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Autmare: Il referendum? Una vittoria senza precedenti

di Marco Gaudini

 

ISCHIA – Che il referendum consultivo promosso dai lavoratori della Caremar, per l’abrogazione dell’accordo di II livello, sottoscritto dalla società ed sindacati della triplice CGIL, CISL e UIL, dall’UGLe dall’USLAC/UNCDIM lo scorso 23 febbraio, avesse una buona partecipazione, sembrava quasi scontato, che però vi fosse questa così chiara e netta maggioranza, con ben 115 “si” su 115 votanti e 160 iscritti a votare, certamente questo è un dato che segna un importante spartiacque in questa difficile vertenza Caremar. Elemento questo che è stato certamente sottolineato dall’Autmare, che da sempre è vicina ai lavoratori ed agli utenti del trasporto marittimo, e non solo. L’instancabile Nicola Lamonica, infatti, ha seguito passo dopo passo, tutti i progressi di una vicenda che da qualche giorno potrebbe, alla luce della consultazione referendaria, assumere una veste diversa, maggiormente votata al dialogo ed al confronto. Così Nicola Lamonica, che a margine della chiusura delle operazioni di scrutinio l’altro ieri, aveva rilasciato una breve intervista, ha adesso, analizzando tutta la situazione, voluto diffondere una nota, con la quale “ripartire”, si spera, con un nuovo percorso: “Rinasce una speranza per i marittimi Caremar oggi pienamente sostenuti, nella loro difficile vertenza con la società Caremar, da un volo plebiscitario referendario a difesa dei loro diritti messi in discussione dall’Azienda; e con essi anche per gli utenti dei trasporti marittimi del Golfo di Napoli. – ha scritto Nicola Lamonica, presidente Autmare –  Si tratta in realtà di una vittoria che non ha precedenti, che va oltre i contenuti della vertenza ed indica una via maestra da non derogare che parla soprattutto al mondo sindacale  che stravolge regole democratiche assumendo come sensate e proponibili scelte padronali negriere del tutto fuori tempo storico. I tempi sono cambiati e pensare di farsi interpreti della volontà collettiva, annullando percorsi di consultazione e di partecipazione democratica, per favorire “ il padrone “ di turno è un errore sindacale madornale che oltretutto offende il ruolo e la dignità che esprime. Il voto referendario per il Si all’abrogazione dell’accordo di II livello è una macchia ed una condanna severa verso chi pensa di avere in pugno la situazione ed utilizza il suo ruolo per conservarsi privilegi di rappresentanza che comunque esulano dal numero di tessere (anche se nel caso specifico neanche c’è! ) per legarsi definitivamente  ai  contenuti ed alle pratiche democratiche della costruzione del consenso mediante il confronto e la consultazione.I lavoratori Caremar, abbandonati dalla Regione Campania con un contratto di servizio che nulla esprime a loro favore, – continua Nicola Lamonica –   sono oggi più forti che mai  ed il loro impegno, già espresso con azioni di contrasto con lo sciopero ed oggi  con il voto, sia di monito per tutti;  anche a chi nelle istituzioni ha determinato il caos in un passaggio di proprietà improponibile poiché in contrasto con la volontà consiliare del 2009 ed irresponsabile sia per la svendita del capitale sociale sia  per la cifra irrisoria di gestione ridotta di oltre nove milioni ( di circa il 50% ) rispetto a quanto veniva speso dalla Caremar regionale per mantenersi in vita e garantire diritti acquisiti e servizi. Ciò posto se qualcosa non cambia non resta che portarsi a Roma per essere auditi sulle questioni legate alla privatizzazione ed alle conseguenze sui diritti, sull’occupazione , sulla sicurezza. In tal caso un evviva in più alla lotta dei lavoratori a cui va l’Autmare non farà mancare il suo appoggio pieno” – ha concluso Nicola Lamonica.

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