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Attentati a Parigi, colpa dell’imperialismo che gioca con la supremazia

di Domenico Savio*

Innanzi tutto chiariamo che l’ISIS, ovvero il cosiddetto stato islamico, è un prodotto naturale dell’imperialismo politico, economico, militare e guerrafondaio americano ed europeo, non è una forza antimperialistica, come qualcuno sciaguratamente sostiene, ma è una componente interimperialistica per destabilizzare il Medio Oriente e insediarvi governi fantoccio al servizio, appunto, del dominio imperialistico occidentale in quell’area del pianeta. La strage che ieri sera ha colpito duramente la popolazione di Parigi è la conseguenza diretta della politica imperialistica dei governi statunitensi, inglesi, francesi, tedeschi e italiani, sostenitori della politica imperialistica dei governi israeliani e responsabili degli interventi militari in tutta l’area del Medio Oriente – Iraq, Afganistan, Siria e di minaccia ed embargo verso l’Iran – e nei paesi del Nord Africa e del Golfo Persico.
Appena qualche anno fa il governo francese fece da apripista, seguito prontamente dal governo inglese, statunitense, tedesco e italiano, anche se con ruoli diversi, negli attacchi aerei, oltre che con aiuti economici e militari alle forze antigovernative locali, contro il popolo libico causando distruzione e morte per distruggere il governo antimperialistico di Muammad Gheddafi, che certamente non era un comunista né da noi sostenuto, per installarvi un loro governo fantoccio che avrebbe consentito un più agevole sfruttamento delle risorse alimentari e minerarie di quel paese. Coi bombardamenti hanno assassinato una parte consistente di quel popolo riducendolo alla guerra civile e alla fame, hanno distrutto quel territorio e assassinato Muammad Gheddafi. PERTANTO, ANCHE SE CON IMMENSO E FRATERNO DOLORE, POSSIAMO DIRE: IERI IN LIBIA E OGGI A PARIGI!
In Siria da anni si è creata la stessa situazione della Libia, dove i governi della coalizione capitalistica e imperialistica americana, europea ed israeliana hanno deciso di distruggere il legittimo governo antimperialistico di Bashar al-Assad, anch’egli non comunista né da noi sostenuto, per insediarvi un proprio governo fantoccio. L’ISIS è figlio naturale di questa politica di guerra e di distruzione e morte di quel popolo. I flussi migratori provenienti dalla Siria, dall’intera area Medio Orientale e dall’Africa sono il risultato della politica di instabilità e di aggressione militare dell’occidente capitalistico e imperialistico a cui oggi è ferocemente sottoposta la popolazione siriana. La medesima cosa è avvenuta in Iraq con l’assassinio di Saddam Hussein, anche lui non comunista né da noi difeso, ma aveva il torto, come Gheddafi ed al-Assad, di essere antimperialista e di difendere l’indipendenza e l’autonomia politica del suo paese. ANCHE QUI DICIAMO, CON ALTRETTANTO E SINCERO DOLORE: IERI IN IRAQ, OGGI A PARIGI E CONTEMPORANEAMENTE DISTRUZUIONE E MORTE IN SIRIA E PARIGI!
Come ieri siamo stati fraternamente al fianco dei popoli martiri libico, iracheno, afgano e attualmente accanto a quelli siriano e palestinese, allo stesso modo siamo vicini al popolo francese per la tragedia che sta vivendo e che presto potrebbe ripetersi in altri paesi europei. Esprimiamo vicinanza e partecipazione al grave lutto che ha colpito tante famiglie francesi, ma nello stesso tempo dobbiamo sottolineare che questi popoli, oggetto di attacchi terroristici, sono responsabili di farsi guidare da governi borghesi, clericali, capitalistici e imperialistici al servizio del dominio padronale sul lavoro e sulla vita sociale dei popoli.
Le guerre, le aggressioni e la rapina delle risorse dei popoli della Terra sono la linfa esistenziale del barbaro sistema capitalistico, fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla schiavizzazione delle masse lavoratrici e popolari. Senza questa linfa alimentatrice non sarebbe mai nato o, comunque, sarebbe già morto. Il capitalismo ha generato l’imperialismo per estendere i suoi tentacoli insanguinati e di morte sull’intero pianeta e per avere la possibilità di sfruttarlo meglio distruggendo persino l’habitat naturale. Senza distruggere il capitalismo e l’imperialismo non sarà neppure possibile distruggere le guerre e le tragedie che essi generano tra i popoli.
Per distruggere questa autentica peste dell’umanità occorre far crescere nella coscienza dei popoli la consapevolezza della possibilità di poter costruire una società alternativa, la società prima socialista e poi comunista, dove a governare non saranno più i capitalisti sanguisughe ma l’intera classe lavoratrice, dove i mezzi di produzione saranno di proprietà di tutto il popolo e dove la ricchezza prodotta sarà ugualmente distribuita tra tutti i membri della Collettività. Questa sarà la nuova e superiore civiltà dell’umanità, che germoglierà dalla lotta di classe e rivoluzionaria dei popoli, dalla distruzione, finalmente, del capitalismo e dell’imperialismo e dalla fine dei loro governi, responsabili anche della strage di Parigi.
Forio (Napoli), 14 novembre 2015.
* Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista

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