Bagni sul porto, la Traspemar non ci sta: è scontro col Comune
Dopo la presa di possesso da parte dell’ente, la Compagnia ha inviato una diffida a ripristinare la situazione precedente minacciando di far ricorso alle vie legali. Intanto il 29 giugno è in programma l’udienza cautelare al Tar

Non è ancora finita la diatriba tra il Comune di Casamicciola e la Traspemar. Come si ricorderà, pochi giorni fa era avvenuta la presa di possesso dei bagni pubblici presso lo scalo portuale da parte dell’ente del Capricho, bagni che fino a qualche tempo fa erano affidati alla compagnia di navigazione Traspemar: quest’ultima avrebbe dovuto occuparsi della pulizia degli stessi in cambio di uno spazio in gestione da adibire a biglietteria ma in realtà quelle toilettes sono sempre state tenute in uno stato di indecenza e degrado assoluti. A stretto giro è arrivata una lettera di diffida della compagnia nei confronti del Comune, nella quale l’ente viene “invitato e diffidato” a ripristinare la situazione precedente alla presa di possesso eseguita il 22 giugno. L’immissione nel possesso viene definita “irrituale” dal legale della compagnia. Nella missiva si legge che secondo il legale “risulta violato il principio di legalità in quanto l’immissione è avvenuta in maniera unilaterale, senza preavviso e, conseguentemente, senza redazione verbale in contraddittorio tra le parti e oltretutto, con conseguente sottrazione alla disponibilità” della compagnia dei beni presenti sul posto. La nota prosegue precisando che i rappresentanti del Comune “hanno sottratto alla disponibilità del mio assistito la biglietteria, con tutto quanto occorre allo svolgimento dell’attività svolta”. Di conseguenza il comune viene diffidato, al contempo, a rilasciare i locali e i beni ivi presenti, con avvertenza che la Compagnia adirà immediatamente le opportune sedi legali a tutela dei diritti, che secondo la missiva sarebbero stati palesemente violati.
Al momento dal Capricho nessuna reazione apparente è stata provocata dalla nota. Alcuni lettori ricorderanno che tra pochi giorni, il 29 giugno, si svolgerà l’udienza cautelare, fissata dopo che i giudici del Tar Campania hanno respinto la richiesta di sospensiva chiesta proprio dalla Traspemar relativa all’ordinanza di revoca di concessione di quegli spazi e servizi, nell’attesa di pronunciarsi nel merito.
Il comune si era deciso alla revoca spiegando analiticamente le ragioni: “Il reiterato non utilizzo – e, comunque, il cattivo uso – dei beni oggetto della concessione, in uno alla pacifica violazione agli obblighi derivanti dallo stesso (artt. 3 e 5) inducono l’amministrazione comunale a dichiarare, ai sensi dell’art. 47 c.n., la decadenza del titolo concessorio sì come prorogato dall’amministrazione regionale (Delibera di G.R. n. 622/2020); così come a rigettare la richiesta di rinnovo avanzata in data 23 settembre 2021; come emerge, infatti, dalla stratificazione degli accertamenti e provvedimenti sopra richiamati, la Tar.Spe.Mar. ha nel corso degli anni (e fino ad oggi) non solo sottratto i beni demaniali alla destinazione impressa dal titolo concessorio (bagni pubblici-biglietteria) – rendendoli di fatto inutilizzabili anche da parte della collettività e dei turisti – ma ha anche causato problematiche di natura igienico-sanitaria che mal si conciliano con la spiccata vocazione turistica dell’infrastruttura portuale”.
E in effetti nel corso dell’ultimo anno più volte era stato documentato uno stato di profondissimo degrado in cui versavano i locali dei servizi, da renderli sostanzialmente impraticabili perché esponevano gli avventori a seri rischi sanitari.







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