Autocton Culture, tradizioni e memoria nell’antico mercato ischitano

Tra i numerosi appuntamenti del programma Autocton, promosso dal Comune di Ischia presso l’Antico Mercato Comunale, le presentazioni dei volumi Torri, Fortezze e Dimore e Il Ricettario di Nonna Titta hanno rappresentato due momenti particolarmente dedicati alla riscoperta della memoria storica, delle tradizioni e dell’identità culturale dell’isola.
Il progetto Autocton ha animato il mese di luglio attraverso un calendario ampio e diversificato, capace di coinvolgere differenti fasce della comunità con laboratori per bambini, attività sportive, iniziative dedicate al benessere e incontri culturali. All’interno di questo articolato programma, le due serate con Valerio D’Ambra e Mikela Monti hanno mostrato come argomenti apparentemente lontani possano concorrere al medesimo obiettivo: conoscere, custodire e tramandare la cultura autoctona di Ischia.
L’Antico Mercato Comunale si è dimostrato una cornice particolarmente adatta ad accogliere questo percorso. Uno spazio nato per la comunità e restituito alla comunità, tornato a vivere come luogo di incontro, confronto e partecipazione. Un luogo del popolo ridato al popolo, nel quale la cultura ha trovato una dimensione accessibile e condivisa, diventando occasione di aggregazione sociale e di crescita collettiva.
Il primo appuntamento, dedicato al volume Torri, Fortezze e Dimore, si è svolto con la partecipazione di Clementina Petroni, esperta di arte e storia locale, e alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, dott. Gianluca Trani.
Nel corso della serata gli autori hanno ripercorso l’evoluzione delle proprie ricerche storiche e iconografiche sui borghi fortificati e sulle torri dell’isola d’Ischia, illustrando il metodo seguito attraverso lo studio delle fonti documentarie, delle cartografie, delle immagini d’archivio e delle testimonianze architettoniche ancora presenti sul territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alle torri del borgo di Ischia Ponte, inserite all’interno di un più ampio sistema difensivo che nei secoli ha contribuito a determinare la struttura e l’identità del borgo. Le architetture sono state raccontate non soltanto come singoli manufatti, ma come parti di una rete complessa, legata alle necessità di difesa, alla storia degli insediamenti e al rapporto indissolubile tra il territorio e il Castello Aragonese.
Durante l’incontro è stato inoltre proiettato il video realizzato dagli autori in occasione del convegno nazionale dedicato ai borghi fortificati, promosso dall’Istituto Italiano dei Castelli. Un’esperienza particolarmente significativa per D’Ambra e Monti, presenti come unici allievi in un contesto composto prevalentemente da docenti universitari e studiosi dell’architettura. La partecipazione al convegno ha rappresentato non soltanto un importante riconoscimento del lavoro di ricerca svolto, ma anche l’occasione per portare la storia e il patrimonio fortificato di Ischia all’interno di un dibattito culturale di respiro nazionale.
La proiezione ha permesso al pubblico di comprendere più da vicino il valore delle ricerche condotte e di osservare il borgo di Ischia Ponte come un organismo storico complesso, nel quale architettura, paesaggio e memoria continuano ancora oggi a dialogare.
Di tono differente, ma animato dalla medesima volontà di custodire le radici dell’isola, è stato il secondo incontro, dedicato a Il Ricettario di Nonna Titta. La presentazione è stata accompagnata dalla professoressa Lucia Cuomo e si è svolta alla presenza della consigliera comunale dott.ssa Giustina Mattera.
La serata, particolarmente ricca di racconti e aneddoti, ha avuto come principale filo conduttore la memoria storica. Il Ricettario di Nonna Titta non è stato infatti presentato come una semplice raccolta di ricette, ma come il racconto di una vita, di una famiglia e di un modo di vivere profondamente legato alla tradizione ischitana.
