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Ascom Procida, parla il neo presidente Ambrosino

Di Guglielmo Taliercio

PROCIDA – In questi gironi c’è stato il passaggio del testimone ai vertici della locale ASCOM Confcommercio con Eugenio Michelino che ha lasciato la guida dell’associazione di categoria a Franco Ambrosino. Il neo presidente ci ha rilasciato un intervista che, di seguito, riportiamo.

Finisce l’era Michelino si apre quella di Ambrosino?

«Innanzitutto ringrazio tutti i commercianti, donne e uomini, per la fiducia ed il sostegno che danno all’Ascom Confcommercio, al commercio e al valore dell’impresa del territorio. Il loro impegno giornaliero conferisce valore aggiunto all’economia dell’isola, oltre che essere naturalmente il sostegno delle proprie famiglie e di quelle dei dipendenti. Ringrazio Eugenio Michelino e tutti coloro che in questi anni hanno collaborato attivamente perché quest’associazione riuscisse a diventare quella che è oggi, circa 170 iscritti e tante attività realizzate, dai corsi di formazione professionale, agli eventi (Mare Nostrum, Procida in vetrina, collaborazioni con eventi tradizionali Sagra del mare, Processione del Venerdì Santo), al sostegno alle associazioni locali (associazioni misteriali, Africa Mission, Tam Tam Brasile, associazione culturali e benefiche). L’energia e la passione di Eugenio, sono stati decisivi perché il sistema delle imprese divenisse protagonista delle dinamiche sociali, economiche a Procida e anche fuori dall’isola».
Il commercio a Procida: qual è lo stato dell’arte, anche in considerazione della stagione estiva appena passata?
«Abbiamo un tessuto commerciale che copre il 100% della richiesta territoriale, con attività dislocate in ogni dove,  oltre 300 tra piccole e medie imprese del terziario e non solo che vanno dalla produzione, alla commercializzazione di beni, alla fornitura di servizi. Un offerta ampia ed articolata capace di soddisfare la richiesta proveniente sia di residenti che di ospiti. Tante aziende, per lo più a conduzione familiare, che occupano circa un terzo della forza lavoro. Abbiamo aziende storiche di lunga durata, che vedono impegnati familiari giunti alla terza generazione e nuove di intraprendenti e validi imprenditori, alcuni giovani, che si avvalgono anche degli strumenti legislativi, fiscali e creditizi che favoriscono la creazione di nuove imprese, alcuni meno giovani che hanno maturato esperienza in aziende esistenti o in altri settori e che decidono di iniziare il complesso, affascinante, faticoso e creativo percorso dell’impresa. Credo che l’isola da questo punto di vista sia lo specchio di quanto avviene in Italia ed oltre. Fare impresa oggi richiede capacità , abnegazione, professionalità, conoscenze sempre aggiornate, spirito di sacrificio ma sopratutto una grande flessibilità di orario, di impegno, il coraggio di rischiare e  una buona dose di creatività che unita alla passione diventano il vero motore di ogni impresa. Veniamo da anni complicati, dove alle diverse crisi economiche e finanziarie internazionali, nazionali e locali, si sono sommati anche l’ampliamento universale della concorrenza, che ormai in tempi ragionevoli riesce a far giungere fin sotto la porta di casa ciò di cui abbiamo bisogno senza doverci recare al negozio tradizionale con un semplice click sulla tastiera dei nostri pc, tablet o telefonino potendo effettuare gli acquisti in qualsiasi luogo ci troviamo e in qualunque momento della giornata. Tuttavia pur dovendo affrontare il mercato telematico, che non e’ un nemico, ma un concorrente, il negozio sotto casa, il casagliuoglio, il bottegaio, sembra non solo resistere ma riprendere vigore. Quelli che sembrano destini inarrestabili, possono essere modificati. Il web e’ un’opportunità, un rapido ed immediato strumento di comunicazione, attraverso il quali si possono veicolare le informazioni relative ai prodotti ed ai servizi che possono fornire anche i negozi di strada. I più grandi siti del commercio elettronico si avvalgono di una fittissima rete di negozi tradizionali, per cercare di essere comunque presenti in ogni luogo, per abbattere i costi di spedizione e i tempi di