CRONACA

Assiolo ferito e trasferito a Napoli, la denuncia corre sul web

Il piccolo ritrovato e accudito da Raffaella Scotti è stato trasferito ieri mattina a Napoli: probabilmente gli sarà amputata l’ala

“Al cacciatore che gli ha sparato, anche se in realtà se fosse un cacciatore dovrebbe sapere a cosa sta sparando, (attenzione tra l’altro in questi giorni che andate a cercare funghi non si può mai sapere cosa può succedere): forse non troverò mai le parole per descrivere quanto sta soffrendo questa stupenda creatura del creato. So solo che mi ritrovo spesso a dargli un pasto caldo, delle coccole quando posso per poi vederli andare via al centro recupero a Napoli. Siamo al limite dell’ accettazione. Questo essere chiede solo di vivere e lottare per la sua sopravvivenza solo con la natura che sta diventando sempre più difficile. Ischia dovrebbe proteggere quel poco che gli resta. Io e questo assiolo non vi perdoneremo mai”. E’ questo il grido di dolore di Raffaella Scotti che un paio di giorni fa si è trovata, ancora una volta, ad accudire un assiolo gravemente ferito. Qualcuno, molto presumibilmente un cacciatore, gli ha sparato colpendolo a un’ala. La ferita non lo ha ucciso, ma nel procurargli un grave dolore non gli ha permesso di riprendere il volo. Accudito dalla volontaria ischitana è poi partito ierimattina per il centro recupero di Napoli. “Purtroppo – sono queste le ultime notizie dateci da Raffaella – potrebbe avere col tempo anche avvelenamento da piombo dei pallini, oltre a un’infezione in atto e un’ amputazione dell’ala”. Il condizionale è d’obbligo, ma i medici faranno tutto ciò che è nelle loro possibilità per rimettere in sesto questo volatile tra le specie protette.Solo un anno fa vi raccontammo una storia con un simile protagonista, ma dall’epilogo davvero diverso.

Sempre un assiolo salvato e accudito da Raffaella Scotti e poi liberato alla presenza dell’Ente Protezione Animali sezione isola d’Ischia e di numerosi bambini che, di certo, guarderanno la natura con un occhio completamente diverso. «Ci è stato consegnato debole, impaurito ed affamato. Caduto dal nido e sperso tra i sentieri silvestri esposto a mille pericoli. È ritornato al bosco dopo essere stato allevato,curato, e educato a predare per essere autosufficiente. É stata una gioia essere a contatto con tale solenne rapace notturno, l’assiolo. Grazie sopratutto all’impegno della cara amica Raffaella Scotti». Scrissero così, per celebrare il momento, Luigi di Meglio e Lina Paolella dell’Enpa.Non è dunque la prima volta che l’Ente incontra gli assioli, “cugini” di gufi e civette tra i più piccoli strigidi europei dopo la civetta nana, né è la prima volta che un cacciatore “sbadato” colpisce un animale appartenete a una specie protetta.

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