CRONACA

Asilo conteso, Castagna sollecita il Demanio

In vista dell’udienza al Tar, il sindaco di Casamicciola chiede all’Agenzia di dirimere i dubbi sull’effettiva titolarità dell’edificio alla Sentinella, oggetto di una lunga controversia tra il Comune e la Diocesi di Ischia

Si avvicina l’udienza del giudizio di merito sulla controversia relativa all’asilo della Sentinella che per mesi ha opposto la Diocesi di Ischia al Comune di Casamicciola. Quest’ultimo sta cercando di ottenere dal Demanio dei chiarimenti che possano supportare le proprie ragioni. La vicenda ai più è ben nota: il Comune aveva requisito l’ex asilo della Sentinella per ospitarvi i bimbi della scuola dell’infanzia, ma la Diocesi si oppose, e nel giudizio cautelare ottenne la restituzione del possesso della struttura, mentre il Comune trovò una diversa sistemazione. Il nodo del contendere riguarda adesso l’effettiva titolarità dell’edificio.

Il processo di merito è ancora pendente, e il sindaco ha chiesto all’Agenzia del Demanio dei chiarimenti su una istanza che inizialmente era stata avanzata già a inizio 2018. Tale istanza consisteva in una “richiesta di ricognizione di proprietà dello Stato – richiesta di attribuzione del bene al Comune di Casamicciola” relativa appunto all’immobile situato in via Castanito, località Sentinella, denominato “asilo infantile Maria SS. Immacolata”. Dopo un mese, a marzo, l’agenzia aveva fatto sapere che “sono in corso accertamenti volti a stabilire la condizione giuridica del bene”. Ad aprile partiva un nuovo sollecito del Comune di Casamicciola, con cui si invitava la Agenzia del Demanio a comunicare gli esiti dell’istruttoria sull’edificio. Stavolta alla nota l’Agenzia del Demanio rispose confermando la sussistenza di “accertamenti in corso”, e comunicando, anche che, la Diocesi “non ha ancora fornito riscontri in relazione ai quesiti formulati”. A maggio 2018 l’ente del Capricho chiese al Demanio di accedere, prendere visione ed estrarre copia di tutta la documentazione attinente il procedimento, e l’Agenzia fece sapere di aver chiesto alla Diocesi di Ischia e alla Parrocchia di S. Maria Maddalena di trasmettere le “quietanze di pagamento attestanti l’avvenuto integrale riscatto degli importi erogati” per la realizzazione dell’edificio specificato in oggetto al fine di concludere il procedimento di verifica. Tuttavia la Diocesi non rispose a tale richiesta del Demanio. Dunque, la richiesta del marzo 2018 risulta ancora inevasa, anche se invece sono stati acquisiti tutti i pareri preordinati alla conclusione del procedimento in questione. Il comune ritiene appunto che la conclusione del procedimento relativo alla verifica della proprietà dell’edificio “conteso” sia necessaria allo scopo di far rilevare al Giudice Amministrativo il difetto di legittimazione attiva della Diocesi di Ischia e della Parrocchia di S. Maria Maddalena a proporre l’impugnativa pendente innanzi al Tar Campania. L’udienza, fissata il prossimo 3 novembre, interferisce anche con la posizione dello Stato, nel caso in cui con l’accertamento del Demanio venisse superato ogni dubbio sull’effettiva proprietà del l’edificio in capo allo Stato stesso, con conseguente attribuzione dell’immobile al Comune di Casamicciola Terme. Di qui la richiesta del Capricho di fare definitiva luce sullo stato del procedimento, anche allo scopo di scongiurare eventuali ipotesi di responsabilità erariale.

Il 3 novembre il giudizio di merito presso il Tribunale amministrativo regionale: il Comune vuole arrivarci con nuovi e decisivi elementi a sostegno delle proprie ragioni

La richiesta dell’ente del Capricho fa seguito a una serie di verifiche eseguite dall’ente negli anni scorsi, dalle quali emerse che con un atto risalente al lontano 1962 e firmato dal notaio Francesco Nonno il parroco pro tempore della Parrocchia della Maddalena accettava la donazione dell’immobile in questione. L’anno successivo la Cassa del Mezzogiorno concesse alla Parrocchia l’esecuzione dei lavori relativi alla costruzione di un asilo infantile per un importo di lire 29.494.800, somma che successivamente – a seguito di una serie di perizie di variante – venne elevata a 48.698.480 lire. Una somma concessa interamente a fondo perduto e non in quota parte. La legge n. 1073 del 1962 all’articolo 15 ultimo comma, prevede che “Lo Stato si riserva la proprietà degli edifici di cui al presente articolo per la quota parte corrispondente al contributo concesso. La manutenzione degli edifici grava sugli enti ed edifici che gestiscono le scuole (quale corrispettivo di locazione per la quota di proprietà dello Stato), il contributo può essere riscattato con quote ventennali senza interessi”. L’ente comunale fece presente  che nel caso del finanziamento concesso dalla Cassa per il Mezzogiorno alla Parrocchia si sarebbe accertato che i 48 milioni e rotti di vecchie lire hanno coperto l’intero importo dei costi necessari alla costruzione dell’opera e di tutto quanto necessario per rendere funzionale l’asilo, compresi arredi e impianti, il tutto come risultante dagli atti contabili consultati presso l’Archivio Generale dello Stato di Roma. Da qui ne conseguirebbe che lo Stato non è comproprietario di “quote” ma dell’intero edificio.  Di fatto, lo Stato potrebbe avere interesse a che venga accertato se la Parrocchia abbia provveduto a chiedere il riscatto, nei termini previsti di prescrizione del diritto e se abbia provveduto al pagamento dell’intero importo; in caso di mancato esercizio del diritto di riscatto da parte della Parrocchia di S. Maria Maddalena, si potrebbe teoricamente arrivare a dichiarare formalmente la proprietà dello Stato sull’intero immobile.

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