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«Azione inutile della Di Scala, si interessi ad altro…»

Ritengo assolutamente inutile l’ azione di riproposizione dell’ iter legislativo regionale per la “ fusione” dei sei Comuni dell’ isola d’ Ischia in un unico Comune. L’ iter prevede l’ indizione di un altro referendum, dopo quello del 2011, che non è “ deliberativo” ma solo “ consultivo” e che questa volta non dovrebbe avere l’ obbligo della partecipazione della metà più uno degli elettori. E’ una procedura inutile: perché il referendum sarebbe solo “ consultivo” e cioè un “ parere” da mettere nell’agenda regionale e non significherebbe l’ obbligo da parte della Regione Campania di procedere all’unificazione amministrativa. Un referendum “ consultivo”  e cioè un “ parere” – come insegna il Diritto – c’è già  c’è stato e non era “ deliberante”. Impossibile ripetere quella stagione di passione civile.

Il disinteresse della maggioranza – di centrosinistra – e della opposizione o minoranza – di centrodestra –  non solo per l’ unità amministrativa dell’ isola d’ Ischia ma per una ridefinizione delle dimensioni  dei 92 Comuni della ex-Provincia di Napoli oggi Città Metropolitana di Napoli ai sensi della legge statale “ Del Rio” del 2014 è dimostrato dalla totale cancellazione dall’agenda regionale per la pratica attuazione della legge regionale sul Piano Territoriale Regionale ( PTR) del 2008, circa 10 anni fa, che prevede 45  Sistemi Locali di Sviluppo della Campania per 500 Comuni di cui 14 nella sola ex-Provincia di Napoli ma di cui uno nella sola isola d’ Ischia. Non c’è una iniziativa concreta del Mega-sindaco di Napoli e della “ succursale” Città Metropolitana.

La consigliere regionale Maria Di Scala di Forza Italia punti alla riqualificazione politica della sua classe dirigente locale fra cui il sindaco di Casamicciola . Faccia nascere interesse per l’ “autopropulsione” dei sei Comuni dell’ isola d’ Ischia per i “problemi perpetui” fra i quali il recupero del Pio Monte della Misericordia  e dell’ ex-Capricho de Calise di Casamicciola e La Colombaia di Forio per i quali non c’è “agibilità giuridica” che si potrebbero risolvere se la stessa Regione dotasse di una “Cabina di Regia” istituzionale per un Tavolo di concertazione fra sei unità amministrative anche per il corretto utilizzo dei fondi europei per il programma 2014-2020.

Se non ci sarà una Legge Statale e cioè una riappropriazione del potere dello Stato Centrale attraverso il Governo della Repubblica di ridefinire le dimensioni degli 8mila Comuni italiani in presenza di un “ federalismo regionale” NON ci saranno fusioni o unioni di Comuni   per raggiungere un efficiente sistema di autonomie locali in presenza di una grave crisi economica e finanziaria degli enti locali.

Giuseppe Mazzella, giornalista

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