consegna. A Procida, per il commercio ci sarebbe bisogno di una riqualificazione professionale (conoscenza informatiche e linguistiche) e di mettersi insieme, sia con la creazione di aggregazioni commerciali sul territorio, consorzi, centri commerciali naturali, sia con la creazione di una rete di vetrine on line tali da poter allargare l’offerta commerciali al di fuori dei nostri confini. La concorrenza, quando avviene con il rispetto delle regole, che cerchino di assicurare la parità di trattamento innanzitutto (fiscale) non e’ un ostacolo, ma un’opportunità  uno stimolo per migliorarsi. Ma per tornare a reinvestire ed a credere nelle nostre aziende occorrono alcuni  fattori fondamentali, mettersi insieme, aggregarsi e non solo nelle associazioni di categoria, una politica economica fiscale più equa, capace di intercettare gli stimoli che provengono dalle imprese e di assecondare e incentivare i progetti seri di sviluppo puntando sulla formazione continua innanzitutto e poi su un adeguato rapporto tra redditi e tassazione. Un rinnovato patto di fiducia tra Imprese e Stato, in tutte le sue articolazioni territoriali, nel quale quanto viene chiesto a noi in termini di trasparenza, correttezza, legalità, fedeltà possiamo pretenderlo nei suoi confronti. Se a noi vengono opposti fedeltà fiscale, scarsa competitività e progettualità, noi opponiamo sprechi, corruzione, burocrazia virale ad ogni livello. Se ci limitassimo ogni volta a questo saremo semplicemente dando vita ad un gioco delle parti fatto di rivendicazioni contrapposte. Siamo al pari degli altri parte del contesto socio economico e come gli altri rivendichiamo parità di trattamento, di considerazione, consapevoli del nostro ruolo primario di generatori di lavoro di opportunità per noi per tutti. Siamo abituati ogni giorno a trovare soluzioni concrete, in breve tempo a problemi reali e siamo anche in grado di fare progetti di medio e lungo periodo. L’impresa è parte importante, fondamentale e dal nostro punto di vista primario di ogni società, consapevole delle nostre virtù e dei nostri limiti».
Limitazione del traffico veicolare: i commercianti sono stati sempre molto restii a questo tipo di dispositivo. Quest’anno qual’è la loro posizione? L’ASCOM condivide il divieto assoluto la domenica mattina?
«Oltre che commercianti, siamo anche cittadini e come tutti avvertiamo la necessità di una regolazione del traffico, che viviamo in prima persona con i nostri spostamenti personali e professionali. In questi anni molte volte ci siamo confrontati con questa tematica fondamentale, dalla quale dipende la qualità della vita di ciascuno di noi con tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi possiamo affermare che qualche cambiamento sembra essere avvenuto se non altro di mentalità. Sempre più ci si sposta con mezzi alternativi ai veicoli a motore,  il servizio pubblico di linea, il trasporto collettivo privato, pendolari che si organizzano collettivamente con propri mezzi. Un discorso a parte meritano le biciclette e i tantissimi ciclisti che affollano le nostre strade . Negli anni sempre più sono divenuti i protagonisti delle nostre stradine, a tal punto non solo di meritare spazi ove sostare in ogni lavoro pubblico che riguardi strade o piazze ma anche il puntuale richiamo al rispetto delle norme di circolazione, perché seppure a loro e’ data la possibilità di poter circolare anche durante i divieti, ciò non li esonera dal rispetto dei sensi unici, dei limiti di “velocità“ per le bici elettriche, dal necessario uso del casco o di strumenti luminosi e sonori di segnalazione per una circolazione in sicurezza. Infine, è aumentato anche il numero di coloro che si spostano semplicemente a piedi per distanze che poi in fondo non sono così lunghe. La mobilità alternativa per il commercio costituisce una opportunità che può essere premiante (molti di noi hanno liberamente scelto uno o più modi di circolazione tra quelli anzidetti) per il senso di appartenenza e condivisione che dimostriamo e premiata per il riconoscimento che tributiamo quotidianamente ai tanti che raggiungono i nostri negozi con mezzi alternativi sfidando divieti, lavori ed anche