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Barano e i suoi eroi, la storia corre sul web

Non c’è un archivio comunale per ricostruire la storia e risalire a chi è stata intitolata una strada. Barano perde le sue radici così, travolta dalle onde dell’oblio, ma ci ha pensato la rete a ricostruire la tela. Le prime tracce sono sul gruppo facebook “Sei di Barano se” che ha aperto il forum d’informazioni. E’ bastato un post di Laura Di Massa ad aprire il fronte della memoria. A Barano esistono diverse strade intitolate a personaggi caduti tra la Prima e la Seconda Grande Guerra, ma è praticamente impossibile accedere ai documenti, alla storia per risalire alle figure illustri del Comune. La sete di cultura, d’informazioni trova distese di deserto, lunghe estensioni di silenzio. Scarne e rare le nozioni, i ricordi, le poche tracce di biografie che rischiano di cadere nel vuoto senza un perché, un’immagine che ritragga la pagina di una storia, spesso triste, ma d’immenso valore. Ma c’è chi ha accesso una luce in questo tunnel avvolto dal buio.

CORRADO BUONO. E’ il caso di Corrado Buono, la strada su cui sorge il Municipio, ad aver scatenato la curiosità della giovane baranese. Ci ha pensato l’avvocato Giuseppe Di Meglio a scrivere un post storico, ricostruendo la figura. «Corrado Buono apparteneva ad una antica ed illustre famiglia oramai estinta. Egli era Capitano dell’Esercito Italiano. Morì – scrive l’avvocato – alla fine della Prima Guerra Mondiale sulla linea del Piave eroicamente. Benito Mussolini, nelle cronache della guerra, riferisce del coraggio di questo Capitano. Nel 1929, il dott. Vincenzo Di Meglio, podestà di Barano, decretò la intitolazione del tratto di strada che alla epoca si chiamava Rosa Novella, al coraggioso Capitano perché all’ inizio sulla sinistra sorge la sua casa di abitazione costituita da un palazzetto di colore scuro, prima dell’ attuale Municipio. La sua erede fu la sorella Donna Ester, nubile e senza figli, che nominò proprio erede l’avv. Ugo Paolino. Costui, anch’egli deceduto, ha conservato il ritratto di Corrado Buono perché fosse esposto nel Municipio. Esso è in possesso di Augusto Lombardi».

E dopo questa dettagliata ricostruzione è partita la caccia alla storia che, a Barano, è solo laconicamente rappresentata dal Monumento ai Caduti di Piazza San Rocco. Il web si sostituisce al Comune e i ricordi, le testimonianze danno il prezioso contributo di raccontare di Barano del secolo scorso. L’ultimo tentativo di ricostruire il passato prima che la memoria spazzi via le ultime tracce, gli ultimi tasselli di un mosaico assai complicato da comporre. Prima che  la storia muoia di una lenta e silenziosa agonia.

Luigi Balestriere

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