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Arriva da Procida il fondatore di “BlaBlaCar”

Di Isabella Puca

PROCIDA – “Lavora 80 ore a settimana. Non pensa ad avere un grande appartamento a Parigi, come i suoi amici ricchi. Possiede solo una Peugeot 205 (fino a poco tempo fa, assicura, neanche quella). E ha appena 7.000 follower sul suo account Twitter (@mazaic) anche se governa una community da 25 milioni di persone in tutto il mondo”. È cosi che Massimo Sideri giornalista del Corriere della sera ha tracciato il profilo di Frederic Mazzella fondatore di Blablacar. Nessun dubbio: nel leggere il suo nome e cognome, anche se parigino, s’intuisce sin da subito che il fondatore di quest’impero miliardario, ha origini procidane. La piattaforma di Blablacar mette in contatto guidatori con posti liberi sulle proprie automobili e potenziali passeggeri che desiderano viaggiare nella stessa direzioni e a inventarla è stata proprio lui che, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha sottolineato con orgoglio le sue origini italiane. “Mi fa vedere – si legge ancora nell’intervista – su Google Maps che c’è anche via Mazzella a Ischia dove è stato a ottobre prima di approdare nell’isola di Arturo, Procida, dove non era mai stato”. Suo nonno fu uno dei tanti costretti dai tempi ad emigrare per terre assai lontane; con tutta la famiglia i Mazzella approdarono prima in Algeria e poi in Francia dove Frederic è diventato uno dei nuovi ricchissimi imprenditori dell’economia della condivisione. Dopo aver lavorato per tre anni come ricercatore scientifico alla Nasa, negli Stati Uniti, e nella multinazionale Ntt in Giappone, è arrivata l’idea geniale per mettersi in proprio: ottimizzare le automobili mettendo più persone a bordo. “I mezzi sono tutti sottoutilizzzati, – si legge ancora – ma costano moltissimo. Noi calcoliamo che per acquistare, mantenere e riparare e assicurare un’automobile ci vogliono circa cinque mila euro l’anno. Solo in Italia ci sono 36 milioni di vetture. Il risultato è 180 miliardi l’anno”. È con queste parole che il Mazzella spiega la sua attività; e pensare che qui, sulla nostra isola, le vetture sono circa 60mila, quasi una per abitante compresi anziani e bambini. Di fatti, quella del Blablacar è una rivoluzione che potremmo mettere in atto anche qui. Qualcuno già ha optato per questo tipo di transfer; compaiono spesso sul Social Network messaggi da parte di chi offre o di chi richiede un passaggio per quella meta. Un’ idea che in centri piccoli come Ischia e Procida si potrebbe ben sviluppare, se non altro in onore di chi l’ha inventato! Come tutte le buone idee anche quella di Blablacar è iniziata per caso. “Correva il 2003, – ha raccontato Frederic Mazzella – pochi giorni prima di Natale. Per le feste dovevo andare a casa dai miei genitori, in Vandea. Ma in treno non c’era più neanche un posto. Allora mia sorella, che viveva a Rouen, è passata da Parigi e siamo scesi giù assieme in macchina. Sull’autostrada osservavo le auto: erano vuote, c’era solo il conducente. E intanto i treni erano pieni zeppi di persone che, in molti casi, avevano pagato una fortuna per quel biglietto». La piattaforma mette, infatti, in contatto automobilisti con posti liberi a bordo e altre persone che desiderano viaggiare nella stessa direzione condividendo le spese relative a benzina e pedaggio, un’idea geniale quanto semplice che offre la rivoluzione dei nostri tempi: condividere tempi, beni, sapere conoscenza e denaro. “Quello che mi ha permesso di andare avanti – spiega ancora il Mazzella  – è la passione per il potenziale dello sviluppo. Per il capitale: tutti pensano che Blabalacar sia arrivata da un giorno all’altro, ma è stata una “Lunga notte”. Dieci anni. Arrivarono prima 15 mila euro, poi 100 mila, poi un milione, poi 5 e poi 100 milioni. È graduale. Ma nessuno ce la può fare senza una squadra di giovani molto intelligenti. Consiglio: spendere molto tempo per cercarli”. E chissà che qualche altro isolano non abbia un’idea miliardaria in tasca da sviluppare.

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