il mal tempo. Detto questo rimane la necessità di tenere aperto un confronto che tenga in adeguata considerazione le necessità dei negozi, in primis la loro redditività, a non vedersi improvvisamente ridursi gli incassi per soluzioni che possono sembrare temporanee e palliative di soluzioni che invece richiedono maggiore continuità e parità di trattamento tra le categorie per raggiungere obiettivi importanti e fondamentali per l’isola come la sua trasformazione in territorio del buon vivere e dell’accoglienza. Con alcune eccezioni. L’approvvigionamento dei negozi e delle imprese essendo vincolato ai tempi del trasporto marittimo deve potersi svolgere con maggiore flessibilità rispetto ai limiti imposti al traffico veicolare privato, ciò non perché costituisce un privilegio ma una necessità dettata da condizioni oggettive. Sul divieto domenicale anche durante il periodo autunnale ed invernale può servire a tener viva l’evoluzione verso un sistema di mobilità alternativa come pure una diversa regolazione durante la settimana soprattutto nelle ore di maggiore intensità. Per un territorio piccolo, con stradine strette potrebbero per esempio essere previsti limiti alla velocità, al quantità dei mezzi in circolazione, sistemi premianti incentivanti per coloro che scelgono di spostarsi in maniera virtuosa».
Qual è l’aspetto che, da nuovo presidente dell’associazione, pensi sia prioritario da qui ai prossimi mesi?
«Formazione, formazione, formazione. Un allegro 4 3 3 che S all’occorrenza può diventare un  4 2 4! Formazione professionale continua e collettiva (informatica, della conoscenza delle lingue straniere, del know how dell’impresa) dell’aggregazione commerciale e sindacale, collaborazione con tutte le Istituzioni per una programmazione ampia, partecipata e condivisa per la realizzazione di un progetto di sviluppo economico che veda al centro l’impresa, o comunque tra gli attori principali dello sviluppo dell’isola».
Sulle verifiche poste in essere dal Comune che riguardano, al momento, 109 attività commerciali, quale la posizione dell’ASCOM?
«A questa domanda, che peraltro nasce da una sollecitazione dell’Avv. Mariano Cascone sui social network, risposto dicendo che per quanto riguarda l’associazione siamo disponibili a fornire assistenza ai commercianti proprietari degli immobili nel quale svolgono la propria attività o di altri locali che abbiano in locazione commerciale, per la maggioranza, che ha invece locali in affitto, questi dati sono già desumibili dai contratti stessi e comunque riguarderebbero i proprietari. Su questo tipo di verifica da parte del Comune, sulla sua opportunità e’ una valutazione politica che spetta a maggioranza ed opposizione. Spero che analoga iniziativa possa essere estesa anche alle abitazioni private, ma per un semplice principio di parità di trattamento (ed in via ufficiosa mi e’ stato detto che agiranno anche in tal senso). Sull’efficacia e buon esito dell’obiettivo da raggiungere ( il corretto e giusto rapporto tra Ente creditore e privato debitore sul quantum debeatur ) rilevo l’eventualità che questa iniziativa possa dar luogo a contenziosi di non rapida soluzione, come tra l’altro accade sovente anche rispetto ai tentativi di recupero credito delle imprese verso la Pubblica Amministrazione o verso privati, clienti, acquirenti di beni o servizi. Aggiungo inoltre, come tra l’altro sottolineato dal Presidente dell’Ascom Confcommercio della Provincia di Napoli, Pietro Russo, in merito alla iniziativa intrapresa dal Comune partenopeo per quanto riguarda la tariffa della spazzatura delle attività commerciali, che ferma restando la piena collaborazione, sarebbe necessaria comunque anche una totale inversione di rotta sulle politiche fiscali ed economiche che “gravano” sulle imprese, perché comunque si parte da un livello generale alto che non solo rende faticoso o impossibile lo sviluppo delle imprese esistenti, ma impedisce la creazione di nuove imprese. Crediamo cioè che le priorità siano metterci in condizione di lavorare con continuità perché solo così potremo anche noi essere in condizione di poter fare la nostra parte di corretti e possibilmente puntuali pagatori».
