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Bando per il traghetto N.U., l’ultima “fregatura”

Al cap. Ivo Iacono era stato dato mandato di valutare la fattibilità del noleggio di una nave idonea al trasporto di rifiuti solidi urbani dall’isola alla terraferma: un lavoro eseguito grazie anche ad alcune consulenze ma finito nel dimenticatoio. E, per giunta, con conti da pagare rimasti in sospeso

Che una situazione che si trascina da tempo immemore sia diventata oltremodo insopportabile, specialmente nel terzo millennio, lo abbiamo ripetuto più volte. Alla stessa maniera, abbiamo rimarcato dalle colonne del nostro giornale come troppo spesso gli amministratori dei sei Comuni isolani sono parsi troppo “morbidi” e disattenti rispetto alla delicata tematica del trasporto dei rifiuti solidi urbani in terraferma.

L’incarico era stato conferito il 6 agosto 2020 e la relazione conclusiva depositata dopo poco più di un mese ed una serie di pareri raccolti e indagini esplorative condotte a spron battuto. “Ero stato pressato perché i Comuni volevano muoversi in fretta per risolvere il problema”

Che, dopo l’intervento da parte dell’Antitrust che ha spento il Cotrasir, è tornato in capo alla Traspemar ma di fatto tutti sanno che la “minestra” è cambiata soltanto sotto l’aspetto della forma. Anche nei giorni scorsi, per l’ennesima volta, causa una nave traghetto che pare si muova con un solo motore, un po’ di mare mosso ha impedito la partenza verso il porto di Pozzuoli con i rifiuti raccolti dalle varie aziende rimasti così sul territorio. Con le conseguenze che ormai nemmeno vale più la pena raccontare. Ma che fine ha fatto quel progetto delle amministrazioni comunali che congiuntamente volevano per il tramite dell’Evi indire una gara e cercare un soggetto in grado di curare questo delicato servizio in una maniera quantomeno decente?

“A tutt’oggi, però, benché io abbia presentato la mia relazione definitiva nel mese di settembre 2020, unitamente alla documentazione dei professionisti incaricati, non ho avuto riscontro per l’approvazione della proposta né richiesta di ulteriori chiarimenti da parte vostra”

Ebbene il caso si arricchisce di un nuovo imbarazzante capitolo, frutto di una missiva indirizzata dal cap. Ivo Iacono al Cisi ed ai sindaci dell’isola d’Ischia. In apertura della nota sui legge che lo stesso Iacono “in relazione al mandato conferitomi da codesto consorzio con atto deliberativo del 6 agosto 2020 riguardante la possibilità, valutazione e fattibilità di noleggio di un traghetto idoneo al trasporto di rifiuti solidi urbani dall’isola d’Ischia alla terraferma (Pozzuoli): dopo aver avuto contatti con società di navigazione, brokers ed agenzie marittime, contatti che hanno preso un po’ di tempo a causa della situazione sanitaria verificatasi,

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ho consegnato a codesto consorzio nel mese di settembre 2020 la relazione conclusiva, con allegati costi di gestione e pro forma di contratto di noleggio per un traghetto in modo da poter espletare il bando di gara. Tutto questo è stato fatto, come dicevo, nel più breve tempo possibile anche perché nell’incontro avuto con i sindaci dell’isola d’Ischia e con il legale rappresentante del consorzio dott. Ghirelli nella sede del consorzio sono stato invitato e sollecitato ad effettuare questa indagine molto velocemente, perché era nell’interesse generale delle municipalità isolane a cercare di provvedere in proprio al servizio in premessa”.

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L’imbarazzante nodo legato ai mancati pagamenti: “Vogliate convocarmi per eventuali chiarimenti e definizione del mandato affidatomi perché i professionisti a cui ho dato incarico per il lavoro da svolgere chiedono di essere pagati per il lavoro svolto”

Erano quelli i tempi in cui il Cotrasir “dava i numeri” ed aveva alzato in maniera mostruosa (e ingiustificata) le tariffe per il trasporto degli automezzi della N.U. in terra flegrea. Ma che cosa è successo da allora? Non soltanto che i nostri virtuosi amministratori hanno completamente dimenticato il problema, ma che addirittura si siano anche dimenticati di mettere mano alla tasca. Nel prosieguo della sua missiva, infatti, Ivo Iacono scrive: “In questo incontro avuto con i sindaci e il dott. Ghirelli, rappresentai la necessità che per le valutazioni economiche, per quelli legali marittime inerenti la redazione del contratto di noleggio da inserire nel bando di gara, per la gestione con le capitanerie, per i costi giornalieri degli accosti nei porti e per le modalità di bigliettazione avrei dovuto rapportarmi con brokers, agenzie marittime ed armatori per avere poi alla fine una valutazione economica chiara per far valutare da codesto consorzio CISI, e che alla fine del lavoro richiesto sarebbe stato colui che avrebbe provveduto al pagamento dei costi sostenuti da parte del professionista per il lavoro espletato”.

La conclusione della nota di Ivo Iacono è francamente sconfortante ed indicativa di come la problematica – al netto dell’individuazione dei responsabili – da urgente e prioritaria sia improvvisamente quasi caduta nell’oblio. Iacono infatti è perentorio e chiaro nelle sue richieste: “A tutt’oggi, però, benché io abbia presentato la mia relazione definitiva nel mese di settembre 2020, unitamente alla documentazione dei professionisti incaricati, non ho avuto riscontro per l’approvazione della proposta, né richiesta di ulteriori chiarimenti da parte vostra, per cui nel più breve tempo possibile vogliate convocarmi per eventuali chiarimenti e definizione del mandato affidatomi perché i professionisti a cui ho dato incarico per il lavoro da svolgere chiedono di essere pagati per il lavoro svolto”. Insomma, non soltanto i politici di casa nostra hanno completamente messo nel cassetto e in naftalina il tentativo di uscire una volta per tutte da una situazione ormai insostenibile, ma come se non bastasse non hanno nemmeno pensato di mettere mano alla tasca per il tramite del consorzio cui era stato affidato l’incarico al professionista. Ma senza voler citare sempre il solito Giulio Andreotti (il quale sosteneva che a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina), è lecito chiedersi come sia possibile che una priorità sia finita in maniera tanto clamorosa nell’oblio?

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