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Aumento di livello e forniture, blitz delle Fiamme Gialle alla Ischia Ambiente

ISCHIA. Un vero e proprio blitz, anche se secondo alcune voci di dentro era una “visita” che prima o poi sarebbe dovuta arrivare per far luce su una serie di situazioni che obiettivamente apparivano poco chiare. Quali potranno adesso essere le conseguenze, è decisamente presto per dirlo ma è chiaro che ci troviamo dinanzi a due filoni di indagine che possono interessare per motivi diversi (che spiegheremo tra poco) tanto la magistratura contabile quanto quella penale. Partiamo dal fatto: nella mattinata di ieri un discreto numero di uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Ischia, guidati dal ten. Gerardo Totaro, si sono portati presso la sede amministrativa della società partecipata Ischia Ambiente, in via Morgioni, per acquisire una copiosa serie di documenti. Precisazione doverosa, l’attività investigativa è relativa alla precedente gestione, quella che ha visto nei panni di presidente del consiglio d’amministrazione dell’azienda monnezzara Vincenzo Capuano: nulla, insomma, è ascrivibile all’operato del nuovo numero uno, l’avvocato Massimo Stilla, che da poco si è insediato al timone.

Ovviamente non trapelano indiscrezioni sulla “visita” degli uomini delle Fiamme Gialle ma come detto si seguono due piste decisamente separate. La prima porta ad un aumento di livello concesso ad un dipendente della Ischia Ambiente, decisione adottata dai vertici aziendali che ha destato e continua a destare ad onor del vero più di qualche perplessità. Con il soggetto in questione sarebbe stata chiusa una transazione senza nemmeno aspettare l’esito del procedimento giudiziario che aveva innescato il contenzioso tra le parti. Insomma, perché arrendersi senza nemmeno giungere alla definizione della controversia dinanzi al giudice del Lavoro? Un quesito rimasto senza risposta e per il quale – su questo non ci sono dubbi – la Corte dei Conti ha aperto un procedimento: insomma, la magistratura contabile su questa vicenda vuole vederci chiaro ed è intenzionata ad andare fino in fondo perché la procedura seguita tutto appare fuorché ortodossa. Gli inquirenti, per la cronaca, potrebbero essere stati messi sulla pista giusta dall’immancabile esposto anonimo che da sempre costituisce un “complemento d’arredo” dei modi di fare tipicamente ischitani.

E’ abbastanza delicato anche il secondo filone di indagine dei finanzieri, che viaggia in parallelo rispetto al primo anche se tocca in effetti fatti, circostanze, personaggi e interpreti ben diversi. Nello specifico sotto i riflettori degli investigatori ci sono una serie di forniture che sempre i vertici della Ischia Ambiente avrebbero affidato ad un imprenditore ritenuto evidentemente vicino a qualche soggetto che gestisce l’azienda. Per questo motivo ieri mattina, all’interno della sede, sono state acquisite copie di diverse fatture, ma anche di affidamenti conferiti all’imprenditore in questione. Non è tutto, gli uomini guidati dal tenente Totaro hanno anche visionato a lungo file e documenti contenuti all’interno di un pc che si trovava negli uffici, che è stato “ispezionato” in maniera decisamente minuziosa. Al termine però il computer non è stato posto sotto sequestro, non essendoci alcuna disposizione dell’autorità giudiziaria a riguardo, con i militari che hanno lasciato gli uffici con parecchia documentazione al seguito. Documentazione che, adesso, servirà inevitabilmente a capire se su entrambi i fronti possono essere state commesse o meno delle irregolarità. Ma una cosa è certa, a prescindere: la gestione di Ischia Ambiente continua ad essere caratterizzata da troppe ombre che ormai si rincorrono da tempo immemore. Lo dicono la storia ed i precedenti, più e meno recenti.

Gaetano Ferrandino

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