CULTURA & SOCIETA'

Bagno di folla per l’attacco saraceno alla Mandra

L’emozionante rievocazione ha chiuso lunedì scorso la XVI edizione del festival dei popoli del Mediterraneo

Pubblico delle grandi occasioni alla Mandra dove, lunedì scorso, si è svolto l’ultimo atto del Festival dei popoli del Mediterraneo con il seguitissimo attacco dei Saraceni. Iniziata il 7 settembre scorso, questa XVI edizione ha visto la perfetta commistione di sacro e profano.

Seguitissimi i festeggiamenti della Madonna Bambina, la cui effige si conserva in una culla fatta a barca nella piccola chiesina situata lungo la spiaggia dove, nella notte tra il 7 e l’8 settembre si è assistito alla dolcissima buonanotte a Maria. E’ lì, in quella piccola chiesa, che si conserva il rosario e il canto in dialetto cantato solo per Lei, la Madonna Bambina. Tra musica dal vivo, degustazioni e fuochi pirotecnici l’attesa era tutta per il lunedì sera, momento conclusivo della festa che vede l’attacco dei Saraceni al borgo della Mandra. Tantissime le comparse coinvolte, tra chi alla Mandra ci vive e rievoca l’episodio come a volerlo scongiurare e chi invece si è lasciato coinvolgere dall’entusiasmo degli organizzatori che, ogni anno, mettono in scena questa bellissima manifestazione.

Tra questi anche una rappresentanza di alunni e di docenti dell’Istituto “C. Mennella” ormai di casa alla Mandra dopo il coinvolgimento dell’ultima edizione della festa di Sant’Anna. Voce narrante la giornalista Carmen Cuomo che ha spiegato la scena svoltasi nello specchio acqueo del vecchio carcere della Mandra. E’ stato poi possibile vedere la scena, sia in mare che in terra, anche grazie ai maxi schermo che hanno proiettato sul bellissimo palco con la scenografia di Antonio Cutaneo, che ha mandato in onda la diretta di Nuvola Tv.

La storia che da qualche anno viene riproposta dal gruppo del Largo dei Naviganti è una storia vera e riguarda l’intera contrada che affaccia sulla spiaggia dei Pescatori che, lunedì sera all’imbrunire, era scenografia naturale di tutta l’azione. Sulla scogliera la torre, innalzata grazie alla maestria di chi ogni anno realizza anche la barca per la festa a mare agli scogli di Sant’Anna, riporta alla mente a quando davvero un tempo esisteva una torre di avvistamento, distrutta purtroppo nel tempo da forti mareggiate, utile per dare allarme al popolo da eventuali attacchi provenienti dal mare.

La storia riporta alla mente la notte del 27 giugno 1544 quando una flotta saracena di 116 triremi, equipaggiata con circa 14.000 uomini, capitanata dal sanguinario KHAIR ED-DIN, entrava nel golfo di Napoli. Le cronache del tempo raccontano che il terribile Khair ed-din ordinò a quattro sue agguerrite navi, capitanate da un suo rais, di procedere, in ricognizione, verso quella isola che aveva intravisto al calare delle tenebre: Ischia.

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Sulla scena riproposta lunedì scorso alla Mandra ecco comparire i tanti pescatori: c’è che si appresta a calare in mare le reti “ o sciaughiell’ ”, chi rammendava vecchie reti e chi è impegnato a riporre una miriade di pesci all’interno delle “spaselle”. E’ un’antica litania a introdurre sulla scena la processione in onore della Madonna del Mare, ma d’un tratto, nella tranquillità del borgo ecco che irrompono dal mare i Turchi che in un batter d’occhio attaccano il villaggio. È un vero e proprio combattimento quello che viene messo in atto sul lido della Mandra, mentre sono in tantissimi ad assistervi assiepati sul muraglione del vecchio carcere e sulla spiaggia.

La lotta sebbene impari fu cruenta e la cronaca racconta che la battaglia divenne sempre più furibonda per il coraggio dei combattenti uomini del borgo. Affrontarono le scimitarre turche con remi e pietre eppure, in quella sera, gli arditi uomini del Borgo sembravano più di cento.

Sconfitti ed umiliati i saraceni, con vigorose palate, scomparvero dalla vista mentre i giovani prigionieri a nuoto raggiunsero la vicina spiaggia e, toccata la riva, vennero accolti da tutto il popolo. In tanti si recarono allora verso la torre per ringraziare la Madonna. E’ qui che la storia intreccia la leggenda: si racconta che una povera mamma, con l’unico figlioletto morto tra le braccia, si recò verso la Madonnina che compì il miracolo facendo tornare il piccolo in vita.

La scena, così come descritta dalle fonti, è stata riproposta da tutto il gruppo applauditissimo da ischitani e turisti affezionati a questa festa. I panini con la salsiccia alla brace preparati dal comitato e la musica dal vivo hanno fatto da cornice all’attesa: la serata è infatti culminata con uno spettacolo pirotecnico che ha dato appuntamento al prossimo anno.

Foto Alessandro Ascione

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