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Assolto il magistrato Stanziola: il fatto non sussiste

di Mauro Iovino

Marco Gaudini

ISCHIA – “Assoluzione perché il fatto non sussiste”! Questa la formula pronunciata dal Giudice del Tribunale di Roma, al termine dell’udienza con giudizio abbreviato nell’ambito del procedimento giudiziario che vedeva imputato il Magistrato Maurizio Stanziola, Presidente della V Sezione, della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli. Il Magistrato era accusato di corruzione in atti giudiziari, in concorso con il cugino, il Tenente Antonio Stanziola, coinvolto nel più complesso filone d’inchiesta denominato Free Market e con  l’odontotecnico Giancarlo Falanga, amico del Tenente dei Vigili. Il procedimento parallelo, e ben diverso, rispetto all’inchiesta di Barano, si era sviluppato in quanto secondo la tesi accusatoria, il Tenente Stanziola, rivestendo la carica di dirigente dell’ufficio tecnico al Comune di Barano d’Ischia ricevette la richiesta dal cugino Magistrato in merito ad alcuni permessi per una stradina di accesso alla sua villetta su via Maronti a Testaccio (Barano d’Ischia). In cambio il Tenente Stanziola – monitorato dai Carabinieri – chiese un interessamento in ordine ad un ricorso pendente in Commissione Tributaria a carico di un odontotecnico, suo amico, sanzionato dalla Guardia di Finanza. Sulla base di tali fatti la Procura della Repubblica di Roma ha messo sotto inchiesta il Magistrato napoletano. Maurizio Stanziola fu infatti invitato a comparire presso il Tribunale di Roma dalla locale Procura della Repubblica il 20 maggio del 2014, come persona sottoposta ad indagini, davanti al Procuratore Aggiunto Francesco Caporale e del sostituto procuratore Corrado Fasanelli. Il motivo dell’interrogatorio voluto dalla Procura di Roma risiedeva appunto nel fatto che il Tenente dei vigili di Barano, Antonio Stanziola, aveva contattato il cugino per “aiutare” un amico, Giancarlo Falanga, che aveva subito accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il “caso” era oggetto di un procedimento pendente presso il ruolo del Giudice Maurizio Stanziola, presidente della competente Commissione Provinciale Tributaria. Procedimento che, per la cronaca, ebbe come esito il rigetto delle istanze del Falanga. Nel giugno scorso, inoltre, il Presidente Stanziola, convinto della sua totale estraneità ai fatti lui contestati, aveva chiesto di essere giudicato con giudizio abbreviato. Ieri, quindi, nel primo pomeriggio si è avuta la sentenza, molto attesa, che ha decretato la piena innocenza del Magistrato in quanto i giudici del Tribunale di Roma, hanno sentenziato che il fatto non sussiste. L’udienza è iniziata nella mattinata di ieri, con una lunga requisitoria del Pubblico Ministero che, al termine della quale, aveva chiesto per il Magistrato napoletano,una condanna ad un anno e sette mesi di reclusione, per i reati contestati. Dopo l’intervento  del Pubblico Ministero è stata la volta della difesa. Con una brillante discussione il Prof. Alfonso Furgiuele e l’avvocato Antonio Pagliano hanno cercato di smontare pezzo su pezzo il castello accusatorio chiedendo alla fine l’assoluzione con formula piena del proprio assistito, il Giudice Stanziola. La strategia difensiva è stata proprio quella di far emergere l’insussistenza del fatto, della condotta penalmente rilevante. Grande soddisfazione è stata espressa proprio dai uno dei due legali del Presidente Stanziola, l’avvocato  Alfonso Furgiuele, che ha dichiarato: «sono contento per l’esito di questo procedimento, abbiamo fatto la richiesta di giudizio abbreviato, e c’è stata l’assoluzione e quindi è stata una scelta giusta. – ha commentato pochi minuti dopo la lettura della sentenza il legale di Maurizio Stanziola –  Eravamo conviti della totale estraneità del Presidente Stanziola ai fatti lui contestati, l’abbiamo scritto in una lunga memoria. Una sentenza importante per la quale siamo soddisfatti, in quanto afferma l’insussistenza della condotta atipica. Un sentenza che dimostra che la giustizia esiste» – ha concluso l’avvocato Furgiuele.  Con la richiesta di giudizio immediato, infatti, era abbastanza chiara l’intenzione della difesa di ottenere quanto prima una sentenza, tenendo ben presente la convinzione della totale insussistenza del fatto contestato. Il Magistrato Stanziola, aveva infatti ammesso, sentito dai suoi colleghi, di aver ricevuto delle segnalazioni da suo cugino, il Tenente della Polizia Municipale, come nel caso del procedimento tributario a carico di Giancarlo Falanga, ma di non esserne mai stato influenzato in fase decisionale. Non a caso, infatti,  il ricorso dell’amico del cugino che era stato “caldamente” segnalato, non è andato a buon fine. Già da subito emergevano pertanto dei dubbi su una  “raccomandazione”, se così possiamo chiamarla, che poi in fin dei conti non si è mai concretizzata. Una sentenza importante, che assume una valenza maggiore, se consideriamo “l’imputato atipico” ossia un Magistrato. Una sentenza che riabilita pienamente il Presidente Maurizio Stanziola ed il suo operato. Adesso bisognerà attendere però, per gli altri imputati, il deposito delle motivazioni della sentenza, che avverrà tra novanta giorni. Il Giudice del Tribunale di Roma, ha infatti rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari sia il Tenente Antonio Stanziola della Polizia Municipale di Barano che l’odontotecnico Giancarlo Falanga. Sulle loro posizioni non è stato detto nulla nel corso del giudizio, si vedranno successivamente gli esiti del procedimento anche in relazione agli altri imputati. Appare già chiaro, però, che in virtù dell’assoluzione del Magistrato, si possa andare incontro ad un proscioglimento anche per gli altri.

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