CULTURA & SOCIETA'

La sede dei marinai d’Italia di Ischia accoglie gli artisti in maschera in una bella mostra dedicata a carnevale

La curatrice Ylenia Pilato dell'evento si è così espressa:" Ringrazio innanzitutto il presidente ANMI Ischia Luigi Della Monica per la disponibilità della sala e tutti gli artisti che con spirito partecipativo hanno reso " Arte in maschera" un vernissage colorato e interessante dal punto di vista visivo. Interpretazioni differenti per stile, allegoria, ma unite da un unico comune denominatore: l'amore per il carnevale. Simbolo intramontabile di qualunque tradizione culturale, la maschera rappresenta l'abbattimento delle convenzioni sociali e dell'espressione di libertà, un modo per nascondersi e per immedesimarsi nell'altro. Nel contesto del carnevale, diventa un espediente per sovvertire e trasgredire le regole, strumento metaforico e ponte tra invisibile e visibile

Aria di festa a Ischia presso la sede Anmi Ischia Gruppo Attilio Messina, dove martedì 10 febbraio 2026 è stata inaugurata la mostra collettiva d’arte dedicata al Carnevale intitolata “Arte in maschera” organizzata dalla curatrice ed artista Ylenia Pilato. Il Carnevale ha origini antichissime che lo legano ai grandi riti pagani come le dionisiache greche o i saturnali romani.

Un periodo di rinnovamento simbolico, un evento che collega sacro e profano e che ha  caratterizzato l’arte di numerosi pittori dal Rinascimento all’età moderna. Proprio in occasione dell’approssimarsi del Carnevale, si è svolto il vernissage che ha visto la presenza di diverse opere che hanno richiamato la famosa festività. Hanno partecipato gli artisti Anna Barone, Emily Sirabella, Clementina Petroni, Michael F. Feuerberg, Justine Buono, Magda Kismet, Antonio Menotti Pugliese, Rania Andon, Gino Ciriminna, Angela Maria Di Costanzo, Marylù Viola, Ylenia Pilato e la poetessa Carla Lauro che ha presentato la sua poesia in dialetto napoletano intitolata ” Carnevale” che riportiamo qui a fianco.Durante il vernissage è stato apprezzato anche il componimento dello scrittore Salvatore Di Costanzo intitolato” La Maschera” che pubblichiamo in queste pagine. Anche l’artista Clementina Petroni ha deliziato il pubblico con la lettura di alcuni suoi componenti sul Carnevale. La mostra, oltre ad essere stata apprezzata per le opere esposte che di seguito illustreremo nel dettaglio, è stata apprezzata perché è stata anche una perfetta occasione per mettere in atto i travestimenti. Ha catturato l’attenzione il costume di Spiderman, l’iconico supereroe Marvel Comics noto per i suoi poteri da ragno, interpretato da Sanny Maida, il quale non ha mancato di regalare al pubblico le sue performance.  Il vernissage è stato anche un momento di svago. Cinque membri del pubblico hanno partecipato ad un sorteggio ricevendo alcuni gadget in palio a tema carnevalesco. Il Carnevale è riuscito, con la sua aria scherzosa e fanciullesca, a entrare nel cuore degli artisti guadagnandosi così il titolo di opera d’arte. In pittura ha avuto un ruolo speciale. Proprio le maschere sono l’emblema principe di questa festività, in particolare quelle della commedia dell’arte, entrate nell’immaginario popolare come simbolo di Venezia stessa. La mostra ” Arte in maschera” ha portato in scena delle opere molto interessanti.

