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CRONACA

Assunzioni sismiche congelate, anche Schilardi riparte col “pressing”

Il Commissario scrive al Governo e alla Protezione civile chiedendo la proroga delle misure scadute lo scorso dicembre: senza personale straordinario, a rischio l’intera attività amministrativa legata alla ricostruzione post sisma

Il Commissario Schilardi è tornato alla carica. Ieri infatti è stata inviata una missiva indirizzata innanzitutto alla Presidenza del Consiglio dei ministri relativa alle problematiche inerenti la mancata proroga delle misure previste nel Decreto legge 109/2018. L’ex prefetto fa riferimento a due note che il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna aveva a sua volta inviato a pochi giorni fa nelle quali il primo cittadino si è fatto una volta di più portavoce delle gravi preoccupazioni, comuni alle altre amministrazioni del Cratere, circa l’emendamento finalizzato al rinnovo di alcune importanti misure, già previste appena due anni fa in favore della popolazione terremotata, che sono tuttavia venute a scadenza lo scorso 31 dicembre.

Rivolgendosi al Governo e al Dipartimento di Protezione civile, Schilardi ricorda che nella prima missiva, in cui Castagna riportava l’emendamento non ammesso, sono evidenziati i pesanti disagi a cui la popolazione verrà sottoposta in caso di confermata cessazione dei benefici già concessi, e in particolare per il blocco delle attività amministrative legate alla ricostruzione, con la perdita simultanea di tutto il personale straordinario, pari a dodici unità, assunto in virtù del citato decreto legge, personale che assicurava l’esecuzione degli interventi ricostruttivi e di sostegno alle imprese avviati dal febbraio 2019, quando prese avvio l’attività del Commissariato, e l’assistenza alla popolazione sfollata, come i contributi di autonoma sistemazione, attività che già da tempo non sono certo facilitate dall’emergenza Covid, e dallo smart working. Il quadro è aggravato, spiega Schilardi, dal fatto che Casamicciola è un Comune in pre-dissesto e il suo organico, ridotto al minimo, non è reintegrabile se non attraverso una complessa procedura ministeriale. Fra l’altro, al momento ci sono circa mille pratiche di condono da trattare, propedeutiche al rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria, oltre al recupero, già interamente finanziato e in fase progettuale, delle chiese e delle scuole (attualmente la frequenza scolastica è in parte assicurata in modo insoddisfacente attraverso immobili in fitto), e alla risistemazione di numerose opere pubbliche.

Viene sollecitato anche l’esame della possibilità di prevedere in favore dei meno abbienti il pagamento del solo condono o l’esenzione del pagamento della concessione in sanatoria

Dopo aver delineato tale quadro, il Commissario evidenzia la necessità che le misure a favore dei Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio siano prorogate, anche perché una ricostruzione complessa, su un’isola a lungo soggetta da abusivismo edilizio generalizzato, non può certo concludersi in un biennio, con opere da progettare, da mandare in appalto e da eseguire da parte degli enti attuatore e dei privati.

Di tutta la situazione isolana, del resto, il Commissario aveva già reso più volte edotta la Presidenza del consiglio, e l’auspicio è che ora venga assicurata la continuità del lavoro in corso. Un auspicio che il commissario Schilardi accompagna avvertendo che anche l’attività commissariale perderà di efficacia se i tre Comuni, nella qualità di enti attuatori e di soggetti unici abilitati al rilascio dei condoni e delle concessioni edilizie, si troveranno privati della possibilità di operare, in un quadro in cui il finanziamento all’edilizia privata è subordinato al rilascio dei condoni edilizi e delle concessioni in sanatoria, provvedimenti entrambi che comportano oneri economici. E su questo punto il commissario evidenzia che le amministrazioni comunali trattengono provvedimenti già pronti, perché i cittadini spesso a causa di reali difficoltà economiche non riescono a eseguire i pagamenti dovuti, pur conservando il titolo per percepire il contributo di autonoma sistemazione (Cas). Di qui il suggerimento di Schilardi affinché sia esaminata anche la possibilità di prevedere in favore dei meno abbienti il pagamento del solo condono o l’esenzione del pagamento della concessione in sanatoria.

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