CRONACA

Barano e i tributi, “battaglia” infinita: la minoranza replica a Dionigi

Il consigliere di minoranza Mario Di Meglio respinge le accuse del sindaco Gaudioso ribaltando la critica della maggioranza e la ventilata vicinanza con gli evasori. Nessun dubbio sul fatto di trovarsi dinanzi all’ennesima vessazione dei cittadini

Continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizione sul delicato tema del regolamento recentemente approvato durante il civico consesso di lunedì 30 settembre. Una questione di giustizia sociale per il primo cittadino di Barano, un regolamento punitivo invece per l’opposizione.

Di cosa stiamo parlando? Del regolamento delle misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali che recita: “Il contribuente, istante o già titolare di attività, che abbia debito superiore a 100 euro per TARI, IMU, TASI, canone di occupazione di suolo pubblico e imposta di soggiorno non ha diritto al rilascio di licenze, autorizzazioni e concessioni e relativi rinnovi, e si vedrà inibita la SCIA”.

Una norma punitiva secondo Maria Grazia Di Scala. La consigliera d’opposizione ha ricordato quanto possa essere difficile, dopo la mazzata dell’aumento della TARI del 40% poter riuscire ad andare avanti nel territorio comunale, soprattutto per quegli imprenditori in difficoltà che adesso non potranno continuare il proprio lavoro.

Per Dionigi Gaudioso invece l’atteggiamento dell’opposizione è fortemente irresponsabile, quasi un invito all’evasione. “È bene sottolineare – ha chiarito il primo cittadino di Barano – che questo provvedimento non tocca minimamente coloro che pagano regolarmente i tributi, bensì è di “ostacolo” unicamente a chi si sottrae agli obblighi tributari. I Consiglieri di minoranza, votando contro l’adozione del Regolamento, in pratica si sono schierati dalla parte di coloro che non pagano i tributi locali. Ovvero di coloro che, pur essendo imprenditori e producendo, si sottraggono al pagamento, facendo così aumentare il carico fiscale che grava sulle famiglie (che, magari, pur non svolgendo alcuna attività imprenditoriale ed a costo di fare notevoli sacrifici, pagano regolarmente). Parliamo degli stessi imprenditori che, magari, pur di sfuggire ai loro obblighi escogitano sotterfugi quali cambi continui di società o intestazione delle stesse a soggetti nullatenenti”.

Accuse molto gravi che non hanno lasciato i membri dell’opposizione indifferenti. Ed è Mario Di Meglio, consigliere assieme a Maria Grazia Di Scala, Clotilde Di Meglio e Aniello Di Meglio, dei banchi dell’opposizione a farsi portavoce dello sdegno di tutta la minoranza. “Additare la minoranza di coprire gli evasori è falso, – tuona il consigliere di minoranza – ingiusto e paradossale in quanto il voto contrario al regolamento adottato è stato ampiamente motivato. In primis è anacronistico poiché per anni le amministrazioni passate (che in gran parte è anche quella attuale) hanno consentito l’evasione non adoperando i mezzi consentiti dalla legge (avviso di accertamento e procedura esecutiva) ed arrecando conseguentemente un ingente danno economico all’Ente comunale e quindi all’intera comunità baranese. Ancora, proprio adesso che è stato disposto un aumento considerevole della tari, invece di disporre un pagamento dilazionato in più rate, al fine di gravare meno sul contribuente, viene adottato un mezzo repressivo che andrà a colpire solo gli imprenditori in difficoltà che ritardano il versamento per difficoltà economica.

Infatti, il regolamento, così come è stato attuato, non evita l’elusione del tributo a coloro che pongono in essere cambi di società; pertanto, tale atto non fa altro che inasprire il rapporto tra contribuente ed Ente, non ponendo freni agli evasori abituali. Ancora, ai fini dell’applicazione del predetto regolamento, è stato previsto un’irregolarità tributaria del contribuente superiore ad euro 100,00. Pertanto, sarà sufficiente un debito di 101,00€ per negare il rilascio o revocare la licenza all’attività commerciale. Una vera follia! Quindi, questo regolamento non ha nulla di “antievasione”, ma è semplicemente l’ennesimo mezzo di pressione fiscale a danno del contribuente”.

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