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Assoforense, arriva l’assemblea e Cellammare (per ora) si congeda

L’associazione si riunirà il 12 luglio per discutere delle proposte di modifica dello Statuto, della costituzione dell’Unione degli avvocati delle isole minori, e dell’indizione delle elezioni per il rinnovo delle cariche

Tra un mese esatto l’Associazione forense dell’isola d’Ischia si riunirà in assemblea. In queste ore è stato infatti diramato il comunicato che fissa al 12 luglio, alle ore 11,00 in prima convocazione e alle ore 12,00 in seconda, la nuova assemblea straordinaria al Palazzo di Giustizia di Ischia. Del resto la comunicazione era attesa sin dal 10 maggio scorso, al termine di una seduta quantomeno movimentata. All’ordine del giorno ci saranno tre punti: il primo riguardante la discussione e la deliberazione dei soci in ordine alle proposte di modifica dello Statuto, ormai obsoleto in quanto risalente agli anni ’80. Poi si passerà all’esame e alla votazione della proposta di costituzione della Unione Avvocati Isole Minori Italiane, e infine all’indizione delle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali. Per i primi due punti il diritto di voto sarà riservato come per legge agli avvocati regolarmente iscritti all’Assoforense.

Contestualmente alla convocazione assembleare, il presidente dell’associazione forense, l’avvocato Francesco Cellammare, ha diramato una lettera di commiato, dopo l’annuncio di dimissioni di un mese fa: «Cari Colleghi – esordisce il presidente – anche se a malincuore devo rinunciare alla fiducia confermatami dall’assemblea del 10 maggio scorso e a quella proroga che mi avrebbe consentito di continuare ad inseguire il sogno della stabilizzazione (oggi vicino alla sua realizzazione in quanto emendamento dichiarato ammissibile in Commissione V e VIII alla Camera il 27 marzo scorso – atti della Camera n. 1285 – proposta di legge n. 497) e magari a conseguire anche l’obiettivo della Sede Disagiata. Ma il clima di veleni che qualcuno sta insinuando nella Classe Forense, le presunte divisioni e fratture di cui mi si vorrebbe imputare la responsabilità, frutto a mio avviso della vivace fantasia di qualche Collega, hanno finito per avvelenare anche me e mi inducono ormai a farmi da parte». L’avvocato Cellammare quindi prosegue: «Piuttosto che cimentarsi in critiche sterili ed ingenerose, costoro potrebbero partecipare alle attività poste in essere a beneficio della categoria, incanalando le loro energie nell’Associazione invece di utilizzarle solo per tentare di demolire quanto di buono ha fatto e fa chi tutti i giorni si sforza di rappresentare al meglio i Colleghi e di risolvere i numerosi, endemici e gravosi problemi che affliggono l’amministrazione della Giustizia ad Ischia a danno della Cittadinanza e dell’Avvocatura. Ebbene, sembra che la preoccupazione principale di questi Colleghi sia incentrata sulla questione del rinnovo delle cariche dell’Assoforense, mentre io credo, in tutta umiltà, che sarebbe meglio concentrarsi sui problemi reali che stiamo affrontando e cercando di risolvere (ancora ieri sono stato a colloquio con la dirigente dell’Ufficio del Personale della Corte d’Appello e siamo quasi riusciti ad ottenere altri due assistenti giudiziari e la mobilità di un funzionario o cancelliere previa equiparazione della qualifica del ministero dell’interno di provenienza)». Il professionista dunque annuncia la decisione: «Ad ogni buon conto, ho maturato la decisione di rinunziare al mandato rinnovatomi in assemblea per perseguire il bene supremo dell’Unità ed auspico che tutti gli Avvocati Ischitani, preso atto di questo mio sacrificio, consci della mia passione e di quanto mi costi lasciare proprio ora ad un passo dall’ambito traguardo, si decidano ad iscriversi in massa alla nostra Associazione che è l’unico vero Organismo Unitario di rappresentanza del  Foro, nata come Associazione Forense Mandamentale, e l’unico ed ultimo vero baluardo di democrazia a difesa di tutti noi.  Ringrazio i Consiglieri per il prezioso lavoro svolto, Gianpaolo e i tanti amici che mi vollero alla Presidenza e quelli che ancora mi sostengono e che in questi anni hanno dato il loro contributo spontaneo e disinteressato sempre ad appannaggio della intera Classe ed anche di coloro che pur tenendosi fuori dall’Associazione, e non perdendo occasione per esprimere la loro disapprovazione, non hanno mai disdegnato di fruire dei servizi erogati a tutta l’Avvocatura sempre senza distinzioni di sorta tra iscritti e non iscritti». Il riferimento è evidente: Cellammare, senza nominarli, parla degli avvocati contrari alla sua gestione, principalmente Gino Di Meglio e Alberto Barbieri. Ma i ringraziamenti continuano: «Ringrazio e non è mia intenzione deludere quanti hanno creduto e credono in me e negli amici del Direttivo e ancora oggi mi invitano quotidianamente a soprassedere ed a proseguire in forza del rinnovato mandato assembleare. Insieme al Direttivo abbiamo cercato di ripagare la Vostra fiducia con tutte le nostre forze e con spirito di servizio e, anche se avremmo voluto giungere a ben altri risultati, siamo riusciti ad ottenere la riapertura del Palazzo di Giustizia e la nuova proroga del mantenimento della Sezione Distaccata fino a gennaio 2022. Ora pertanto, onde evitare che vada disperso questo modesto tesoretto, chiunque sarà chiamato a ricoprire i ruoli di rappresentanza, cui va sin d’ora il mio sincero in bocca al lupo, dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare alacremente al progetto della stabilizzazione e del riconoscimento quale sede disagiata da cui dipenderà molto anche l’approvvigionamento di uomini e mezzi necessario a rendere finalmente funzionante ed efficiente la nostra macchina giudiziaria». La lettera continua col riferimento al ventilato rinnovo delle cariche: «È giusto, in definitiva, andare alle elezioni, – tanto agognate da qualcuno -, come è giusto che si pongano anche nuove e più precise regole per il futuro affinché non si debba più ricorrere, come nel recente passato, allo strumento della proroga assembleare del mandato di rappresentanza». E sulla possibilità di una nuova candidatura, Cellammare non chiude completamente la porta: «Quanto a me, resterò in sella, ben consapevole delle mie responsabilità, fino al passaggio del testimone e, qualora l’Avvocatura dovesse ritenermi ancora utile alla causa e ritenesse, quindi, di volersi ancora avvalere dei miei servigi, resto a disposizione, ma, anche nel caso che lo Statuto sia effettivamente modificato ed allineato alla Legge Falanga, non porrò la mia candidatura ammenocchè non sia la Classe Forense a richiederla». La missiva vira poi verso la conclusione: «Solo chi mi conosce sa bene quanto io tenga all’Assoforense e può immaginare il profondo dolore che provo in questo momento. Vi sarò per sempre grato dell’immensa emozione che avete voluto farmi vivere e serberò nel mio cuore ogni istante di questa appassionante avventura scritta con l’inchiostro indelebile di chi crede ancora, e nonostante tutto, nel futuro della Giustizia sulla nostra isola. Ad majora! Viva l’Assoforense, Viva l’Avvocatura!», conclude Cellammare.

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