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Assunzioni alle “first ladies”, montano ombre e polemiche

Dopo la rivelazione del quotidiano Il Golfo per l’ingresso in pianta organica a Ischia di mogli di autorevoli esponenti politici locali, parte l’attacco alla politica. Tutto lecito, per carità, ma ci si chiede dove siano finiti l’etica e i cosiddetti motivi di opportunità

Non poteva passare inosservato l’articolo pubblicato sul nostro giornale nell’edizione di domenica e che parlava della missione compiuta. Quale? Quella di riuscire ad assicurare un posto fisso alle “first ladies” con le consorti di due noti e influenti politici che troveranno spazio nella pianta organica del Comune d’Ischia dopo che l’ente di via Iasolino ha deciso di attingere alla graduatoria di quello di Forio. E le voci del dissenso o quantomeno della perplessità non mancano, partendo ad esempio da quella della consigliera comunale di Barano (e già consigliera regionale) Maria Grazia Di Scala. “La vicenda delle assunzioni delle mogli del sindaco di Barano Gaudioso e dell’attuale consigliere comunale ma già sindaco di Serrara Fontana Caruso al Comune di Ischia – spiega l’esponente politico – rappresenta, nella sua gravità, solo la punta di un iceberg, costituito dall’utilizzo di strumenti quantomeno discutibili, quali lo scorrimento delle graduatorie tra comuni a proprio uso e consumo. Si tratta di meccanismi talmente complicati che la stessa magistratura fatica a comprenderli, messi in atto con particolare maestrìa da dirigenti scaltri e, diciamolo, anche fortunati, ovviamente su input dei sindaci”.

La Di Scala continua la sua disamina e mettendo al bando la dipliomazia non risparmia considerazioni evidentemente critiche: “E’ la conclusione di una stagione marcia della gestione della pubblica amministrazione sull’isola. Parliamo, oggi, della moglie di un sindaco e della moglie di un consigliere comunale, ma questa girandola vede coinvolte altre mogli, altre fidanzate, altri raccomandati. In totale, solo per il comune di Ischia sono 6 assunzioni, più 2 a Barano più 2 part time a tempo determinato: una giravolta di 10 assunzioni a cui se ne aggiungono altre 9 per scorrimento diretto. Un problema politico, viziato da leggi poco trasparenti (rispettate, per carità) ma che hanno un grave problema con l’occasione e con l’etica della politica. Purtroppo senza dibattito e senza opinione pubblica le attuali maggioranze fanno ciò che vogliono. I pochi che protestano vengono minacciati e zittiti e il paese perde”. Poi l’avvocato baranese conclude: “Non che mogli, figli o cugini non possano avanzare domanda, per carità, ma ne faccio questione di opportunità. Resta l’amaro in bocca che in questo mercimonio, evidente a tutti, tanti meritevoli, e che magari hanno più bisogno del ‘posto’ rispetto alle first ladies, nemmeno partecipano ai concorsi già sapendo che è inutile. Penso che la gente sia sinceramente stufa di assistere a questi giochetti, spesso consentiti dall’accavallarsi di norme complicate contenute nelle leggi di bilancio, che mandano in confusione chi voglia cercare di capirci qualcosa. Quello che emerge, tristemente, dai fatti cui assistiamo è la totale subalternità del sindaco di Ischia a quello di Barano, l’inutilità dei tanti personaggetti che si accalcano a corte, in tutti i comuni, in cerca di piazzamento per il loro protetto del momento, che si tramuterà in ritorno elettorale, oltre a chi si ‘vende’ per un incarico legale una tantum da 200 euro. Non ci fanno una bella figura. Nessuno escluso”.

