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Bandi per le fonti termali, la Capaldo: Tutelare chi ha investito

Stefania Capaldo, Vicepresidente nazionale di Federterme italiana, e dell’associazione termalisti dell’isola d’Ischia, ha dichiarato: «c’è da premettere che, purtroppo, la Regione Campania, sono diversi anni che sta sbagliando il modo di affrontare questo argomento, tanto è vero che il resto d’Italia ci imputa che questo problema dell’applicazione della direttiva  Bolkestein sia in realtà anche responsabilità di come è stata affrontata la questione in Campania. Detto ciò, ovviamente quando vi sono delle sentenze della Suprema Corte, non ci si può ricamare molto sopra. Noi abbiamo partecipato a vari livelli agli incontri istituzionali, ed abbiamo provato a sollecitare la Regione ad una sorta di orientamenti nell’applicazione di questa Legge. Grazie al nostro apporto – continua la dottoressa Capaldo – è stato messo in atto l’emendamento all’art. 25 che dovrebbe dare delle maggiori indicazioni sulla procedura d’evidenza pubblica. Adesso che la Delibera  è stata fatta sicuramente si aprononuovi scenari e nuove discussioni, per ciò che concerne il discorso dell’assegnazione delle concessioni. La nostra attività non è certamente finita e continuiamo a seguire con attenzione i lavori della Giunta e del Consiglio Regionale, ritengo, comunque, che ci possano essere ancora margini di operatività, nel senso di interpretare e seguire la strada già iniziata da altre Regioni, quelle che in via amministrativa hanno già assegnato queste concessioni, anche se noi, ripeto, siamo stati i primi a dover applicare la Sentenza della Corte Costituzionale. C’è anche da valutare che sotto alcuni aspetti vi sono già delle fonti di tutela inserite nella Delibera regionale, in quanto, l’indicazione che la Giunta trasmette agli uffici, è infatti quella di tener conto dei livelli occupazionali, dell’avviamento commerciale e degli investimenti fatti. Questo vuol dire – aggiunge la Vicepresidente nazionale di Federterme – appunto di considerare chi fin ad oggi ha operato bene, senza disconoscere tutto il lavoro fatto. E’ ovvio che adesso dobbiamo vedere come saranno attuate queste indicazioni date dalla Giunta.   Sicuramente il termalismo è un sistema particolare perché alla risorsa termale, che è di proprietà dello Stato, sono collegate però le strutture alberghiere, e questa considerazione deve essere ben presente a chi dovrà attuare poi la procedura di evidenza pubblica. Stessa cosa vale per gli investimenti, quelli attuati nella sorgente sono minimali, si parla di manutenzioni previste dalla legge, mentre quelli messi in atto nelle strutture, di natura privata, sono consistenti. Si parla di imprese che sono state costruite proprio perché esisteva questa risorsa termale. Io mi auguro che le procedure siano valutate con attenzione, e certamente non è applicabile in questo caso, come definito anche dalla stessa Delibera,  il codice degli appalti.  Noi abbiamo incontrato molte volte il Vicepresidente Bonavitacola e l’Assessore Lepore che su questo punto hanno dimostrato ampia disponibilità a mantenere questa risorsa economica attiva, anche perché le nostre terme producono mobilità attiva per ciò che concerne il servizio sanitario nazionale. Non credo, quindi, si voglia perdere o danneggiare un settore economico molto importante» – ha concluso la Vicepresidente nazionale di Federterme italiana, e dell’associazione termalisti dell’isola d’Ischia.

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