L’ASCOM  e “La Procida che Vorrei”,  con il presidente Michelino che prima ha partecipato alle “Primarie”, poi alla elezioni  del 31 maggio ed oggi è il Presidente designato del Marina di Procida, è ancora forte il patto elettorale  oppure c’è qualche cosa da rivedere?
«Ho condiviso con Eugenio ogni passo che lo ha condotto dapprima a candidarsi alle primarie dello scorso mese di dicembre de “La Procida che Vorrei” e poi a candidato nella lista per le elezioni del nuovo Sindaco del Comune che hanno portato poi all’attuale compagine amministrativa guidata dal Sindaco Dino Ambrosino. Abbiamo in comune una grande attenzione verso tutto ciò che ci circonda, un elevato senso delle Istituzioni e un grandissimo senso civico. Ancora oggi, nel suo possibile ingresso nel consiglio di amministrazione del Porto turistico Marina di Procida sono al suo fianco. Il nostro impegno da quando abbiamo condiviso le iniziative con Ascom Procida e’ stato quello di cercare di rendere il sistema imprenditoriale isolano competitivo e moderno, capace di confrontarsi con un mercato. Crediamo fortemente nel futuro del negozio di strada, quello sotto casa, per intenderci, capace di coniugare la sapienza e l’esperienza del contatto diretto con le persone con le potenzialità di internet. Proprio in questi giorni la stessa Confcommercio nazionale ha stretto un patto con uno dei più importanti siti di e commerce internazionali, consentendo agli associati che ne facciano richiesta di affacciarsi al mercato globale utilizzando una delle piattaforme più in uso con un notevole risparmio economico e logistico. Il nostro obiettivo primario e’ stato sempre quello di sviluppare il commercio partendo da Procida. In questo percorso ci siamo resi conto che i tasselli fondamentali per raggiungerlo sono una forte presenza ed organizzazione del commercio sul territorio e un sistema politico che sia in grado di cogliere questi elementi di novità provenienti dal mondo economico e tradurli in un sistema di regole e di incentivi corrispondenti. L’associazione e la politica sono strumenti per cercare soluzioni comuni, condivise, partecipate di sviluppo e di crescita civile, sociale, economica, del lavoro e dei mestieri. Ci siamo affacciati alla politica in punta di piedi con questi obiettivi convinti che facendo ciascuno di noi ciò che sa fare al meglio, senza presunzione, possiamo insieme cercare di dare una prospettiva alle imprese, al lavoro di tanti, all’isola stessa per una crescita che possa essere anche del territorio e dei suoi abitanti. Questi sono e rimangono i nostri obiettivi. Non ruoli o posti ancorati a vecchie logiche, ma punti di partenza, trampolini di lancio verso nuove sfide imprenditoriali, sociali, economiche, politiche e mi permetto culturali. Perché la cultura d’impresa, quella corretta, a nostro modo di vedere oltre che essere protesa naturalmente alla generazione di profitto e di opportunità e’ anche quella che sa dialogare, confrontarsi, farsi carico di responsabilità, di sacrifici che possano essere ripagati da un miglioramento generale della società. Fummo, siamo e rimarremo un’associazione di categoria, parte integrante di Procida e del resto del paese. Grazie e buon lavoro».

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