Maria Grazia Di Scala va giù duro: “E’ la conclusione di una stagione marcia della gestione della pubblica amministrazione sull’isola: siamo davanti alla punta di un iceberg, costituito dall’utilizzo di strumenti quantomeno discutibili, quali lo scorrimento delle graduatorie tra comuni a proprio uso e consumo”

Analoghe considerazioni, più o meno, caratterizzano anche i contenuti di una nota diffusa dal movimento politico Progetto Ischia che parte dal piano paesistico ma si spinge poi anche alla vicenda delle assunzioni con queste testuali parole: “Nel governo delle nostre piccole comunità prevale ancora il piccolo cabotaggio che procede con operazioni di scarso rilievo o marginali, per mancanza di visione e decisione e anche per calcolo dei piccoli interessi particolari, propri e altrui. Ecco perché è ora di riprendere il cammino per costruire il Comune unico se si vuole salvare l’Isola”.

E poi ci sono anche le riflessioni che affida ai social Antimo Puca, ufficiale giudiziario in pensione che sposta la sua attenzione anche sulla Sezione Distaccata di Tribunale di Ischia e spiega: “Mogli di sindaci vincono concorso pubblico oppure per scorrimento graduatorie verranno assunte in Comune e presso il Tribunale di Ischia. Tutto legittimo, nessuna forzatura e procedure rispettate. Non a tutti però la cosa piace e non tanto per la partecipazione di una signora al concorso oppure di altre due signore perché le graduatorie scorrono, quanto perché c’è chi si sarebbe aspettato un passo indietro. In un paese dove l’opposizione in consiglio comunale non esiste, il dibattito politico a più voci trova per lo più spazio nei canali di comunicazione e nelle discussioni private, non solo ad Ischia ma anche tra i vicini Comuni dell’isola. La polemica però scoppia ugualmente e succede dopo le pubblicazioni degli atti con cui è stata certificata la vittoria della moglie del nostro sindaco come ausiliaria di cancelleria presso il Tribunale di Ischia e lo scorrimento delle graduatorie per altre due al Comune. Lavorare a casa propria è sempre meglio, anche se magari in casa propria c’è chi contesta l’opportunità politica. Non contesto né la legittimità e la correttezza delle procedure né la preparazione di chi ha vinto il concorso. Peró non sono il solo a mostrare perplessità. Nulla da eccepire sulla liceità, ma mi chiedo quanto sia opportuno avere il sindaco alla guida di un Comune di cui la moglie sarà dipendente in un ruolo così importante quale ausiliaria di cancelleria presso il Tribunale di Ischia. Qualcuno dei mancati partecipanti, magari ha rinunciato al concorso proprio per la sua presenza e, se ha scelto cosi, ha sbagliato perché un concorso pubblico è proprio garanzia di trasparenza. Assistiamo ad un atto gravissimo, di cui le istituzioni dovrebbero rendere conto ai cittadini ischitani. In questo modo si limita la possibilità ai vari settori amministrativi del Comune di esercitare l’attività liberi da influenze e condizionamenti di ogni sorta. Cos’è questo, se non un furto di democrazia? Un sindaco per una propria dignità non può permettere che la moglie lavori in un tribunale. Il Comune è parte in molti processi che si discutono in tribunale e la moglie può influenzare anche inconsciamente l’esito. Può notiziare quanto avviene e ciò non è deontologicamente corretto. L’ etica dov’è è finita? Per quanto riguarda le altre due sarebbe stato meglio bandire un concorso specifico e fare partecipare tutti i giovani ischitani che sono poi costretti ad emigrare. Per quanto attiene alle mogli dei due sindaci di Barano e Serrara, va osservato che è stata utilizzata una graduatoria di concorso espletato presso altro Comune, sul quale sono stati mossi numerosi rilievi di correttezza. Sarebbe stato opportuno espletare altra procedura concordale trasparente e corretta nella impostazione con componenti di commissione che non fossero del posto a addirittura legati da rapporti di comune militanza”. Così è se vi pare, almeno secondo Puca. Si potrebbe dire che il ragionamento più o meno non faccia una grinza, ma nei palazzi della politica l’hanno pensata diversamente. In ogni caso, in bocca al lupo a tutti.

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