LA POESIA DI CARLA LAURO

O’ JUORN’ E CARNEVALE

Sta ridenn’ tutt’ a’ gent’ / ma che juorn’ divertent’…/ si fanno scherzi perché vale / ma sul’ o’ juorn’ e Carnevale / C’è Dottore Balanzone / che fa o’ sgambett’ a Pantalone / cu’ pennello Meneghino / ha imbiancato Arlecchino / C’è Gianduia tutto elegante / ca si’ apprest’ a fa’ o’ cantant’ / mentre ca’ musica Brighella / allieta sta jurnata bella. / E Pierrott’ tutto in disparte / ten’ a’ lacrima che gli parte / Colombina che è a chiu’ bella / arriva insieme a Pulcinella / ca’ mentre ride balla e cant’… / ci fa fessi a tutti quanti…” / Durante il vernissage è stato apprezzato il componimento / dello scrittore Salvatore Di Costanzo intitolato” / La Maschera”. Ecco il testo: / “Nel sonno dell’universo / galleggia un volto senza peso. / Non ha nome, non ha tempo. / Appare una domanda / che nessuna bocca osa pronunciare. / Una linea lo attraversa, / appena un pensiero al confine del risveglio. / Da una parte, il bianco — non colore, ma origine, / il silenzio prima della parola, / la luce che ancora non sa di brillare. / Dall’altra, il nero — non assenza, ma grembo, / la notte che custodisce le forme / prima di concederle al mondo. / Si riconoscono, si sfiorano. / Come due amanti che non sapevano / di amarsi. / Non esiste il bene / senza il desiderio di cadere. / Non esiste il male / senza nostalgia di luce. / La vita respira, / oscillando tra ciò che appare e ciò che resta. / La maschera è il sogno / che l’anima fa di sé / Un velo gentile / che protegge dal peso degli sguardi, / attraversare le stanze del sonno. / Il bianco trema / il nero ricorda  / non scegliere la luce / non fuggire dall’ombra, / confine dolce / nel sogno che sogna se stesso, / la maschera cade / senza far rumore. / senza far silenzio.”

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CARLA LAURO

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LA POESIA DI SALVATORE DI COSTANZO

LA MASCHERA

“Nel sonno dell’universon / galleggia un volto senza peso. / Non ha nome, non ha tempo. / Appare una domanda / che nessuna bocca osa pronunciare. / Una linea lo attraversa, appena un pensiero al confine del risveglio. / Da una parte, il bianco — non colore, ma origine, il silenzio prima della parola, / la luce che ancora non sa di brillare. / Dall’altra, il nero — non assenza, ma grembo, / la notte che custodisce le forme / prima di concederle al mondo. / Si riconoscono, si sfiorano. / Come due amanti che non sapevano di amarsi. / Non esiste il bene / senza il desiderio di cadere. / Non esiste il male / senza nostalgia di luce. / La vita respira, / oscillando tra ciò che appare e ciò che resta. / La maschera è il sogno / che l’anima fa di sé / Un velo gentile / che protegge dal peso degli sguardi, / attraversare le stanze del sonno. / Il bianco trema / il nero ricorda / non scegliere la luce / non fuggire dall’ombra, / confine dolce / nel sogno che sogna se stesso, / la maschera cade/ senza far rumore. / senza far silenzio.”