Annunziata, conosciuta da tutti come Nonna Titta, è emersa come una figura pionieristica per il proprio tempo: una donna capace di conciliare il lavoro con la cura della casa e della famiglia, senza mai rinunciare alla forza, alla generosità e alla dedizione che hanno caratterizzato la sua esistenza. Nonna Titta ha lavorato nei terreni di famiglia, ha venduto il vino, ha sempre offerto il proprio aiuto al Panificio Boccia e, nello stesso tempo, ha continuato a prendersi cura dei propri cari attraverso piatti saporiti, preparati, come lei stessa ama ripetere, «con passione e con amore».
Dietro ogni ricetta non vi sono quindi soltanto ingredienti, dosi e procedimenti, ma momenti di vita, fatiche quotidiane, affetti e ricordi. La cucina diventa il luogo nel quale si incontrano le generazioni e nel quale le tradizioni familiari riescono a sopravvivere al trascorrere del tempo.
Particolarmente significativo è stato l’intervento della consigliera Giustina Mattera, che ha raccontato come leggere le pagine dedicate a Nonna Titta sia stato per lei come tornare ad ascoltare la voce della propria nonna. La storia raccontata nel volume, pur appartenendo a una famiglia precisa, finisce così per rappresentare la storia di molte famiglie ischitane, unite da esperienze, consuetudini, sacrifici e tradizioni comuni.
Dalla figura di Nonna Titta nasce e si consolida la famiglia legata al Panificio Boccia, una storia fatta di lavoro, continuità e legami profondi. Un amore per la famiglia e per le proprie radici che ha accompagnato la sua intera vita e che continua ancora oggi nei gesti, nei sapori e nei racconti custoditi dai figli e dai nipoti.
Entrambe le serate hanno raccolto una partecipazione contenuta nei numeri, con circa trenta persone per ciascun appuntamento, ma particolarmente attenta e sentita. Il pubblico non si è limitato ad assistere passivamente: le numerose domande, i racconti personali, gli aneddoti, le impressioni e i ricordi condivisi hanno trasformato le presentazioni in momenti di autentico dialogo.
Il confronto tra autori e partecipanti ha dimostrato come la memoria storica non appartenga esclusivamente agli studiosi o alle pagine dei libri, ma continui a vivere nelle esperienze e nelle testimonianze delle persone. Gli applausi e il momento conclusivo dedicato alle firme e alle dediche delle copie acquistate hanno suggellato due incontri caratterizzati da curiosità, partecipazione e sincero affetto verso Ischia.
Pur partendo da ambiti diversi, i due volumi condividono dunque la stessa visione culturale. Da una parte l’architettura, il paesaggio e le testimonianze storiche; dall’altra la cucina, il lavoro, gli affetti e le tradizioni familiari. Due percorsi differenti che conducono entrambi alla riscoperta delle radici dell’isola e alla volontà di trasmetterne il valore alle nuove generazioni.
È proprio in questa pluralità di linguaggi che si riconosce il significato più profondo di Autocton Culture: valorizzare tutto ciò che appartiene alla comunità, rafforzare il senso di appartenenza e creare nuove occasioni di incontro attraverso la conoscenza della storia e delle tradizioni locali.
Preziosa è stata anche la collaborazione con Giunti al Punto – Libreria di Corso Vittoria Colonna, che ha curato gli appuntamenti culturali del programma, contribuendo alla realizzazione di incontri capaci di avvicinare autori, lettori e cittadini. La sinergia tra Amministrazione comunale, realtà culturali e operatori del territorio si conferma infatti uno strumento fondamentale per restituire centralità alla cultura e renderla parte attiva della vita della comunità.
Un plauso va a Valerio D’Ambra e Mikela Monti, che attraverso la ricerca, la divulgazione e un linguaggio accessibile continuano a contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’isola. Allo stesso modo, va riconosciuto il merito dell’Amministrazione comunale di Ischia per aver promosso un progetto articolato come Autocton, capace di riaprire uno spazio storico della città alla cultura, all’incontro e alla partecipazione.






