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Avvocati in missione a Roma, che sorpresa: faccia a faccia col Ministro Bonafede

Il titolare del ministero di via Arenula ha dimostrato notevole attenzione e conoscenza della questione, garantendo il massimo impegno a livello politico per raggiungere la stabilizzazione degli uffici giudiziari isolani

Un incontro che non è fuori luogo definire oltre le aspettative. Ieri a Roma i vertici giudiziari partenopei insieme ai rappresentanti dell’avvocatura locale hanno infatti incontrato non soltanto il Capo dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del Ministero, ma anche lo stesso Ministro della Giustizia in persona, Alfonso Bonafede. Un positivo fuoriprogramma, visto che l’incontro di ieri era stato fissato come prodromico a un successivo vertice col titolare del Ministero di via Arenula. In tal modo, agli aspetti più tecnici delle problematiche sofferte dalla sede giudiziaria dell’isola d’Ischia si è unita anche una valutazione degli aspetti politici necessari per arrivare a risolvere l’annosa questione.

All’incontro hanno partecipato i Presidenti del Tribunale e della Corte d’Appello di Napoli, Garzo e De Carolis, insieme ai rappresentanti dell’avvocatura isolana Buono e Cellammare, al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli Tafuri e al componente del CNF avvocato Caia

Alla trasferta nella Capitale hanno partecipato il Presidente del Tribunale di Napoli dottoressa Elisabetta Garzo, il presidente della Corte d’appello partenopea dottor Giuseppe De Carolis Di Prossedi, insieme al presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli avvocato Antonio Tafuri, il presidente e il segretario dell’Assoforense di Ischia, avvocati Gianpaolo Buono e Francesco Cellammare, oltre all’avvocato Francesco Caia, componente del Consiglio Nazionale Forense.

Essi sono stati ricevuti inizialmente dal Capo Dipartimento dottoressa Barbara Fabbrini, insieme al direttore del personale, dottor Leopizzi, con la quale sono stati discussi i numerosi problemi di natura tecnica che persistono nella Sezione distaccata di Ischia del Tribunale, originati essenzialmente dalla mancanza di personale. Tutte le parti presenti si sono impegnate a studiare delle soluzioni che possano garantire in questa fase il funzionamento della macchina giudiziaria isolana, dirottando a Ischia nuove unità di personale.

La missione non è semplice, come dimostra il fatto che tutti gli interpelli eseguiti a livello nazionale per verificare se ci fossero funzionari interessati a spostarsi a Ischia hanno dato esito negativo. Si è quindi pensato all’adozione di un decreto da parte del Ministro della Giustizia per stabilizzare la pianta organica del vecchio Ufficio, cosa che consentirebbe di chiedere l’assegnazione di personale specificamente destinato alla Sezione. Altra richiesta ha riguardato il funzionario del Giudice di Pace: il concorso è stato indetto, anche se l’iter è stato rallentato a causa dell’emergenza sanitaria, ma nel giro di qualche mese dovrebbe svolgersi la prova scritta e poi quella orale, sperando che dalla selezione emerga qualche funzionario disposto a venire a Ischia. Ecco quindi le soluzioni alternative che sono allo studio: la prima è costituita dalla possibilità di contattare Regioni, ex province e gli stessi Comuni, per vagliare l’ipotesi di messa a disposizione un dipendente di livello tale da poter ricoprire l’incarico. Un’altra soluzione è quella di distogliere dall’Unep (Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti) delle figure che possano essere equiparate al ruolo di funzionario del Giudice di Pace. Soluzioni che consentirebbero un’efficace funzionamento degli uffici.

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Dopo circa due ore di colloquio, è arrivato anche il Ministro Bonafede, e ciò ha consentito alle parti di affrontare il problema anche a livello politico. Il ministro non si è nascosto le difficoltà che dovranno essere affrontate per arrivare a ottenere la definitiva stabilizzazione del Tribunale a Ischia, ma anch’egli è dell’avviso che bisogna garantire al già disagiato territorio isolano, al di là della convenienza economica, un presidio di legalità. Bonafede ha assicurato che proietterà le necessarie energie in questa direzione: il prossimo passo sarà quello di dialogare con l’ufficio legislativo del Ministero per capire quale possa essere il percorso da seguire per superare i paletti della riforma dell’assetto giudiziario nazionale. Il Ministro si è mostrato molto cordiale e attento verso il problema della stabilizzazione degli uffici sulle isole, dimostrando di conoscere la questione, per la quale era stato sollecitato da più parti, soprattutto dal Consiglio Nazionale Forense, dal quale era venuta una proposta specifica lo scorso dicembre.

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Dunque, è stato compiuto un passo importante nell’accidentato cammino per ottenere la stabilizzazione dei Tribunali delle isole, passando per l’adeguamento dell’organico, tenendo a precisare che stabilizzare tali sedi non significherebbe che il Governo debba tornare sui suoi passi, ma semplicemente considerare la radicale peculiarità di questi territori. La presenza del Ministro ha dato a questo incontro quella rilevanza, anche politica, che inizialmente nessuno immaginava.

L’incontro è iniziato intorno alle 15.00, per finire alle 17.40 circa. Al termine della riunione il presidente dell’Assoforense dell’isola d’Ischia Gianpaolo Buono ha dichiarato: «Siamo molto fiduciosi. È molto importante che all’incontro abbia personalmente partecipato anche il Ministro Bonafede: ciò significa che il caso-Ischia è esplicitamente entrato nell’agenda ministeriale, e su di esso è stata convogliata notevole attenzione. Dovremo comunque lavorare ancora con l’aiuto dei sindaci isolani e di tutti i nostri riferimenti politici, ma ritengo che il percorso sia molto meno impervio rispetto a quello che pensavamo, perché intanto siamo riusciti a calamitare l’attenzione della politica nazionale sul problema del funzionamento dei nostri uffici giudiziari dal punto di vista tecnico, ma anche, dal punto di vista politico, sulla stabilizzazione della sezione distaccata. Naturalmente ci attende un duro lavoro: quando abbiamo intrapreso questo percorso ne eravamo consapevoli. È un percorso a “step” successivi, ma gli ostacoli maggiori li stiamo fronteggiando al meglio». Soddisfatto anche il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Antonio Tafuri, che da parte sua ha dichiarato: «È stato un incontro molto positivo, sia sotto il profilo delle soluzioni prospettate a breve e medio termine per il funzionamento degli uffici, sia nella prospettiva della stabilizzazione, che richiedere un intervento legislativo, che dovrà essere verificato. Tuttavia la volontà e l’attenzione del Ministro per il mantenimento del presidio giudiziario di prossimità sono state apertamente dichiarate».

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