SALVATORE DI COSTANZO

L’artista Anna Barone ha presentato la sua opera dedicata alla maschera del Pierrot, il personaggio storico del teatro, noto per il suo abito bianco e il volto imbiancato, che simboleggia l’amore non corrisposto e una malinconia romantica, figura che è diventata simbolo di identità nascosta. L’artista Emily Sirabella ha dedicato la sua opera a Cleopatra, l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto e l’ultima vera faraona. Nota per la sua leggendaria bellezza, oggi Cleopatra è un’icona intramontabile, protagonista di numerosi film come la celebre versione del 1963 con Elizabeth Taylor. L’artista Clementina Petroni ha esposto un’opera dedicata alle maschere che svolgono un ruolo storico e culturale di ribaltare le convenzioni sociali, consentendo libertà, satira e divertimento.  Un’opera gioisa nei colori e nello stile proposto che fa pensare subito alla magia del Carnevale. Sulla stessa scia sono le opere dell’artista Michael F. Feuerberg, ispirate al Carnevale brasiliano in stile carioca. In particolare un’opera raffigura un volto che indossa un copricapo piumato molto colorato, mentre l’altra opera è un trionfo di piume colorate. L’artista Justine Buono ha presentato un’opera raffigurante un volto, come specchio di un’identità che non vuole nascondersi. Molto figurativa e di forte impatto per la sua espressività.  L’artista Magda Kismet ha raffigurato tre donne travestite a festa con altri dettagli del Carnevale. Tutta la composizione è stata apprezzata per le tonalità pastello. L’artista e maestro Antonio Menotti Pugliese ha presentato la sua opera in chiave contemporanea dedicata al Carnevale: un trionfo di coriandoli colorati cattura l’attenzione e la scena astratta tutt’intorno. L’artista Rania Andon, con la sua tecnica ad acquerello, ha presentato le maschere del Carnevale, conferendo all’opera un’atmosfera magica come di quelle che si respirano a Venezia durante il Carnevale. L’artista Gino Ciriminna ha esposto un’opera raffigurante due maschere colorate. Tra le due spicca un clown con i mano alcuni palloncini colorati.

Un’opera dal sapore d’infanzia, che ci fa tornare subito tutti bambini come per incanto. L’artista Ylenia Pilato ha esposto la sua opera intitolata ” Suggestioni oniriche “, dove il Carnevale diventa un’atmosfera onirica e fiabesca, un distacco dalla realtà quotidiana verso un mondo magico. L’artista Angela Maria Di Costanzo ha raffigurato due maschere su uno sfondo a rombi colorato e con dei dettagli di stelle filanti che fanno entrare lo spettatore subito in un clima festoso.  L’artista Marylù Viola ha raffigurato tre maschere in chiave stilizzata su uno sfondo astratto. Anche lei ha messo al centro della sua composizione le maschere, specchio di una realtà odierna che ci appartiene più che mai. La piccola sala circolate della sede Anmi Ischia si è vestita di note di colore.  Il percorso espositivo è stato un tributo che gli artisti hanno voluto fare al Carnevale e alla maschera. Il vernissage si è concluso con un buffet dedicato ai piatti del Carnevale: non sono mancare le chiacchiere con lo zucchero a velo, i biscotti di frolla a forma di mascherina ricoperti di glassa, il classico migliaccio e altre specialità culinarie. La curatrice Ylenia Pilato dell’evento si è così espressa:” Ringrazio innanzitutto il presidente Anmi Ischia Luigi Della Monica per la disponibilità della sala e tutti gli artisti che con spirito partecipativo hanno reso ” Arte in maschera” un vernissage colorato e interessante dal punto di vista visivo. Interpretazioni differenti per stile, allegoria, ma unite da un unico comune denominatore: l’amore per il Carnevale. Simbolo intramontabile di qualunque tradizione culturale, la maschera rappresenta l’abbattimento delle convenzioni sociali e dell’espressione di libertà, un modo per nascondersi e per immedesimarsi nell’altro. Nel contesto del Carnevale, diventa un espediente per sovvertire e trasgredire le regole, strumento metaforico e ponte tra invisibile e visibile.  Inevitabile il legame che si crea con il concetto di identità, perché ancor prima di svelare, la maschera cela, nasconde, insinua sospetto e ambiguità, protegge dalle smentite spoglie della quotidianità.  E, proprio con l’arte, fittizia e illusoria, è un simbolo si trasformazione, di un’esteriorita’ che a volte fatica ad emergere e che dà nuovo aspetto a quanto già vive in forma impalpabile.  Sono entusiasta del fatto che il Carnevale continui ad esercitare la sua forte capacità attrattiva artisticamente parlando.  Invito tutti quelli che vogliono tuffarsi nella magica atmosfera del Carnevale a visitare la mostra ” Arte in maschera” che durerà fino al 17 febbraio 2026, ha concluso la curatrice “. 

Fotioricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

lubranoantonio516@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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