Balestrieri:«Fedeli alla destra, ma anche alla maggioranza»
Dopo la costituzione del gruppo di Fratelli d’Italia in seno al consiglio comunale di Ischia, parla il medico e capogruppo. Nessuno strappo con l’amministrazione guidata da Enzo Ferrandino, ribadita la volontà di proseguire un percorso comune. Poi, per quanto riguarda il futuro, però, non manca di tracciare la rotta da seguire…

Il nostro focus è incentrato o quantomeno non può che partire dalla costituzione del gruppo consiliare Fratelli d’Italia: prima di scendere nei dettagli, come nasce questa decisione? È il frutto di quali e quante riflessioni e considerazioni?
«La verità è che già con le elezioni regionali avevamo ricostruito un’unità di intenti, soprattutto con Antonio Mazzella, che è sempre appartenuto a un centrodestra storico dell’Isola. In quell’occasione abbiamo condiviso la volontà di iniziare insieme un percorso politico chiaro e coerente. La nostra convinzione è che il ritorno dei partiti sia importante per dare nuova linfa all’azione politica e, soprattutto, per riavvicinare le persone alla politica stessa».
Ha parlato di partiti. Le faccio una prima osservazione che, come giornale, abbiamo sollevato anche noi sin da subito: “marcarsi” in maniera così netta non rischia di limitare l’adesione di altri soggetti al gruppo, oppure non era questa la vostra aspirazione?
«Assolutamente no. Noi ci proponiamo come un gruppo aggregante, non come una parte estrema e autoreferenziale, ma come espressione di quell’area moderata che ha sempre rappresentato uno dei tessuti più importanti dell’Isola. È normale che, quando si costituisce un gruppo consiliare, sorgano dubbi o si pensi a distinguo o addirittura a scissioni. Tuttavia, su questo siamo stati chiari fin dall’inizio. Noi siamo stati eletti con un gruppo civico, su un progetto e su un programma ben definito. Finché l’amministrazione realizza quel programma che abbiamo condiviso dal primo momento, non vedo alcuna ragione per smarcarsi dalla maggioranza. Ne facciamo parte a pieno titolo e la sosteniamo oggi come il primo giorno della nostra consiliatura. Non vedo alcun problema nel continuare serenamente il percorso amministrativo intrapreso».
«Questa amministrazione ha cercato di intervenire su tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Forse si poteva essere più incisivi in alcune azioni specifiche, ma nel complesso il lavoro svolto è stato soddisfacente per tutti noi»
Ads
Questo discorso potrebbe cambiare in una prospettiva futura, ora che siete caratterizzati anche dal punto di vista partitico?
«Se questa amministrazione continuerà a realizzare il programma elettorale con cui abbiamo stipulato un patto con gli elettori, noi manterremo assolutamente l’impegno preso. La prospettiva non cambia, finché resta saldo il rispetto di quel patto».
Questo gruppo può ancora crescere all’interno del consesso civico o è destinato a fermarsi a due unità?
«Lo ribadisco: siamo aperti a tutti, al dialogo e al confronto con tutte le altre realtà. Non siamo mai stati autoreferenziali e non lo saremo mai. Il dialogo rappresenta la nostra forza. Rivendichiamo semplicemente ciò che è nostro e che lo è sempre stato: un’appartenenza politica che non nasce oggi né ieri, ma che affonda le proprie radici in una storia lunga e ben documentata».
«Siamo aperti al dialogo e al confronto con tutte le altre realtà, rappresenta la nostra forza. Rivendichiamo semplicemente ciò che è sempre stato nostro: un’appartenenza politica che affonda le proprie radici in una storia lunga e ben documentata»
In che cosa promuove fin qui l’operato dell’amministrazione in questi tre anni e mezzo e in che cosa, secondo lei, si poteva fare di più?
«Per mia formazione personale penso che si possa sempre fare di più e sempre meglio. Non è una critica, ma un modo di guardare al futuro e di crescere. Amministrare non è semplice, non è un discorso da bar. Gli equilibri, soprattutto quelli che riguardano le diverse strutture con cui un’amministrazione si confronta quotidianamente, sono complessi. Detto questo, devo essere sincero: questa amministrazione ha lavorato bene e continua a lavorare bene. Se mi chiedi se si poteva fare di più, rispondo di sì, e credo anche che si potesse fare meglio in alcuni ambiti».
Su quali settori, in particolare, si poteva essere più incisivi?
«Il punto è che questa amministrazione ha cercato di intervenire su tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Forse si poteva essere più incisivi in alcune azioni specifiche, ma nel complesso il lavoro svolto è stato soddisfacente per tutti noi».
«È normale che un centrodestra moderato faccia da elemento di attrazione. Potremmo anche essere nelle condizioni di esprimere un nostro candidato sindaco, ma alla fine il candidato deve essere il risultato di tante idee e del contributo di tante persone»
Si comincia già a parlare di un possibile “totò sindaco”, considerando che alle prossime elezioni Enzo Fornandino non potrà ricandidarsi. Se la sente di fare qualche nome o di tracciare l’identikit di un candidato spendibile?
«Premetto, la mia non è affatto ritrosia nel rispondere. In questo momento però la priorità è aggregare persone che, anche se oggi lontane dalla politica, possano riavvicinarsi e dare il proprio contributo. Il nome di una persona credibile si sceglierà insieme e si deciderà insieme. Più che il nome, conta che sia il più possibile condiviso e che rispecchi la volontà di chi lo propone».
Mi consenta una sottolineatura: per appartenenza certo non le dispiacerebbe se, in una coalizione eterogenea, il candidato fosse di centrodestra o, meglio ancora, di Fratelli d’Italia…
«Certo, non ci nascondiamo dietro un dito. È normale che un centrodestra moderato faccia da elemento di attrazione. Potremmo anche essere nelle condizioni di esprimere un nostro candidato sindaco, ma alla fine il candidato deve essere il risultato di tante idee e del contributo di tante persone. In ogni caso, per questo c’è ancora davvero tanto tempo».








Disgustoso suppotare la destra del Governo in un momento storico come questo. Fallimenti su tutti i fronti.
Egregio signor pessimo quelli di prima hanno fatto meglio?