CULTURA & SOCIETA'

Bandiere del gusto, tra le 531 specialità Campane resiste il fagiolo zampognaro

Quest’anno la Campania schizza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche e il souvenir arriva direttamente dalla terra

Salgono al numero record di 5155 nel 2019 le “Bandiere del gusto” Made in Italy, quelle che, secondo Coldiretti, certificano le regioni con il maggior numero di specialità alimentari salvate dall’estinzione. E tra questi resiste, il fagiolo zampognaro, oro rosso delle terre di Campagnano.

Lo scorso anno, infatti, gli uffici dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura confermarono l’approvazione e l’imminente pubblicazione di un nuovo prodotto agroalimentare tradizionale: il fagiolo zampognaro d’Ischia, che ebbe la precedenza su ben venti candidature. Con un’istanza presentata da Coldiretti Campania e dal Comune di Ischia, con le rispettive firme del presidente Gennarino Masiello e del direttore Salvatore Loffreda, del sindaco Enzo Ferrandino e dell’assessore Annamaria Chiariello, si ebbe risultato che andò a premiare la collaborazione istituzionale nella valorizzazione della biodiversità. E quest’anno la Campania schizza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ben 531, davanti a Toscana (461) e Lazio (428).

E’ questo che emerge dal nuovo censimento 2019 delle specialità presentato dalla Coldiretti all’apertura del Villaggio di Milano al Castello Sforzesco, da piazza del Cannone a piazza Castello con oltre diecimila agricoltori, grande mercato di Campagna Amica, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per far conoscere e salvare i tesori nascosti dell’Italia.  A seguire si posizionano l’Emilia-Romagna (396) e il Veneto (374), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Liguria che può contare su 299 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Puglia con 285 prodotti tipici censiti, la Calabria (269), la Lombardia (249), la Sicilia (244), la Sardegna (205), il Trentino Alto Adige (195), il Friuli-Venezia Giulia (177), il Molise (159), le Marche (153), l’Abruzzo (148), la Basilicata con 135, la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.Oggigiorno che fare turismo significa anche saper offrire la storia della propria terra attraverso un piatto portato in tavola, questo riconoscimento avvalora la tesi che Ischia e la Campania, ancora oggi felix, possono offrire tanto a chi la sceglie.

Particolarmente ricca, curiosa e colorata la lista delle specialità nazionali. Partendo dal podio in Campania troviamo le Papaccelle, piccoli e coloratissimi peperoni più o meno piccanti che vengono per lo più utilizzati per le conserve sott’aceto, la Cucozzazuccarina detta anche zucca lunga di Napoli perché si presenta come un frutto molto lungo di forma cilindrica, viene raccolta in estate, ma se opportunamente conservata in luogo asciutto e fresco, si conserva per tutto l’inverno. La Campania si riconferma, dunque, la Regione della biodiversità grazie anche al lavoro degli agricoltori, ad oggi impegnati più che mai, soprattutto a Ischia, nella ripresa della terra, custode di un patrimonio culturale davvero inestimabile. Molti di quei prodotti che oggi sono marchiati dalla bandiera del gusto, noi ischitani li troviamo sulle nostre tavole quasi quotidianamente e a km zero – ma quanto siamo fortunati? –. I nostri turisti, invece, bramano poterli portar via come i più preziosi souvenir, da poter gustare a casa propria con gli amici e la famiglia  e portare così il gusto della vacanza appena terminata.

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