CRONACA

Assurdo a Ischia, lo spazzamare è fermo in cantiere

In molti si chiedevano che fine avessero fatto piuttosto che stare all’opera nelle acque che circondano l’isola, adesso arriva la risposta: ed è francamente “imbarazzante”

A.A.A. spazzamare cercasi. Che fine hanno fatto gli spazzamare che dovrebbero stare all’opera nelle acque che circondano l’isola? Nessun avvistamento, né in mare né in nessuno dei porti dell’isola. Se non fosse grave che dei mezzi acquistati con soldi pubblici fossero ‘spariti’, ci sarebbe quasi da ridere. Dopo qualche giorno di ricerca e senza nemmeno lanciare appelli a ‘Chi l’ha visto?’ siamo riusciti a scoprire dove si ‘nascondono’. La buona notizia è che gli spazzamare non sono stati inghiottiti. La brutta notizia è che sono fermi e non in acqua. Lo spazzamare ischitano è ‘parcheggiato’ nel cantiere Morgera a Forio, non lontano dal cimitero. La finalità degli spazzamare è quella di assicurare la pulizia degli specchi d’acqua del litorale attraverso un servizio di monitoraggio e rimozione dei rifiuti. Le attività, infatti, dovrebbero includere l’individuazione dei rifiuti a mare, la raccolta meccanica degli stessi ed il relativo stivaggio momentaneo a bordo, seguito dallo stivaggio in appositi contenitori posti a terra nelle vicinanze dell’ormeggio e il relativo smaltimento finale. In tal modo dovrebbe essere possibile migliorare la balneazione in Campania. Ma il condizionale è d’obbligo.

Come mostrano le immagini l’imbarcazione con tanto di scritta “Ministero dell’Ambiente” è ferma in cantiere. Come se il mare che circonda l’isola di Ischia non avesse bisogno di pulizia. Negli anni passati, la Regione Campania ha garantito un servizio a partire da luglio fino a settembre con tre spazzamare in azione per rastrellare i rifiuti in mare. Lo spazzamare non è la panacea di tutti i mali. Non certo la sua azione renderebbe limpide le acque laddove non lo sono. Certamente, però, elimina i rifiuti che galleggiano in acqua. Grazie agli spazzamare, infatti, si risolve un problema che si ripresenta ogni anno: l’inquinamento superficiale delle acque marino-costiere dovuto al notevole afflusso turistico, al consistente traffico di imbarcazioni che scaricano acque di sentina e rifiuti, nonché alla presenza di rifiuti e mucillagini trasportate dalle correnti. La prima volta che gli spazzamare sono approdati sull’isola di Ischia era il 2008. Undici anni fa questi mezzi arrivarono sull’isola grazie al Ministero dell’Ambiente che finanziò il progetto all’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Era il 2 agosto 2008, quando da Baia il primo mezzo, lungo 10 metri con due motori nuovi, fu portato nel Porto di Sant’Angelo, dove per l’occasione era stata preparata una festa di benvenuto con brindisi finale. E fu subito utilizzato, grazie al finanziamento da 15 mila euro ciascuno che l’allora Provincia di Napoli attribuì per quell’anno ai Comuni di Barano, Forio e Serrara Fontana, nelle cui acque lo spazzamare svolse la sua funzione per l’estate. Un altro, in seguito, fu utilizzato per Procida. Nel corso di questi undici anni, a stagioni alternate, sono stati utilizzati gli spazzamare. Ne 2014 la Regione Campania finanzio un’attività di “35 giorni naturali e consecutivi da effettuarsi nei mesi di Agosto e Settembre, e nelle ore diurne, per almeno otto ore”. L’attività degli spazzamare prevedeva “la pulizia a mare deve assicurare l’individuazione e la raccolta di rifiuti galleggianti ed il loro stivaggio a bordo, nonché di oli, alghe e mucillagini”. L’attività in quell’annata venne finanziata per tre battelli che “percorreranno, compatibilmente con le soste per il recupero degli inquinanti e le condizioni meteomarine giornaliere, ogni giorno tratti di mare, alternativamente a nord e a sud dei punti di ormeggio, fino a coprire la metà dei tratti di costa compresi tra due porti contigui”. Da quando non c’è stato più il finanziamento della Regione Campania né della Città Metropolitana di Napoli lo spazzamare ischitano è fermo. Pare che per metterlo in funzione a mare occorra una cifra di circa 5mila euro e che nessuno dei sei Comuni dell’isola voglia farsene carico. Non solo gli Enti locali non avrebbero voluto finanziare la “messa in mare” dello spazzamare, ma avrebbero anche affossato un apposito Protocollo d’Intesa con tutti gli Operatori Turistici interessati del litorale, per la realizzazione del progetto “Mare Pulito” che avrebbe finanziato le attività dello spazzamare.  

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