ci sono delle costruzioni non autorizzate. Ma dobbiamo distinguere ciò che è stato costruito con esagerazione anche in barba ad ogni regola, comprese quelle di buonsenso e di sicurezza, da ciò che è stato fatto per ‘sopravvivenza’. Alcuni li chiamano “abusi di necessità”». 

Oggi sull’isola gli sfollati le faranno una domanda: i tempi. Vogliono conoscere quando ripartirà la cosiddetta ricostruzione pesante.  

«Lo dico con franchezza: domani (oggi per chi legge nda) lo sapremo. Nel corso degli incontri che ho in programma chiederò i tempi. I sindaci ed il commissario Schilardi mi sapranno rispondere. Alla luce anche del decreto sblocca cantieri sarà tutto più veloce. Adesso non ci sono più alibi: le leggi ci sono ed i soldi anche. Questo è il momento di operare. Io, come Governo, resto accanto ai sindaci che in molti casi sono i soggetti attuatori. Adesso però bisogna partire con la ricostruzione».  

In questi due giorni non si parlerà solo di sisma, ma anche di giornalismo. Qual è lo stato di salute dei media italiani? 

«In Italia c’è una grande domanda di informazione. A fronte di ciò, l’offerta cala sempre di più. La gente è avida di notizie e spesso le cerca anche nei cosiddetti canali alternativi. Il fatto che i social diventino una fonte di informazione, significa che c’è chi ha sete di notizie. I nostri giornali, però, non hanno compreso questo modo diverso di relazionarsi che comprende un differente modo di utilizzare gli strumenti per informarsi. Non è più solo una questione di ‘spostare’ il giornale sulla rete, come ancora molti pensano che significhi rispondere alle esigenze della gente. Bisogna capire i nuovi linguaggi. Bisogna comprendere, ad esempio, che i giovani che usano Facebook ed Instagram hanno un linguaggio diverso e si aspettano qualcosa diverso dal linguaggio ‘tradizionale’ dei media. Il passo da compiere è questo: bisogna adeguare il linguaggio ai tempi ed alla richiesta, solo in questo modo le nuove tecnologie possono diventare una risorsa per chi fa informazione. Tutto, ovviamente, passa per la credibilità di una testata. Chi è credibile riesce a competere con tutti, altrimenti si genera sempre il dubbio delle fake news».  

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