CRONACAPRIMO PIANO

Bad Company, gli intrecci societari della Castello d’Ischia spa

Il Maschio del simbolo di Ischia nel mondo occupa una sezione di rilievo nell’ordinanza che ha condotto ai domiciliari D’Abundo e Gelormini: ed emergono una serie di “giri” ritenuti illeciti dall’autorità giudiziaria

Nell’ordinanza di custodia cautelare che ha condotto agli arresti domiciliari Nicola D’Abundo e il commercialista Alessandro Gelormini, c’è anche un’ampia sezione dedicata al Maschio del Castello Aragonese, posto sotto sequestro dai finanzieri su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord. C’è in fatti un capitolo relativo proprio a D’Abundo nel quale si parla di partecipazione nella società Castello d’Ischia spa. Si legge che la visura storica racconta di una società costituita il 23 settembre 1968 e che vanta un capitale sociale (deliberato, sottoscritto e versato) di 320.106,12 euro suddiviso in 116.100 azioni del valore di 2.76 euro. La sede legale, per la cronaca, è a Napoli in via Caravaggio. Il soggetto giuridico risulta avere quale oggetto sociale “il restauro e l’utilizzazione turistico alberghiera del Castello d’Ischia ed annessi mediante le opportune opere di restauro, di adattamento idoneo a conservare gli elementi architettonici delle varie epoche. L’ordinanza va riferimento anche all’ultimo bilancio depositato alla CCIIAA di Napoli, che è quello relativo all’esercizio sociale chiuso al 31 dicembre 2013 (ovvero, si specifica, quello preso a riferimento per la determinazione dei valori contabili “assegnati” alla beneficiaria EG Holding srl). Da quell’atto l’amministratore unico della società risulta essere Antonio Maniglio mentre il collegio sindacale è composto da Alessandro Gelormini (presidente), Gerolamo Gelormini (sindaco effettivo), Ermanno Felace (sindaco effettivo) Maria Lucia Adiletto (sindaco supplente) e Patrizia Zonfrillo (sindaco supplente).

Nel tempo si verificano una serie di passaggi che cerchiamo di semplificare per non far venire il mal di testa al lettore. Fatto sta che si arriva al 12 giugno 2015, data in cui risulta sottoscritto un negozio giuridico di “mutuo ipotecario a medio lungo termine” tra la Banca di Credito Popolare Scpa (in qualità di parte mutuante), la Gamba Facility Management (n qualità di parte mutuataria) in atti rappresentata da Nicola D’Abundo, la Castello d’Ischia spa (in qualità di datrice d’ipoteca) in atti rappresentata da Antonio Maniglio, Nicola D’Abundo e la EG Holding srl (in qualità di garanti). I passaggi sono i seguenti: la Gamba Facility Management aveva presentato alla Banca una richiesta di mutuo ipotecario di tre milioni di euro che avrebbe dovuto consentire l’estinzione tra l’altro della debitoria della Castello d’Ischia spa: il mutuo viene concesso ed allo scopo di garantire la restituzione della somma del pagamento degli interessi Castello d’Ischia spa concede a favore della banca ipoteca di sei milioni sull’immobile denominato Castello Aragonese (ma in realtà, come più volte spiegato, si tratta del Maschio. Sempre nella giornata del 12 giugno 2015, ad ulteriore garanzia del predetto mutuo ipotecario, risulta sottoscritto un negozio giuridico di costituzione in pegno tra la bamca e la Gamba Facility Management che costituisce in pegno le proprie quote di partecipazione della società EG Holding srl corrispondenti al 100 per cento del capitale sociale.

Un coacervo di operazioni che portano il giudice per le indagini preliminari che ad osservare che “oltre all’operazione di scissione parziale già di per sé autonomamente rilevante ai fini di condotte distruttive, assumono rilievo i menzionati due negozi giuridici del 12 giugno 2015: infatti con il primo vengono reperite le risorse finanziarie necessarie per estinguere precedenti debiti contratti e con il secondo viene costituito un diritto reale di garanzia sulle quote della newco EG Holding srl a favore di un nuovo creditore: la Banca di Credito Popolare Scpa”. Lo stesso magistrato osserverà poi che “come accennato dalla combinazione degli effetti derivanti dall’operazione straordinaria di scissione parziale dell’agosto 2014 e dalla successiva cessione nel dicembre dello stesso 2014, delle quote della EG Holding a favore della Gamba Facility Mangement spa, gli asset patrimoniali sono stati trasferiti alla citata Gamba Facility Management spa a fronte di un corrispettivo pari a (soli) 30.000 euro”.

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