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«Aspett a me, capisc a me», così Enzo li sta “fregando” tutti

ISCHIA. Sta succedendo qualcosa di strano, di anomalo. E il rischio è che in questo quadro di immobilismo il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino si stia “infinocchiando” uno alla volta tutti i protagonisti della vita politica locale, evidentemente colpevoli di sottovalutarlo oltre il lecito. Non ci vuole una “scienza” particolare a capire quello che sta accadendo dalle parti del palazzo municipale di via Iasolino, dove il primo cittadino – agendo con quella mentalità ancora vecchio stampo, vale a dire da consigliere comunale – sta pian piano mettendo tutte le pedine al proprio posto, occupando sempre più spazi e lavorando nell’ottica di aumentare il potere che gestisce. Tasselli che vanno a comporre un mosaico quasi scientifico, con tutti che rimangono colpevolmente a vestire i panni degli spettatori. Andiamo con ordine. Nei giorni scorsi Enzo ha incontrato l’ex consigliere comunale Giorgione Balestrieri, fratello dell’attuale esponente del civico consesso, Pasquale. A “Sciupatiello” è stato riconosciuto di poter inserire ben otto persone all’interno delle unità in servizio presso la Publiparking  (la società chiamata a gestire il servizio delle strisce blu) ma attenzione perché la contropartita chiesta dal sindaco sarebbe stata di quelle pesanti: rinnegare il “connubio” con Giosi Ferrandino. Un segnale, questo, chiaro ed inequivocabile, estremamente indicativo di quanto il sindaco abbia compreso come all’interno della maggioranza il suo predecessore potrebbe diventare una sorta di mina vagante, soprattutto quando a breve il gruppo consiliare Vivere Ischia potrà fregiarsi della quarta unità rappresentata da Maurizio De Luise. Insomma, ecco che Enzo comincia a lavorare nell’ottica di provare a fare terra bruciata ad un potenziale pericolo. Una circostanza, questa, che sarebbe ulteriormente avvalorata dalle decisioni che starebbe meditando in sede di distribuzione delle società partecipate nel momento in cui si arriverà a chiudere la partita legata alla giunta politica. Ai giosiani toccherà un assessore e non due, e a quel punto il premio di consolazione arriverà. Ma non sarà rappresentato da Ischia Ambiente, sulla quale l’ex primo cittadino ha messo gli occhi da un bel pezzo, anche per rifilare uno schiaffo ai rivali del gruppo Sciarappa: l’ormai europarlamentare otterrà “soltanto” Ischia Risorsa Mare e Genesis, mentre la partecipata monnezzara resterà nelle mani di Enzuccio, che deciderà come giocarsela. O meglio, come da suo inconfondibile stile, come palleggiarsela di volta in volta.

Un’altra mossa significativa è senza dubbio quella, che peraltro già era nota dall’inizio, di trasferire sei delle unità assunte nella polizia municipale, all’interno degli uffici comunali. Per essere piazzate presso gli uffici che contano, dove Enzo Ferrandino vuole essere sicuro di avere tutto sotto controllo e di gestire personalmente e direttamente il potere. Un po’ come avvenuto peraltro sempre quando al timone dei vigili urbani è stata nominata Chiara Boccanfuso. Un’occupazione di spazi a dir poco scientifica, con i consiglieri comunali che vengono tenuti a “cuccia” con l’ormai celeberrimo occhiolino accompagnato dalla canonica frase “Aspett a me, capisc a me”. Attenzione, perché non abbiamo ancora finito. In tutto questo “calderone” certamente non aiuta l’atteggiamento della minoranza che, ormai a quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, stenta decisamente a prendere i giri e a mettere il dito nella piaga nei confronti di una maggioranza che fin qui si è caratterizzata per un immobilismo che definire imbarazzante è poco. Perché se è vero che quando c’era Carmine Bernardo forse “piovevano” troppe denunce, è altrettanto indubbio che adesso il clima senza troppo da “volemose bene”. Ma anche qui Enzo Ferrandino ha saputo metterci il suo, votando l’uomo di Antonio Mazzella in Commissione Paesaggio e millantando in giro di avere un feeling anche con Antonello Sorrentino e Ciro Cenatiempo. Quanto basta non per creare crepe, per carità, ma per poter far credere di potersi insinuare ovunque. Insomma, al tirar delle somme non ci vuole molto a comprenderlo: a furia di “Aspett a me, capisc a me”, il nostro li sta davvero impallinando tutti. Specialmente i suoi, che da consumati “pollastri” rimangono a guardare.

Gaetano Ferrandino

 

 

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