CRONACA

Auto connection a Ischia, la AM Motori è totalmente estranea

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un servizio con delle informazioni inedite: credevamo che un passaggio fosse chiaro, ma invece ha lasciato qualche dubbio nei nostri lettori. E allora una precisazione è quanto mai opportuna

Nei giorni scorsi il nostro giornale ha raccontato con un dettagliato servizio giornalistico quanto sta succedendo sull’isola d’Ischia, dove è in atto un’indagine da parte degli agenti del commissariato di polizia di Ischia – guidati dal vicequestore Alberto Mannelli – relativamente alla presenza sul territorio (ed alla messa in vendita al pubblico, a dirla tutta), di autovetture di dubbia provenienza. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato dei clamorosi sviluppi di un’indagine che potrebbe essere foriera ancora di “botti” clamorosi, dal momento che ad ignari cittadini proprio i poliziotti hanno provveduto a sequestrare delle auto che avevano acquistato in alcuni casi anche con enormi sacrifici. Veicoli su cui evidentemente c’è qualcosa che non quadra, al punto tale da aver messo in condizione gli inquirenti a procedere con dei provvedimenti decisamente pesanti a carico degli acquirenti.

Nei giorni scorsi, nell’ambito di questo servizio giornalistico, riferimmo anche che “probabilmente si tratterà anche di una mera coincidenza, ma c’è anche chi non esclude che i fatti possano avere una certa attinenza con quanto accaduto lo scorso 15 maggio all’interno della concessionaria AM Motori ubicata ad Ischia all’altezza della Piripissa”. Nella circostanza non ci siamo sbottonati più di tanto, dal momento che c’è attualmente un’indagine in corso, ma abbiamo avuto la percezione che più di qualche lettore possa avere travisato quello che scrivevamo tra le righe ed allora è subito opportuno fare chiarezza. Nel giro di macchine di “dubbia provenienza”, la AM Motori non c’entra assolutamente nulla, e questo lo diciamo con certezza assoluta, avendo informazioni abbastanza chiare e tangibili sull’evoluzione che sta prendendo l’attività investigativa. Non a caso, parliamo di un’azienda presente sul mercato da oltre mezzo secolo e la cui affidabilità è nota sull’intera isola.

Piuttosto il problema potrebbe essere un altro e a questo punto tanto vale dirlo chiaramente e non cercare di essere leggermente evasivi, come forse sbagliando abbiamo fatto in prima battuta: E’ noto a tutti che i fratelli Polverino hanno sempre auspicato legalità e rispetto delle regole in un settore decisamente delicato, e il sospetto è che quanto accaduto poco più di una settimana fa potrebbe essere stato un gesto ritorsivo. Ecco, lo abbiamo detto in maniera chiara e – stavolta ne siamo certi – inequivocabile. Nei prossimi giorni, poi racconteremo ancora quant’altro di sommerso c’è in un mondo che anche sulla nostra isola presenta troppe ombre. Un vaso di Pandora che però a breve potrebbe essere spazzato via.

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