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Balneari, l’ombra del Consiglio di Stato non fa paura sull’isola

La categoria non teme ripercussioni dalla recente sentenza sulla proroga delle concessioni al 2033

Il Consiglio di Stato non spaventa Ischia. I gestori degli stabilimenti balneari dell’isola non sembrano eccessivamente allarmati dalla decisione a Sezione Unite della magistratura amministrativa che lo scorso18 novembre si era espressa sulla questione delle concessioni demaniali a scopo turistico ricreativo, bocciando la proroga generalizzata di quindici anni già prevista dalla legge di bilancio di fine 2018.

Nell’edizione di ieri avevamo illustrato nel dettaglio le motivazioni, che si richiamavano al principio della libera concorrenza, stabilendo che “la proroga ex lege delle concessioni demaniali aventi natura turistico-ricreativa non può essere generalizzata, dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole dell’Unione sulla indizione delle gare”. Tuttavia gli addetti ai lavori non appaiono già pronti a fasciarsi la testa dopo questa decisione. Giuseppe La Franca, presidente della Fiba Confesercenti isola di Ischia, non è affatto preoccupato: «Si tratta di una decisione per un caso particolare, che non dovrebbe essere applicabile come regola generale.

Giuseppe La Franca: «Le Regioni stanno già dando direttive ai Comuni per concedere le proroghe, non temiamo conseguenze da questa sentenza. I nostri timori sono altri, a partire dall’erosione delle spiagge per cui attendiamo un intervento deciso»

Anzi, i vari Comuni della Regione stanno già procedendo a rinnovare le concessioni con la proroga stabilita l’anno scorso. Quindi crediamo che la sentenza in questione sia solo una delle tante fin qui emanate su casi particolari. L’unica cosa che noi chiediamo è una regolamentazione del settore. L’allora ministro Centinaio aveva promesso la redazione di un regolamento ad hoc per normare il settore. In ogni caso, adesso ogni Regione sta facendo riferimento alla legge di bilancio. La Sicilia ad esempio sta già fornendo ai Comuni le direttive per la concessione delle proroghe. Dunque non siamo preoccupati». I timori dei balneari sono ben altri: «Quello che ci preoccupa – continua La Franca – è il problema delle spiagge e degli arenili ormai ridotti al lumicino. In particolare per le spiagge di Ischia e Barano siamo in allarme: la prossima stagione è a rischio visti i danni che gli arenili stanno riportando. Vorremmo che anche l’opinione pubblica abbia contezza del problema e della necessità delle scogliere. Il problema non riguarda soltanto gli stabilimenti balneari, ma anche le abitazioni. Come è stato appurato, il mare sta erodendo in profondità la costa, come nella zona della Mandra, arrivando a danneggiare anche gli edifici residenziali».

Paolo Fulceri: «La sentenza riguardava un caso relativo alla proroga fino al 2020, dunque secondo le informazioni in mio possesso la pronuncia del Consiglio di Stato non dovrebbe avere impatto sull’estensione delle concessioni al 2033»

Ancora più esplicito Paolo Fulceri, il noto titolare del Negombo, il quale non crede che la sentenza avrà conseguenze sulle proroghe già previste: «Ci sono già altre sentenze che dicono il contrario di questa recente pronuncia, anche se questo andamento ondivago delle decisioni dimostra che siamo in un Paese bizzarro. Mi domando cosa dovrebbe fare un imprenditore in presenza di tali incertezze: lasciar cadere in rovina i propri stabilimenti, oppure investire risorse economiche nella loro valorizzazione, ma senza alcuna certezza di poter rientrare da tali investimenti se dopo pochi mesi la concessione finisce nuovamente in discussione? Noi facciamo riferimento alla legge di bilancio del 2018, nella quale era stato stabilito che si sarebbe trovato il modo di rinnovare le concessioni: questa proroga al 2033 è fondamentale, affinché non si blocchi un comparto turistico fondamentale per l’intera economia italiana. L’incertezza non consente di programmare nulla. Credo che questa sentenza non cambierà nulla in concreto, anche perché il buonsenso mi dice che non si può penalizzare in tal modo il comparto dei balneari. Va benissimo che ci siano nuove regole, ma bisogna anche dare il tempo che vengano concordate. Si parla spesso di infrazione delle direttive europee, ma noi non siamo in infrazione, dalla legge di bilancio è passato oltre un anno: più semplicemente siamo noi che in Italia, da autolesionisti, abbiamo una frangia specifica che attacca la categoria dei balneari. Comunque, da informazioni che ho raccolto a vari livelli, lo ribadisco: la decisione del Consiglio di Stato non bloccherà le proroghe. Mi chiedo poi perché nella sentenza in questione, che riguardava un caso specifico di proroga fino al 2020, a stabilire un principio che andrebbe applicato anche alle proroghe relative al 2033». Dunque, almeno per ora, nessun allarme-concessioni.

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