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LE OPINIONI

Artefici del proprio destino o in balia degli eventi?

Oggi parliamo di locus of control, espressione che letteralmente significa “luogo da cui si esercita il controllo”. Questo costrutto fa riferimento alla percezione che ognuno di noi ha circa la possibilità di esercitare un controllo sugli eventi. Ogni individuo, infatti, si differenzia per il grado di potere che ritiene di avere sulle cose che accadono attorno a lui. C’è chi ritiene di essere l’artefice del proprio futuro, e chi al contrario ritiene di essere in balia del destino. Ma chi ha ragione? Nessuno dei due, probabilmente, e in questo articolo vi spiego perché.

Il locus of control

Il concetto di locus of control è stato sviluppato nel 1954 da Julian Rotter. Secondo l’autore, le persone hanno una certa percezione circa il potere che hanno di influenzare gli eventi. Gli individui, infatti, possono attribuire l’esito degli eventi a fattori interni o esterni. Chi ha un locus of control interno ritiene che tutto ciò che gli accade dipenda dalle sue azioni, dalle sue scelte, dalle sue capacità, dall’impegno e dalle energie investite. Il successo, il fallimento, il raggiungimento di un risultato, la felicità, il grado di soddisfazione di vita, e così via, dipendono dalle qualità possedute, dalle proprie abilità e comportamenti messi in atto. L’impegno, il sacrificio, le buone abitudini, la corretta pianificazione permettono, secondo queste persone, di determinare ciò che avverrà nella vita in termini di successo e fallimento. Al contrario, chi ha un locus of control esterno ha la percezione di essere controllato da forze a lui estranee. Gli eventi sono considerati imprevedibili. Il successo o il fallimento sono determinati dalla fortuna o dalla sfortuna. Le cose avvengono perché fattori esterni entrano in gioco, davanti ai quali siamo impotenti. Il fato guida le nostre esistenze e nulla di ciò che facciamo può cambiare il futuro che è stato deciso per noi.

Origine del locus of control

Lo sviluppo di un certo tipo di locus of control dipende da una serie di fattori. L’ambiente familiare e l’educazione ricevuta sono sicuramente tra questi: alcune famiglie incoraggiano al sacrificio, all’impegno, rinforzando sistematicamente i buoni risultati, mentre altre famiglie sostengono la credenza secondo cui sono i fattori esterni a determinare cosa ne sarà di noi. Anche il temperamento, le caratteristiche di personalità e la propria storia di vita influenzano il locus of control: chi è stato vittima di un caso sfortunato, ad esempio, perde fiducia nella propria capacità di controllare gli eventi.

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Effetti sul benessere e sulla gestione dello stress

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Il locus of control interno è generalmente associato ad una maggiore autostima, standard più elevati, risultati migliori e a livelli di soddisfazione più alti. Quando una persona attribuisce il successo alle proprie capacità, è maggiormente motivata a compiere sforzi e pianifica in modo più efficace le azioni da compiere. Al contrario, individui con locus of control esterno, che ritengono di non avere alcun controllo sugli eventi, portano avanti progetti caratterizzati da scarsa pianificazione, ottenendo generalmente risultati peggiori. Queste persone riportano spesso livelli di insoddisfazione più elevati e veri e propri vissuti depressivi.

Ma non è così semplice…

Da quanto detto fino ad ora, sembrerebbe essere evidente che un locus of control interno garantisca maggiore soddisfazione di vita e successo. Ciò però è vero solo da alcuni punti di vista. Gli individui con tale disposizione mentale, infatti, sentendosi i soli responsabili dell’esito degli eventi, presentano anche maggiori livelli di ansia rispetto alle persone caratterizzate da un locus of control esterno, anche a causa della tendenza al perfezionismo e agli standard elevati. Andrebbero incontro, inoltre, a sentimenti di vergogna e senso di colpa più intensi in caso di fallimento della performance. Infatti, pare che gli individui con locus of control esterno siano più capaci di accettare un brutto risultato: attribuendolo a cause esterne su cui non ha alcun controllo, non si sentirebbero responsabili dell’accaduto e preserverebbero i livelli di autostima. Sarebbero maggiormente in grado di interrompere la ruminazione e di liberarsi dalle emozioni negative connesse.

Il benessere di un individuo, pertanto, è dato da un sano equilibrio tra i due atteggiamenti mentali: essere consapevoli dell’effetto che le nostre azioni hanno sugli eventi ci rende dei migliori pianificatori e aumenta le possibilità di successo, ma al tempo stesso rischia di renderci talmente focalizzati sull’obiettivo e sulla performance da trasformarci in robot super produttivi o in maniaci del controllo. Riconoscere che molti aspetti della nostra vita sono fuori dal nostro range di azione ci permette anche di rilassarci e accettare la realtà con filosofia. Sarà più facile, insomma, “lasciare andare” le cose che non possiamo controllare.

Articolo della dottoressa Tiziana Di Scala (tel. 3208531292)

Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

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